altricorpi
altricorpi muta forma, cresce, quale processo fisiologico dell’esperienza, del confronto reciproco e del conseguente arricchimento collettivo.
Era nato come un festival nel 2025 in quello che è stato un intenso e bellissimo fine settimana di incontri, presentazioni, spettacoli, installazioni per parlare insieme di antispecismo. Il desiderio ora è che la riflessione continui in modo stabile, che non si esaurisca in pochi giorni ma possa durare nel tempo tramite una serie di eventi diffusi organizzati nel nome degli stessi ideali e con lo stesso spirito:
il filo conduttore sarà sempre il tema dell’antispecismo, o più in generale quello del diritto all’autodeterminazione di ogni soggettività, e ciò che tenderà quel filo è una chiamata alla consapevolezza, una spinta alla decostruzione dello sguardo con cui osserviamo e giudichiamo il mondo, un invito a mettere in discussione le nostre convinzioni a partire dall’ascolto dellə altrə.
Gli eventi altricorpi tratteranno di specismo, sessismo, classismo, abilismo, portando al centro del discorso i corpi e le loro rivolte.
Cercheremo di riconoscere per poi smontare insieme i costrutti sociali che legittimano la discriminazione e lo sfruttamento di alcune soggettività perché considerate inferiori.
Parleremo di riappropriazione degli spazi, di margini, di corpi che si ribellano alle oppressioni e lottano per autodeterminarsi e di cosa significhino il supporto e la cura di soggettività compagne.
Al termine di ogni incontro sarà previsto uno spazio e un tempo di apertura per il dialogo, il confronto, la condivisione di dubbi e domande, perché il percorso di ognunə (che è sempre individuale) possa contare sul sostegno dello scambio reciproco e della riflessione collettiva che ne deriva.
altricorpi nasce da un’idea di Elisa Gavazzi, idoutore, Susanna Panini, Stefano Venturini e Lilith Gianelle.
Durante ogni evento sarà possibile sostenere il rifugio Ippoasi e tutti gli animali liberi che lo abitano.
“Questa è un’opera di fantasia… Nessun animale è reale…, nessun animale simboleggia una persona. È un’inclinazione della specie umana riconoscersi in tutto, presumere che gli esseri viventi, gli animali in particolare, siano a corollario della propria esistenza;…Qui, i cani sono cani, gli uccelli sono uccelli, le capre sono capre, i Bisonti, Bisonti.”
(“Gli occhi e l’impossibile” di Dave Eggers)


