Atusparia
Autrice: Gabriela Wiener
Casa editrice: La Nuova Frontiera
Pagine: 256
Prezzo: 20,00€
“Un cuore tranquillo non cambierà mai il mondo”
È questo il motivo per cui non abbiamo ancora messo a ferro e fuoco questo presente, il peggiore che si sia mai visto da decenni a questa parte.
Per fare la rivoluzione serve passione, serve un animo ardente mosso da ideali vivi, pulsanti, richiami impossibili da silenziare, tutto ciò che la nostra generazione ha perso. Bastava questo per ammansirci: rendi le persone apatiche, disilluse, ciniche, dai loro il minimo necessario perché abbiano cibo e un tetto e, per quanto infelici, avrai la certezza che non muoveranno un dito.
«Alla gente si è atrofizzata la capacità di comprendere la differenza tra un rivoluzionario e un assassino.»
Ecco cos’hanno fatto, hanno confuso le acque e ci hanno spento gli ideali.
Gabriela Wiener con Atusparia fa l’esatto contrario: butta benzina sul fuoco, ci ricorda che la lotta è poesia, scrive un libro che trasuda passione e rivoluzione. Ci parla di una scuola sovietica costruita in Perù negli anni ‘70, di un’educazione che mira a formare persone libere, di uomini e donne di altre epoche che hanno sfidato eserciti e armi sconosciute per difendere la propria terra e le proprie tradizioni, eroi ed eroine di cui noi, dall’alto dei nostri salotti occidentali, non sappiamo nulla perché meno esempi abbiamo più saremo complici e mansuetə. Racconta di indios in lotta per preservare la propria lingua e i propri miti, di prigioni e violenze che ancora non hanno assopito quegli ideali, di un carnevale andino fatto di ballerini e demoni, buffoni e chinas diablas, «perché non bisogna mai essere solo felici». Della differenza labile, forse inesistente, tra il tradimento politico e il tradimento amoroso.
Atusparia è stata una rivelazione scritta divinamente, un tuffo in una storia che non conosco e in quella che avevo quasi dimenticato di sapere. Ma, soprattutto, ha smosso le braci degli ideali rivoluzionari con cui sono cresciuta, quelli che mi ricordano il potere che è nelle nostre mani, se solo siamo disposti ai tormenti della passione.
«Tra le remote rovine di quel mondo che non abbiamo aiutato a costruire né a distruggere ci godiamo la festa dell’inizio e della fine della Storia.»



