Ci hanno insegnato che il sistema attuale si chiama progresso.
Che il capitalismo è l’unico sistema realmente possibile, perché sarebbe nella natura umana tendere all’accumulo di risorse, al successo, alla competizione.
Che ricchezza economica è sinonimo di benessere.
Che più lavoreremo e saremo performanti, più alta sarà la nostra scalata sociale, garantendoci il rispetto, i comfort e il lusso che dovremmo desiderare.
Che solo il lavoro riconosciuto da questo sistema è degno di essere retribuito e validato; qualsiasi altra attività è un hobby, una perdita di tempo, o scontata al punto da non esser degna di compenso (vedi il lavoro di cura).

E se questo non fosse realmente il migliore dei mondi possibili?
Se fossero delle bugie inculcateci per continuare a produrre e arricchire chi ci vuole a testa bassa, in silenzio, ai nostri posti?

Se i sogni che ci dicono di sognare fossero stati costruiti apposta, convincendoci che siano i nostri, solo per soppiantare ciò che siamo e desideriamo realmente?

Attraverso le parole dellə pensatorə più influenti degli ultimi decenni, con il nostro book club di saggistica quest’anno affronteremo proprio le tematiche del capitalismo e del lavoro da una prospettiva sovversiva, partendo da un inquadramento storico e socio-culturale per arrivare a nuove prospettive e immaginare futuri alternativi.

SOVVERSIVO è un gruppo di lettura che mira a rovesciare l’ordine costituito.
Non serve iscriversi, basta presentarsi.
Trovate le copie del libro in lettura in libreria, per prenotare la vostra potete chiamare lo 055 3872722 o scrivere a info@librerialornitorinco.it

Siamo cresciutə in un mondo patriarcale, razzista, capitalista, abilista, che ci ha trasmesso dei bias anche senza che lo volessimo.
Decostruiamoli insieme a partire dai libri e dal confronto collettivo.

Tutto comincia con un gioco. Ogni volta che la Nonna esce per andare a giocare a bingo, due sorelle attraversano di nascosto il cortile e corrono fino all’Impiccato, un vulcano che domina il paesaggio di Lanzarote, tondo come la pancia di una donna incinta. Si tengono per mano, contano fino a tre e tornano indietro senza voltarsi: è un rito che serve a sfidare la paura, a dare un nome ai mostri dell’infanzia e a sfuggire, almeno per qualche istante, a un mondo di adulti incapaci di prendersi davvero cura di loro. Finché una sera, durante una festa di paese, quando la sorella maggiore, e voce narrante, ha dodici anni, succede qualcosa che cambia tutto. Da quel momento le regole del gioco si infrangono: la casa si riempie di silenzi, colpa e rabbia, e l’assenza finisce per dividere la famiglia quanto un muro innalzato nel cuore delle loro stesse vite. Eppure, insieme al dolore, affiora anche un dono straordinario, tanto prezioso quanto ingombrante, capace di non spezzare del tutto ciò che unisce.

Un esordio narrativo di grande forza evocativa, un intenso romanzo di formazione sul legame tra sorelle, sul senso di colpa e sulla perdita, ma anche sulla possibilità di trovare, anche nelle ferite più profonde, uno spazio inatteso per la bellezza.

Autrice: Lana Corujo
Casa editrice: Gran via
Pagine: 184
Prezzo: 16,00€

Che c’è ha organizzato una serata bellissima e ci ha invitato a partecipare:

È una serata in due parti.
Prima, una conversazione. Poi, un film.

Il film è Before Sunrise di Richard Linklater — 1995, Vienna, due sconosciuti che si incontrano su un treno e decidono di passare una notte intera a parlare. Un film su cosa succede quando due persone si danno il tempo di ascoltarsi davvero, in una città bellissima, senza sapere cosa verrà dopo.

La conversazione è su qualcosa che forse riconosci: Firenze è piena di gente, eppure è sempre più difficile incontrarla davvero. I posti spariscono. Le serate si pianificano in anticipo. Lo sconosciuto è diventato qualcuno da evitare invece che qualcuno da scoprire.

Sono state invitate alcune persone che abitano questa città in modo attivo — che creano spazi, raccontano storie, tengono aperte le porte — a parlarne insieme prima del film. Non un panel. Una chiacchierata vera, con un drink in mano, aperta a tutt3.

Poi si spengono i telefoni e guardiamo Before Sunrise.

Appuntamento mercoledì 29 luglio alle 20.30 alla Manifattura Tabacchi.


Una sintonia che si crea a partire da un libro non può che essere un ottimo inizio, non pensate?
Perché non vedere se possono nascere nuove connessioni proprio da lì?

Arriva anche a Firenze lo speed date letterario, un modo originale e coinvolgente per conoscere nuove persone attraverso i libri, le parole e le idee. I partecipanti si incontrano a coppie e hanno pochi minuti per raccontarsi attraverso letture amate, autori e autrici del cuore, poesie, personaggi indimenticabili o semplici impressioni nate da un libro. Quando il tempo termina, si cambia interlocutorə e inizia una nuova conversazione.

Il prossimo appuntamento sarà venerdì 17 luglio alle 22.00 presso il Santo Spirito Living Room, la partecipazione è gratuita ma su prenotazione – QUI trovate tutte le informazioni aggiuntive e il form di iscrizione.

Non sei ancora iscrittə e vorresti recuperare l’ultima newsletter con il calendario completo degli eventi del mese in anteprima, qualche approfondimento, consigli di lettura, riflessioni più o meno sconclusionate e altre varie ed eventuali?

Non ti preoccupare, eccola a tua disposizione.
La trovi cliccando qui.

DENTRO è la fanzine di cui avevamo disperatamente bisogno, il mezzo cartaceo, visuale, performativo, collettivo con cui esplorare tuttə insieme le stanze della casa, una alla volta.
Ogni numero è dedicato a uno degli spazi domestici che ben conosciamo con l’intento di esplorarlo in ogni suo aspetto (simbolico, iconografico, culturale, storico, politico), tramite una rete nazionale e internazionale di illustratorə, artistə, scrittorə, professionistə delle arti visive, ma più genericamente di chiunque abbia desiderio di contribuire al progetto.

Se DENTRO è questo archivio multiforme e contraddittorio, il bagno è il suo primo capitolo naturale. È una stanza-limite: rifugio e servizio, intimità e routine, esposizione e occultamento. Lì, ogni oggetto vive un’identità ibrida: utensile, amuleto, ricordo, soluzione d’emergenza. È uno dei luoghi dove la cultura materiale si rivela senza filtri, dove la fantasia e il pragmatismo convivono. È da questa soglia che DENTRO ha deciso di iniziare il racconto. La stanza che agli ospiti si mostra per ultima è diventata quella da cui necessariamente partire.

Venerdì 08 maggio ospiteremo la presentazione di tutto il progetto con un focus sul n.0 dedicato per l’appunto al bagno, ma prima, proprio perché DENTRO ha l’aspirazione di essere un contenitore collettivo, lanciamo una call aperta a tuttə: ci mandate una foto dal bagno? 
Potete sbizzarrirvi e interpretare la richiesta come desiderate: può essere una foto del vostro bagno per intero o solo di un dettaglio, uno scatto del bagno peggiore della Scozia, del sapone nella doccia o del Topolino sul termosifone, può essere un vostro selfie in bagno, può essere una foto realistica o artistica, lasciate volare la fantasia.
L’importante è che sia stata scattata in un bagno, che sia il vostro o un altro, pubblico o privato.

Tutte le foto saranno poi stampate e attaccate anonimamente nel bagno della libreria, che per l’occasione diventerà un meta bagno, o un bagno elevato in potenza.
L’indirizzo per l’invio delle foto è info@librerialornitorinco.it, l’oggetto è “DENTRO al BAGNO”, la deadline è domenica 3 maggio.

 

Febbraio è il mese in cui si celebra il Black History Month, ricorrenza particolarmente osservata negli Stati Uniti e in Canada (ma sempre più nel resto del mondo, fortunatamente) e dedicata all’importanza delle persone e degli eventi che hanno segnato la storia della diaspora africana, memoria che per secoli è stata repressa, taciuta e resa marginale. Le origini del Black History Month risalgono al 1926, quando lo storico afroamericano Carter G. Woodson istituì la Negro History Week per incoraggiare l’insegnamento della storia degli afroamericani nelle scuole pubbliche statunitensi, sottolineando l’urgenza di ridare un passato e garantire un futuro a ciò che la cultura etnocentrica e coloniale occidentale aveva sistematicamente escluso per secoli dagli spazi pubblici e dalla memoria collettiva. Solo decenni dopo, nel 1976, a seguito delle prime celebrazioni del Black History Month alla Kent State University nel 1970 e all’intensificarsi del fenomeno in tutto il paese, la ricorrenza venne ufficialmente riconosciuta dal governo statunitense.

Parlare di Black History Month oggi significa riconoscere che le strutture che permettono alle disuguaglianze razziali e alla violenza sistemica di sopravvivere sono le stesse che hanno ridotto in schiavitù centinaia di migliaia di persone durante la tratta atlantica degli schiavi fra il XVI e il XIX secolo. Movimenti come il Black Lives Matter all’inizio degli anni ‘20 del 2000, hanno riportato la memoria nello spazio pubblico, trasformando il ricordo in azione politica e rimarcando la necessità di una narrazione non arbitraria. Il Black History Month interroga anche Europa e Italia, le cui storie coloniali vengono troppo spesso lasciate ai margini del discorso pubblico o, peggio ancora, giustificate in maniera semplicistica e sbrigativa.

La storia dei popoli afrodiscendenti è una storia di colonialismo e imperialismo, di violenza, di lacerazioni e dispersioni, di schiavismo e segregazione razziale, di migrazioni forzate e coatte, di fratture che attraversano le generazioni: una storia che non si è mai davvero conclusa perché continua ad abitare i corpi e il linguaggio delle persone nere. A farsi carico nel tempo della responsabilità di far conoscere e diffondere la memoria della Blackness sono state le tante voci della letteratura afroamericana e della letteratura della diaspora africana, che attraverso la scrittura e le testimonianze hanno tentato di ricucire quello che la storia aveva deliberatamente strappato via.

Toni Morrison scriveva che la vera funzione della libertà fosse quella di liberare qualcun altro, per non lasciare ignorato e inascoltato l’eco del trauma nel nostro presente.
I 30 consigli di lettura che trovate qui sotto nascono dalla volontà di seguire questo insegnamento e dal desiderio di coltivare un’idea forse utopica, cui siamo solite aggrapparci e a cui vogliamo reggerci con forza soprattutto adesso che il nostro mondo sembra scivolare a tutta velocità verso una deriva priva di memoria ed empatia: la letteratura come atto di resistenza e liberazione per tutt*.

30 CONSIGLI DI LETTURA, PROPOSTI NON IN ORDINE ALFABETICO MA IN ORDINE CAUSALE E ANCHE UN PO’ SENTIMENTALE:

1. Narrazione della vita di Frederick Douglass, uno schiavo americano, scritta da lui stesso, Frederick Douglass, Marsilio Editore – Douglass, che era nato schiavo nel sud degli Stati Uniti, racconta la storia di come dopo anni di tentativi riuscì a fuggire e a conquistare la libertà. Alla violenza della schiavitù e all’immoralità della nazione che la legittima, Douglass oppone la scrittura come strumento di ribellione e come vera e propria dichiarazione di indipendenza. Nel 1872 fu il primo afroamericano ad essere candidato vicepresidente degli Stati Uniti;

2. Amatissima, Toni Morrison, Sperling & Kupfer – La storia di Sethe, indomabile donna nera all’epoca della guerra civile americana, che cerca di ricostruire la propria esistenza dopo essere fuggita dalla schiavitù, portando sulle spalle il peso di un segreto indicibile. Morrison dedica il libro ai “sessanta milioni e più”, riferimento agli Africani e ai loro discendenti che morirono durante il lungo periodo nel quale fu attivo il commercio atlantico degli schiavi;

3. Io so perché canta l’uccello in gabbia, Maya Angelou, Mondadori – Ha solo tre anni Maya quando, assieme al fratellino di poco più grande, dalla California viene spedita in Arkansas a vivere con la nonna e lo zio storpio perché i genitori si sono separati. Inizia da qui il racconto dei primi diciassette anni della sua vita: un classico della letteratura moderna sconvolgente e lirico allo stesso tempo, il primo bestseller scritto da una donna afroamericana, in cui l’irrefrenabile voglia di vivere si intreccia con il dolore di un’esistenza crudele, rivelando un’emotività potente e spesso contraddittoria;

4. Lei che mi ha liberata, Maya Angelou, Le Plurali – In questo commovente memoir, Maya Angelou racconta la sua vita attraverso la lente del suo rapporto con la madre, Vivian Baxter. Se Maya conduce una vita che sembrano cento (ragazza madre a 17 anni, cuoca, prostituta, ballerina, intellettuale e attivista per i diritti civili con Martin Luther King), la madre non è da meno. Cresciuta in un contesto violento, donna fuori dagli schemi, proprietaria di un casinò, Vivian è stata anche la prima donna nera ufficiale della Marina mercantile. Il racconto, che inizia con la ferita dell’abbandono di Maya alle cure della nonna, si evolve per raccontare una relazione tra madre e figlia basata su sorellanza, perdono e rispetto reciproco. Sullo sfondo, gli Stati Uniti del Ku klux klan, del proibizionismo e delle lotte per i diritti civili degli afroamericani;

5. La prossima volta il fuoco, James Baldwin, Fandango Libri – Considerato tra i testi più intensi di Baldwin, La prossima volta il fuoco affronta senza mediazioni la cosiddetta “questione nera” negli Stati Uniti attraverso una voce intima, lucida e profondamente umana. Unendo autobiografia e critica sociale, Baldwin analizza i rapporti interrazziali intrecciando amore, fede e famiglia, fino a smascherare le contraddizioni e l’ipocrisia del paese (gli Stati Uniti) che si proclama patria della libertà.

6. Contro il femminismo bianco, Rafia Zakaria, ADD Editore – Il femminismo è stato a lungo dominato da una prospettiva bianca e occidentale, che ha escluso molte donne dal racconto e dalla definizione dei propri bisogni. Rafia Zakaria propone un ripensamento radicale del femminismo, capace di includere le voci delle donne non bianche e di liberarsi da modelli di emancipazione imposti, offrendo una visione più ampia e giusta di libertà, equità e giustizia.

7. Le dannate del mare. Donne e frontiere nel mediterraneo, Camille Schmoll, Astarte – Per molto tempo le donne sono state assenti dal grande racconto della migrazione. Eppure sono molte quelle che lasciano le loro case e i loro affetti per intraprendere il lungo viaggio attraverso il deserto e il Mediterraneo. Basato su ricerche sul campo condotte ai confini dell’Europa, in Italia e a Malta, questo libro è un’inchiesta sulle tracce delle sopravvissute: nel restituire le molteplici sfaccettature dei loro percorsi e destini, declina al femminile la storia recente delle migrazioni nel Mediterraneo

8. Noi però gli abbiamo fatto le strade. Le colonie italiane tra bugie, razzismi e amnesie, Francesco Filippi, Bollati Boringhieri – Il colonialismo italiano, durato dal 1882 al 1960, è stato a lungo rimosso dalla memoria collettiva, a favore del mito autoassolutorio degli italiani “brava gente”. Il libro di Francesco Filippi ricostruisce questa storia dimenticata e le sue violenze, mostrando come propaganda, letteratura e cultura popolare abbiano contribuito a distorcerne la percezione, con l’obiettivo di fare i conti con il passato per comprendere meglio il presente.

9. Future. Il domani narrato dalle voci di oggi, a cura di Igiaba Scego, effequ – Undici autrici afroitaliane raccontano di futuro, generazioni e radici. Un’antologia alla ricerca di una nuova lingua, di nuove idee, di prospettive forti, differenti e inesplorate che parte da dove viviamo, l’Italia, e guarda altrove, con straordinaria forza ed emozione. Un libro che vuole marcare un passo verso il domani, narrandolo, inventandolo, osservando il presente e il passato.

10. Memorie della piantagione. Episodi di razzismo quotidiano, Grada Kilomba, Capovolte – In Memorie della piantagione Grada Kilomba racconta il razzismo come esperienza traumatica e quotidiana, soprattutto per le donne nere, mostrando come il passato coloniale continui a irrompere nel presente. Attraverso scrittura, memoria e narrazione del sé, l’autrice trasforma il racconto personale in un atto di decolonizzazione, resistenza e possibilità di futuro.

11. Donne, razza e classe, Angela Davis, Edizioni Alegre – Pubblicato nel 1981, questo libro di Angela Davis è un testo fondamentale del femminismo contemporaneo perché introduce un’analisi intrecciata di genere, razza e classe. Attraverso una rilettura storica della schiavitù e delle lotte delle donne nere, Davis mette in luce resistenze, contraddizioni e limiti del femminismo bianco, affermando che ogni progetto di liberazione deve riconoscere la pluralità delle esperienze e dei bisogni per essere davvero universale.

12. La bellezza delle cose fragili, Taiye Selasi, Einaudi – Il romanzo racconta la morte di Kweku Sai, chirurgo ghanese emigrato negli Stati Uniti, e attraverso di essa ricostruisce la storia di una famiglia segnata da migrazione, sogni spezzati e silenzi. Tra Ghana e Stati Uniti, il libro esplora legami familiari, identità e ferite invisibili, mostrando come ciò che appare fragile possa resistere alla Storia e al tempo.

13. Queste terre selvagge oltre lo steccato, Bayo Akomolafe, Exòrma – Strutturato come una serie di lettere a una figlia di tre anni, il libro riflette sulla possibilità di “trovare casa” su una Terra viva e su ciò che lasciamo alle generazioni future. Attraverso l’esperienza della genitorialità, l’autore nigeriano intreccia crisi ambientale, decolonizzazione, identità e appartenenza, proponendo nuovi modi di pensare l’essere umano e l’abitare le fratture di un mondo segnato dall’accumulo e dalla crisi globale.

14. Le mie fiabe africane, Nelson Mandela, Feltrinelli – In questo testo, Nelson Mandela esprime il desiderio che la voce dei cantastorie africani non si spenga mai e raccoglie le fiabe più antiche e belle del continente, arricchite anche da storie nuove, con protagonisti animali simbolici come la lepre, lo sciacallo, la iena, il leone e il serpente, simboli di virtù e paure.

15. Fortunatamente nera. Il risveglio di una mente colonizzata, Nogaye Ndiaye, HarperCollins – Nogaye Ndiaye, nata in Italia da genitori senegalesi, ha vissuto a lungo sentendosi in bilico tra due mondi, affrontando pregiudizi e rifiuto legati alla sua identità. Dopo un percorso di crescita personale, che include letture, incontri e due viaggi in Senegal, ha superato il razzismo interiorizzato, ritrovando la propria identità. Ora attivista, nel suo libro combina memoir e divulgazione, invitando a riflettere sulle zone d’ombra del razzismo e sulla necessità di un dialogo aperto in Italia.

16. Scrivere oltre la razza, bell hooks, Il Saggiatore – bell hooks affronta il dibattito sul razzismo offrendo una prospettiva radicale per eliminare le barriere socioculturali legate a colore, classe e genere, anche all’interno del femminismo. Sostiene che l’ideologia suprematista bianca è ancora molto presente e influisce su tutti, trasmettendosi nelle comunità attraverso differenze economiche, sociali e di genere. Attraverso esempi storici di leader come Malcolm X e Martin Luther King, hooks analizza i problemi strutturali legati a questa ideologia, ma sottolinea che ogni barriera può essere superata. La soluzione proposta è l’amore, inteso come principio rivoluzionario capace di eliminare il dominio e favorire pratiche di ascolto, condivisione e partecipazione nella diversità, che possono trasformare radicalmente la vita quotidiana.

17. Sulla riva del mare, Abdulrazak Gurnah, La Nave di Teseo – Lo scrittore tanzaniano Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel per la letteratura nel 2021, ci racconta le vicende di Saleh Omar, un mercante di mobili di Zanzibar di 65 anni che chiede asilo in Inghilterra. All’arrivo a Londra, presenta un visto non valido, rilasciato da un suo parente e nemico, Rajab Shaaban Mahmud. Per fingere di non capire l’inglese, Saleh si affida a un interprete, Latif Mahmud, figlio di Rajab, che è un rifugiato come lui. Latif ha interrotto ogni legame con la sua famiglia negli anni ’60, vivendo in Inghilterra con la nostalgia della sua terra. Ora, in una cittadina inglese sul mare, Saleh e Latif si trovano faccia a faccia, entrambi rifugiati con origini e destini intrecciati.

18. Un bambino nero, Camara Laye, Tulemond – Apparso per la prima volta in Francia negli anni Cinquanta al tempo delle prime pubblicazioni degli scrittori della Négritude, il libro critica implicitamente il colonialismo attraverso il racconto della giovinezza dell’autore e la descrizione del ricordo dell’affetto familiare, del senso di appartenenza e delle tradizioni della Guinea.

19. La casa dei Turner, Angela Flournoy, Keller Editore – Ambientato nella Detroit del 2008, il romanzo segue Cha-Cha Turner e i suoi fratelli alle prese con il destino della casa di famiglia, simbolo di quattro generazioni e di una storia segnata da migrazione, lotte razziali e trasformazioni urbane. Tra presente e flashback, la vicenda intreccia memorie, conflitti familiari e “spettri” interiori, trasformando la casa e la città in protagoniste di un racconto corale su identità, appartenenza e legami di sangue.

20. Ne*ri con le pistole, Robert F. Williams, Progetto Me-Ti – Robert F. Williams è stato una figura chiave del movimento di liberazione nera negli Stati Uniti e un pioniere della teoria dell’autodifesa armata in chiave antirazzista e di classe, influenzando anche il Black Panther Party. In Ne*ri con le pistole racconta la sua esperienza nella NAACP, la lotta contro il Ku Klux Klan a Monroe, l’esilio e la resistenza delle comunità nere, offrendo una testimonianza diretta delle battaglie contro segregazione e razzismo negli anni Cinquanta.

21. Decolonialità e privilegio. Pratiche femministe e critica al sistema-mondo, Rachele Borghi, Meltemi – Uscire dal colonialismo richiede non solo di decostruire i saperi dominanti, ma anche di agire per trasformare il mondo mettendo in discussione i paradigmi esistenti. Partendo dalla propria esperienza, Rachele Borghi critica l’idea di un sapere “scientifico” universale imposto dall’Occidente e invita l’accademia a rinunciare al suo privilegio di produrre il discorso dominante, aprendo a forme di conoscenza non subordinate.

22. Vite ribelli, bellissimi esperimenti, Saidiya Hartman, minimum fax – Saidiya Hartman ricostruisce le esistenze delle giovani donne nere cancellate dagli archivi ufficiali USA dopo la fine della schiavitù, dando voce a storie di amore, resistenza e disobbedienza, in un racconto corale che riporta al centro chi era stato ridotto al silenzio.

23. Che razza di libro!, Jason Mott, NN Editore – Un famoso scrittore americano, durante il tour promozionale del suo nuovo libro, è seguito da un misterioso Ragazzino nero che solo lui sembra riuscire a vedere. Il bambino racconta di essere stato educato all’invisibilità per difendersi dalla violenza del mondo. Convinto che sia un’allucinazione dovuta alla sua malattia, lo scrittore si rende poco a poco conto che questa presenza lo costringe a confrontarsi con il proprio passato, con una verità rimossa e con la brutalità della realtà.

24. Discorso sul colonialismo. Seguito dal «Discorso sulla negritudine», Aimé Césaire, Ombre Corte – Pubblicato nel 1950 e poi ristampato nel 1955, in questo saggio Césaire denuncia con forza il colonialismo come sistema di dominio economico, culturale e razzista. Il testo ha influenzato profondamente le lotte anticoloniali in Africa, Asia e Caraibi, così come i movimenti radicali degli anni Sessanta e Settanta in America Latina e negli Stati Uniti, dal movimento per i diritti civili al Black Power. Criticando l’umanesimo europeo e la sua concezione esclusiva e razzista dell’uomo, l’opera pone le basi della futura “teoria del discorso coloniale”.

25. Nevrosi, Tsitsi Dangarembga, Pidgin – Tambudzai, una ragazza cresciuta in un villaggio rurale della Rhodesia (l’attuale Zimbabwe), sogna di emanciparsi attraverso l’istruzione. Dopo la morte del fratello Nhamo, lo zio Babamukuru le permette di studiare al suo posto in una missione cristiana, offrendole nuove opportunità e migliori condizioni di vita. Mentre porta sulle spalle le aspettative della famiglia, Tambu insegue il sogno di un futuro diverso, ma il confronto con la realtà della missione e con la cugina Nyasha, più critica verso colonialismo e patriarcato, la porta a mettere in discussione il senso reale di quella presunta emancipazione.

26. La libertà è una lotta costante, Angela Davis, Ponte alle Grazie – Il volume raccoglie tre interviste e vari interventi tenuti da Angela Davis tra il 2013 e il 2015, in cui l’attivista propone un’analisi politica fondata sull’intersezionalità di razza, classe, genere, sessualità, disabilità e nazionalità. Davis invita a collegare lotte e contesti apparentemente diversi – dalla Palestina alla violenza della polizia negli Stati Uniti, dal sistema carcerario all’istruzione e al potere delle multinazionali della “sicurezza” – sottolineando la necessità di solidarietà tra i movimenti. Mette inoltre in luce le continuità storiche tra schiavitù e carcere e tra le diverse fasi dei movimenti abolizionisti, criticando i limiti della sola lotta per i diritti civili e ribadendo l’urgenza di rivendicare diritti sociali fondamentali come istruzione, salute, lavoro e casa per una reale giustizia sociale.

27. Bere caffè da un’altra parte, ZZ Packer, Racconti Edizioni – Raccolta di racconti che attraversa l’esperienza afroamericana, a partire dagli anni della segregazione fino alle generazioni successive. Dalla giovane Doris, nera, seduta in un locale “whites only” all’alba degli anni Sessanta, alle storie di personaggi marginali e inquieti, l’autrice intreccia vite segnate da razzismo, desiderio, colpa e sopravvivenza. Attraverso episodi quotidiani e prospettive diverse, Packer mostra come la Storia viva nelle esperienze individuali e come fare i conti con il passato sia necessario per immaginare un futuro.

28. Il colore viola, Alice Walker, SUR – La storia di due sorelle, Celie e Nettie, in fuga da un padre violento e da un passato di abusi. Mentre Celie, privata dei suoi figli, si ricostruisce a fatica una vita con un matrimonio combinato e una nuova famiglia caotica e bizzarra, di Nettie si perdono le tracce. Ma l’incontro con Shug Avery, la misteriosa cantante di blues di cui suo marito è innamorato da sempre, permetterà a Celie di fare una scoperta, e i legami di sangue torneranno a riannodarsi attraverso gli anni e i continenti. Al suo primo apparire, nel 1982, Il colore viola conquistò il pubblico e la critica americani per il candore con cui affrontava temi come il razzismo, la violenza di genere, la sessualità femminile, vincendo l’anno successivo il Premio Pulitzer. Riletto oggi, questo romanzo epistolare sorprende ancora per la freschezza linguistica e l’invenzione narrativa, e per la disinvoltura con cui riesce a immergere una semplice saga familiare nei contorni drammatici della Storia e in quelli magici del mito.

29. Legami di sangue, Octavia E. Butler, SUR – È il 1976, l’anno del bicentenario dell’indipendenza americana. Dana e Kevin sono una coppia mista – lei nera, lui bianco – che guarda con fiducia al proprio futuro nella tollerante e progressista California. Ma un giorno, mentre stanno sistemando i libri nella loro nuova casa, Dana si ritrova inspiegabilmente catapultata nel passato, nella piantagione schiavista dove vivevano i suoi antenati. Da quel momento il suo destino si intreccerà con quello di Rufus, il ragazzino dai capelli rossi figlio del proprietario della piantagione, e di Alice, una bambina nera nata libera in un mondo che fa di tutto per negarle quella stessa libertà.

30. Elogio del margine – Scrivere al buio, bell hooks, Tamu – Nei saggi di Elogio del margine, scopriamo i luoghi in cui si è svolta e si svolge la resistenza delle donne afroamericane, a partire dalla casa, scudo di protezione dalla violenza razzista. In Scrivere al buio, dialogo critico e intimo con Maria Nadotti, bell hooks mette il suo pensiero alla prova di argomenti ordinari, affermando che il pensiero femminista debba parlare alle donne di condizione meno agiata, riconoscendo la storia delle donne afroamericane.

Dopo il riscontro positivo della prima edizione, anche quest’anno riproponiamo altricorpi_antispecismi e (de)costruzione dello sguardo, un piccolo festival per parlare insieme di antispecismo, riflettere sulla lotta dei corpi non umani, sfidarci e stimolarci a vicenda.
La seconda edizione sarà nei giorni 11 e 12 aprile, sempre qui all’Ornitorinco, e presto arriveranno tutte le informazioni sugli eventi in programma.
Uno, però, ve lo riveliamo in anteprima perché riguarda anche voi, se vorrete partecipare: dal momento che crediamo fortemente in un approccio non frontale ma fatto di condivisione e confronto (perché è anche così che è nato altricorpi, tramite le relazioni createsi tra queste mura), per quest’anno abbiamo pensato di creare un book club che sia occasione di riflessione partecipata. Non una lezione dall’alto sull’antispecismo, ma un romanzo da leggere insieme che possa essere fonte di scambio e stimoli per ragionare sull’argomento.

Il libro scelto è K-PAX di Gene Brewer (Accento edizioni):

Un nuovo paziente viene ricoverato all’Istituto psichiatrico di Manhattan. Dice di chiamarsi prot (rigorosamente con la minuscola) e di venire da K-PAX (rigorosamente tutto maiuscolo), un pianeta i cui abitanti vivono oltre mille anni, sanno viaggiare alla velocità della luce, seguono un’alimentazione vegetale e non hanno carceri né chiese.
Non solo: prot sembra conoscere orbite misteriose, sa parlare con gli animali, riesce persino a curare altri pazienti della clinica. E sostiene che nel giro di poche settimane tornerà a casa sul suo pianeta. È davvero un alieno o un paziente psichiatrico dalla fantasia sproporzionata? Cosa accadrà quando il tempo che prot si è dato sulla Terra sarà finito?

Un romanzo che unisce miracolosamente mondi lontani come la psichiatria e la fantascienza, un piccolo cult letterario, capace di indagare con delicatezza i traumi del passato e i miracolosi legami che si riescono a instaurare anche tra le creature più diverse.

La discussione è prevista per sabato 11 aprile alle 18:30, qui in libreria.
>> Se vi va di partecipare al book club, vi chiediamo gentilmente di ordinarci la vostra copia entro mercoledì 04 marzo inviando una mail a info@librerialornitorinco.it oppure venendo di persona a lasciare il vostro contatto. Vi avviseremo appena saranno disponibili (almeno 30 giorni di anticipo saranno garantiti).

Ehi ehi, dal 16 gennaio al 14 febbraio trovate tutto il catalogo NN Editore (escluse le novità degli ultimi sei mesi) scontato del 20% !

Potete lasciarvi ispirare dal nostro tavolo di proposte qui in libreria, esaminare tutto il loro scaffale, oppure consultare il loro sito e ordinarci quello che non avete trovato qui.
È l’occasione perfetta per recuperare i bestseller dello scorso anno (come Liz Moore con Il dio dei boschi oppure Orbital di Samantha Harvey – che si è aggiudicato il Booker Prize 2024), alcuni dei grandi nomi che hanno fatto la storia del loro catalogo (come quelli di Jesmyn Ward, Kent Haruf, Joyce Maynard, Deborah Levy), collezionare i titoli delle fuggitive (Ragazze perbene, Acqua salata, Mantide, Death Valley…) o scegliere uno dei nostri preferiti, come Piccola storia grande di Marion Fayolle, L’airone e la pioggia di Rob Arnott, Eroi senza gloria di Ferdia Lennon.

Insomma, avete l’imbarazzo della scelta e sappiamo che i libri costano sempre di più, quindi approfittatene! Spesa minore, resa garantita.

Scrive Marisa Cecchetti parlando della recente raccolta di poesie La consolazione delle stelle di Karin Boye uscita per Iperborea:

Uno spirito tormentato quello di Karin Boye, nata a Goteborg nel 1900, che si è data la morte nel 1941, lo stesso anno in cui si tolsero la vita Virginia Woolf e Marina Ivanovna Cvetaeva. Sempre alla ricerca della verità a livello individuale, politico, sociale, in un periodo storico difficile, nel 1928 fu colpita negativamente dalla visita all’URSS di Stalin, nel 1932 alla Germania che si preparava al nazismo. Una ricerca, la sua, non solo a livello ideologico, ma anche spirituale, per cui si spinse a esplorare varie vie, dal Buddhismo al Cristianesimo, alla psicanalisi, forte della sua spinta etica e di un profondo senso di libertà.

Le sue poesie, nelle quali siamo certe riconoscerete la sua poetica – e forse qua e là anche le anime che abitano Kallocaina, ci hanno emozionate tanto quanto la sua prosa, e qui ve ne lasciamo tre per stuzzicare il vostro desiderio di leggerle tutte:

 

L’uomo senza pietà

È l’uomo senza pietà –
occhi d’ambra lucente,
occhi di freddo, splendente oro,
mani d’avorio:
occhi chiari e duri,
mani sottili e dure –
che ardenti sognatori credono
pietra di pietra nel deserto.

Il deserto ha vasti regni di sabbia
e strane sorgenti,
città morte e vivo fogliame,
e luce per un anacoreta.
Lì ha posto il suo campo,
la sua povera, leggera tenda –
trappista della scienza,
asceta dello spirito.

Come un ostacolo frantuma nella lotta
la sua ambiziosa vulnerabilità,
brutale, se necessario, e indifferente
ai fischi, alle risa e al plauso.
Disumano, così appare.
Come vento del Nord la sua passione raggela.
Combatte la spaventosa battaglia del pensiero,
l’uomo senza pietà.


La consolazione delle stelle

Ho domandato stanotte a una stella
– luce lontana e inabitata – :
«Chi illumini tu, ignota stella?
Tanto grande e chiara procedi.»

Mi ha rivolto allora uno sguardo di stella,
rendendo muta la mia pietà:
«Illumino una notte eterna.
Illumino uno spazio senza vita.

La mia luce è un fiore che appassisce
nel tardo autunno dei cieli.
È questa luce a consolarmi.
Questa luce basta a consolarmi.»


La molteplicità dell’essere umano

Bello è un corpo robusto
che fende un’onda possente.
Bello, bello è il sonno del bimbo
dopo l’emozione del gioco.

Bello è il giorno di lavoro
– duro pane, benedetto e spezzato –
e bella quell’ora che nell’ebbrezza scorda
futuro e passato.

Ci hanno partorito madri di cielo e di terra
e potenze senza fine,
notturne volontà e volontà di luce
con nomi a tutti ignoti.

Che nessuna di esse
possa sopraffarci,
fosse anche di stirpe celeste
e splendesse di magnifica luce.

Vive in noi una molteplicità.
Verso l’unità avanza incerta.
Siamo noi lo specchio ustorio
che la cattura e la raccoglie.

Grande è l’anelito dell’essere umano,
grandi le mete che si è posto –
ma ben più grande è l’umanità stessa
con le radici nella notte del tutto.

Lasciaci proteggere una stanza segreta
e che non manchi mai una fiamma
sull’altare di un dio sconosciuto,
che si ridesterà forse domani.

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