Autrice: Diane Williams
Editore: Black Coffee
Pagine: 136
Prezzo: 18,00€

Nei racconti di Diane Williams la vita è appena sbocciata, ed è qualcosa di pericoloso; che si tratti di una tresca amorosa, di una richiesta di denaro, di un pomeriggio trascorso in giardino o del semplice gesto di portare una torta da una stanza all’altra, Williams ci offre modi nuovi – splendidi e sconcertanti – di guardare alla vita quotidiana.

Con frasi perfettamente cesellate e punteggiate di umorismo, questi racconti ci dimostrano che qualsiasi momento di un giorno qualunque può generare delusione, piacere e nuove possibilità.

Autrice: Tricia Hersey
Editore: Atlantide
Pagine: 208
Prezzo: 18,50€

Questo libro è un grido di protesta. È un manifesto rivoluzionario e sovversivo, ma anche una nenia sussurrata all’orecchio di chi è stanco, un mantra che ripete incessantemente parole che spesso dimentichiamo: noi meritiamo di riposare, perché il riposo è sacro. Ingabbiati come siamo dentro il meccanismo della grind culture, che ci vuole sempre attivi e disponibili in qualsiasi momento, abbiamo dimenticato che il riposo è un nostro diritto e un nutrimento per l’anima, e non solo il tempo che togliamo alla produzione.

Questo di Tricia Hersey è un invito che suona potente e liberatorio. Fondatrice e vescova del Nap Ministry, le sue parole piene di umanità e di spiritualità ci insegnano come non farci distruggere dal sistema, come recuperare ciò che è nostro, in una rivoluzione che non esclude nessuno ma che include ogni aspetto della società in cui viviamo, dalle comunità all’attivismo, dalla lotta al capitalismo alla società razzializzata, per fare in modo di connetterci di nuovo alla nostra natura più̀vera, riposando insieme, sottraendo tempo al lavoro, imparando dal passato. All’opposto di ciò che avviene, torniamo a vivere lentamente. Torniamo lentamente a vivere.

Autrice: Catherine Lacey
Editore: Sur
Pagine: 503
Prezzo: 20,00€

Alla morte dell’amatissima moglie – un’artista famosa ed elusiva che si nascondeva sotto lo pseudonimo di «X» – la vedova decide di ricostruirne il misterioso passato e scriverne la biografia definitiva: è questo il libro che leggiamo, in cui si delinea via via il ritratto di una provocatrice geniale e camaleontica. Nata nel Territorio del Sud, una parte degli Stati Uniti che dopo la seconda guerra mondiale si è scissa dal resto del paese diventando una teocrazia fascista, X è riuscita rocambolescamente a fuggirne per intraprendere, cambiando più volte nome, una carriera da musicista, scrittrice e visual artist, che si è intrecciata con quelle di David Bowie e Tom Waits, di Susan Sontag e Carla Lonzi…

Costruito come una vera biografia, sulla base di interviste, lettere, citazioni e fotografie, ma raccontato con il calore di chi ricorda la persona amata e al tempo stesso ne scopre i segreti, Biografia di X è un romanzo avvincente e fuori dal comune, un omaggio alla controcultura del secondo Novecento, una riflessione brillante sul rapporto fra arte e vita e sulla creazione della propria identità.

Autore: Juan Emar
Editore: Safarà
Pagine: 144
Prezzo: 18,00€

La prima edizione italiana dell’opera più celebre dello scrittore e artista cileno riconosciuto tra i precursori di Julio Cortázar e Juan Rulfo

Nella città di San Agustín de Tango si succedono eventi di natura eccezionale: nel corso di una sola giornata un uomo viene ghigliottinato nella pubblica piazza per aver predicato i godimenti intellettuali dell’amore mentre nello zoo della città uno struzzo divora una leonessa, con imprevedibili conseguenze. Ma non è tutto: il protagonista stesso della storia, spettatore di questi singolari eventi, scivola in una fenditura del tempo in circostanze del tutto impensate per fare ritorno nella storia, forse, con la chiave dei molti enigmi e delle meravigliose assurdità che compongono la sostanza stessa della realtà.

Amato da una stretta cerchia di lettori e scrittori illustri, Ieri prorompe oggi sulla pagina con la stessa intensità con cui sconvolse i circoli surrealisti del tempo, in un vortice di illuminata assurdità ed euforici piaceri – esaltando a ogni virgola la profonda serietà del gioco al servizio della più inafferrabile delle verità.

Autore: Marco Reggio
Editore: Eris
Pagine: 64
Prezzo: 7,00€

Oggi l’essere vegan è ormai abbastanza sdoganato. E grazie anche al vegan washing le corsie di molti supermercati, e non solo, abbondano di prodotti in linea con questa scelta etica. Eppure, allo stesso tempo, spesso le persone vegan si ritrovano nella posizione di essere criticate e di subire veri e propri episodi di vegefobia. Com’è possibile che coesistano questi due differenti atteggiamenti?

Marco Reggio partendo proprio dalle basi storiche del veganismo e da un’analisi della situazione attuale ci porta al cuore della questione. Esistono molti modi di essere vegan, il veganismo può essere apolitico, normalizzante e rassicurante, oppure, al contrario, politicizzato. Una visione del mondo che mira a sovvertire i rapporti violenti fra le specie, appunto antispecista. L’antispecismo è un movimento per l’abolizione dello sfruttamento animale, una filosofia che promuove un ideale di eguaglianza radicale fra tutti gli animali, compresi gli animali umani. Questo significa che in quanto tale dovrebbe anche essere sensibile alle lotte contro le oppressioni che si manifestano all’interno della nostra specie e quindi applicare anche in questo ambito un’ottica transfemminista, queer e decoloniale. L’antispecismo è intrinsecamente intersezionale e non può che essere contro ogni forma di razzismo, di abilismo, e profondamente anticapitalista.

Perché può esistere un diverso modo di stare al mondo, un diverso modo di stare in relazione con chi abita il pianeta insieme a noi, ma anche in grado di costruire delle soggettività meno antropocentriche, a partire dalla comprensione e dal riconoscimento del nostro privilegio umano.

Autore: Louis Calaferte
Editore: WOM
Pagine: 330
Prezzo: 21,50€

Un’esplosione di dinamite letteraria, erotica, politica e sociale. Un classico della letteratura.

Immediatamente censurato, condannato e ritirato dal commercio alla sua prima pubblicazione nel 1957, sarà ripubblicato solamente ventun anni dopo dall’editore Denoël.
Leggere Calaferte è come prendersi uno schiaffo: ogni parola vi stordisce, ogni frase vi trafigge, ogni immagine vi abbaglia. Ogni riga di questo libro è un’opera d’arte in cui la poesia è onnipresente.

La storia narra le vicende, in gran parte autobiografiche, del risveglio della vocazione letteraria di un trentenne, alimentata da fortuiti incontri con varie donne su cui s’imbatte durante il suo lungo peregrinare, e arricchita da una visione totalmente disillusa delle prospettive offerte dalla società.

Uno stile di scrittura orgiastico e scioccante, sublime e poetico al contempo, che evocherà ai lettori più attenti Henry Miller, Céline e Bukowski.

Autrice: Lidia Yuknavitch
Editore: nottetempo
Pagine: 384
Prezzo: 19,00€

Laisvė, una ragazzina nata alla fine del XXI secolo, fugge dalla sua terra su una barca. Nelle acque dell’oceano perde la madre, e appena arrivata nel nuovo paese viene separata dal fratello neonato e dal padre. Ma, oltre il qui e ora di un’epoca segnata dall’innalzamento del livello dei mari e dallo stato di polizia, Laisvė è una portatrice: si tuffa in acqua e viaggia nel tempo, trasportando oggetti, memorie, persone – e cambiando il corso degli eventi. Entra così in connessione con alcuni personaggi degli ultimi due secoli: Frédéric-Auguste Bartholdi, uno scultore francese; Aurora, una donna che sperimenta la libertà in ogni sua forma; un assassino minorenne che in un istituto di detenzione disegna bozzetti visionari; la figlia di un dittatore, alla ricerca di una catarsi che possa affrancarla dal peso delle sue origini; e una squadra di operai impegnati nella costruzione della Statua della Libertà.

Lidia Yuknavitch ha un’incredibile abilità nel catturare storie e figure ai margini: esseri umani vulnerabili divisi tra la durezza del quotidiano e il desiderio di trascendenza. L’impulso è un romanzo sorprendente sul corpo, lo spirito e la volontà di resistere all’oppressione. Come Laisvė, nuota tra memoria e utopia, attraverso il tempo e lo spazio, i corpi e gli ideali. Ha in sé “la forza dei sogni e dell’acqua”, è “la prova che l’immaginazione è un posto reale” e la libertà esiste nel flusso dell’universo.

Autrice: Sara Ahmed
Editore: Fandango
Pagine: 320
Prezzo: 20,00€

A quante di voi è capitato, sedute a tavola con la propria famiglia, di sentire l’impulso irrefrenabile di rispondere a una frase offensiva, spesso sessista, di averlo fatto e di essere passata per quella che rovinava l’atmosfera, la solita guastafeste, o ancora peggio, la solita femminista guastafeste?

Sara Ahmed parte da qui, da questa rottura, per raccontare come ci sia un momento in cui ci si trasforma nella persona indesiderata che “uccide la gioia”, suona la nota stonata, sottolinea le disuguaglianze e le storture.

Il manuale della femminista guastafeste ci dimostra come essere una guastafeste possa aiutarci a navigare nel mondo e come “rovinare la festa” possa essere un progetto radicale che crea il mondo. Con un’analisi acuta della letteratura, del cinema e delle maggiori (e non solo) opere femministe e attingendo alle proprie esperienze come studiosa e attivista femminista queer razzializzata, Ahmed rivela e raccoglie le preziose lezioni di chi è arrivata prima di lei, recuperando e unendosi a una genealogia di guastafeste nere e razzializzate, scrittrici come Alice Walker, bell hooks, Audre Lourde, Angela Davis e Claudia Rankine.

Le idee di Ahmed sulla violenza, il silenzio, l’emozione, il razzismo, il femminismo bianco e la bianchezza, la denuncia, la diversità e l’istituzione hanno formato il pensiero femminista intersezionale contemporaneo, ponendo al centro l’importanza di fare domande e il potere di alzare gli occhi al cielo senza timore. Un libro che amplia il concetto stesso di femminismo, solidarietà e resistenza oltre i confini e le sovrastrutture. Sara Ahmed intesse un arazzo e un archivio del collettivo e della comunità femminista guastafeste, dopo aver letto il quale nessun pranzo di famiglia sarà più un terreno neutrale e nessuna battaglia sarà più individuale.

Autrice: CJ Leede
Editore: Mercurio Books
Pagine: 328
Prezzo: 19,00€

A Los Angeles i bambini costringono i genitori a fare ore di fila per sedersi qualche minuto sulle ginocchia di Maeve, la regina di ghiaccio, il personaggio più amato del parco divertimenti. Non sanno che Maeve uccide, e che di notte corre sulla Sunset Strip a bordo di una Mustang rosa del ’67, immersa nel paesaggio narcotico delle luci al neon. Poche cose, oltre al lavoro, contano davvero per lei: la sua migliore amica Kate e il corpo malato di sua nonna Tallulah, ex diva del cinema, venerato come un idolo pagano. Maeve non è una vittima dell’ambiente che la circonda; la sua voce è una vertigine infuocata, e il suo red carpet è una scia di distruzione stesa lungo i cocktail bar di Hollywood. Quando Gideon, il fratello di Kate, entra nella sua vita a sconvolgere un equilibrio precario, Maeve sente riaprirsi vecchie ferite, e nuovo sangue comincia a scorrere. Come in un American Psycho contemporaneo, Maeve è una riappropriazione della violenza femminile, un agguato al nostro pudore, e ci trascina in un viaggio dove musica e letteratura sono le compagne maliziose di una delle protagoniste più estreme degli ultimi anni, attraversando una storia d’amore e di potere che è un patto di sangue con le proprie pulsioni più spaventose: perché ora che la soglia è stata oltrepassata, il desiderio conta più di ogni altra cos

Autore: Jun’ichiro Tanizaki
Editore: Marsilio
Pagine: 88
Prezzo: 12,00€

Gli scrittori giapponesi del periodo Meiji (1868-1912) erano affascinati dalla luce, che attraverso lo sviluppo della tecnologia aveva illuminato le buie città del paese. La «città senza notte», Tokyo, simboleggiava la trasformazione del Giappone durante l’epoca della modernizzazione e occidentalizzazione. La luce è un elemento essenziale nei primi racconti di Tanizaki, siano i raggi del sole che fanno risaltare la brillantezza del tatuaggio in Shisei (Il tatuaggio) o la luminosità del candore della pelle delle donne occidentali: bianco e bellezza sono sinonimi. Ma ciò che accentua e dà valore al bianco è l’oscurità. Il bianco in sé non crea nessun effetto estetico, se non nella contrapposizione con il nero. Il bello sta in quello spazio indefinito, in quel vuoto dove si addensa l’ombra che rende la bellezza dell’arte giapponese inseparabile dall’oscurità. Un valore che non è ovvio, ma che si comprende solo alla luce dell’estetica classica nipponica. In In’ei raisan (lett. Elogio dell’ombra) del 1933, questa sensibilità tradizionale è posta come antitetica a quella del moderno Occidente: non è un’inversione di tendenza nei gusti estetici dello scrittore, né un’invettiva contro la modernità, ma la presa di coscienza di come il Paese sia cambiato seguendo un modello di occidentalizzazione che Tanizaki non condivideva. L’autore riflette sulla modernità nella vita quotidiana degli anni trenta, partendo dall’architettura della casa e dai problemi affrontati da chi vuole arredare un’abitazione mantenendo la tradizione e lo stile giapponesi. Nella conclusione riconosce che c’è un ambito dove può ancora concretizzarsi l’estetica dell’ombra: quello dell’arte e della letteratura.