Autrice: Warsan Shire
Editore: Fandango
Pagine:
Prezzo: 16,00€

 

Nata in Kenya da famiglia somala fuggita dalla guerra civile, quando aveva appena un anno Warsan Shire e la sua famiglia si trasferiscono a Londra.
Il suo primo libro di poesie, del 2011, Teaching My Mother How to Give Birth (Insegnando a mia madre come partorire) colpisce l’interesse della cantante e attrice Beyoncé, che le chiede di scrivere alcune poesie per il suo videoclip Lemonade.
Da allora la carriera di Warsan Shire, che vive a Los Angeles, è in continua ascesa. Benedici la figlia cresciuta da una voce nella testa raccoglie i versi degli ultimi dieci anni di vita dell’autrice, in cui le sue elettrizzanti poesie hanno la risonanza dei classici.

Ispirata dalla sua vita e dalle sue origini, come anche dalla cultura pop e dall’attualità, Shire canta la dignità, riscattandola, delle vite di immigrati, madri e figlie, donne nere e ragazze adolescenti.
E se le sue poesie spesso sono forti – affrontando temi come la nostalgia dei rifugiati, la violenza della guerra e la mutilazione dei genitali femminili –, la sua scrittura resta incredibilmente seducente.

In versi esplosivi, pieni di dolore e sofferenza, ma anche di grande vitalità, Shire ci parla di cosa vuol dire abitare un corpo di donna, di disturbi dell’alimentazione, di ossessioni compulsive, e tensioni irrisolte con la fede di appartenenza.

Autrice: Mieko Kawakami
Editore: e/o
Pagine: 288
Prezzo: 19,50€

 

A Irie Fuyuko l’amicizia non viene naturale. A circa trent’anni di età, lavora come redattrice e vive sola. Le interazioni più frequenti che ha sono con la sua referente, Hijiri, una donna dall’indole molto diversa e le cui motivazioni sono spesso poco chiare. Un giorno Fuyuko si vede riflessa nel vetro di una finestra – la donna che ricambia il suo sguardo è pallida e misera. Decide così di imparare a non essere più quella che è di solito ma, non appena inizia a provarci, eventi del passato cominciano a riaffiorare, e il suo isolamento appare sempre più irreversibile e completo.

Gli amanti della notte è una porta spalancata sul peculiare mondo di Mieko Kawakami, autrice di best seller acclamata a livello internazionale. Arguto, spesso divertente ed estremamente coinvolgente, Gli amanti della notte scava nella complessità dei rapporti umani raccontando la storia di una donna che non ne ha nessuno. È un libro sul mondo del lavoro, sulle sue vicissitudini e le sue gioie, e sui modi in cui il passato insiste nel dare forma al futuro. Irie Fuyuko è una protagonista indimenticabile, la cui difficile condizione apparirà familiare a molti. Una storia che spezzerà il cuore dei lettori, ma ricorderà loro anche che a volte vale la pena di soffrire.

Autrice: Anna Kańtoch
Editore: Moscabianca
Pagine: 192
Prezzo: 16,90€

 

Una casa bianca travolta da una bufera di neve. Un corpo esangue, morto. Un corpo vivo, sconvolto. Un commissariato di provincia, un interrogatorio informale, l’inizio di un racconto. Ogni capitolo di questo romanzo dalla struttura a scatole cinesi è una storia che ne rivela un’altra diversa e a essa intrecciata, con protagonisti che si inseguono tra le pagine e alcuni elementi ricorrenti: l’odore di agrumi, un maglione rosa, una misteriosa casa bianca. Gli incompiuti è un libro di personaggi dalle identità sessuali ribaltate e ambigue: donne dalle qualità virili, uomini efebici, e in mezzo a loro un bambino dal sesso indefinibile costretto a compiere una scelta. All’interno della cornice pulsante di un thriller dove sparizioni e morti tengono sempre alta la tensione, si dipana una storia che scava nell’Io dei protagonisti: il mistero più grande non è l’omicidio (vero o presunto), ma la faticosa consapevolezza di essere incompleti.

Autrice: Guðrún Eva Mínervudóttir
Editore: Iperborea
Pagine: 192
Prezzo: 17,00€

 

Quando il piccolo Aron Snær, abbandonato dal padre, entra nelle vite di Árni, Borghildur e Hanna, la loro esistenza è divisa tra la rassegnazione al dolore e la speranza di una svolta. Árni insegue un amore impossibile, accompagnato dall’iperattivo labrador Alfons, che incoraggia le sue zoppicanti passeggiate verso un futuro incerto. Borghildur è una vedova alle prese con il suo lutto che si sente come un «sacco pieno di schegge di vetro», e i figli cresciuti e lontani non sanno aiutarla. Hanna è un’adolescente solitaria che non mangia più, a cui cucinarsi una pasta sembra un miracolo. Il sobborgo di Reykjavík dove vivono, un microcosmo islandese di pace stretto tra torrenti e immensi pascoli, li inghiotte in un’ovattata routine che fa da cassa di risonanza a ogni inquietudine. Finché il piccolo Aron, incrociando in diversi modi le loro strade, così sprovveduto e indifeso, fa scattare qualcosa: la compassione vince la solitudine e risveglia quel bisogno di connessione che è profondamente radicato dentro ciascuno. Forse l’unica ancora di salvezza sono le altre persone, i legami umani, la solidarietà?

Con una scrittura delicata e di poetica eleganza, sotto la quale ribolle l’umanità dei suoi personaggi, Guðrún Eva Mínervudóttir dà voce a donne e uomini infelici che cercano metodi per sopravvivere e scoprono l’empatia, imparando che «in ogni parola scambiata» può celarsi «la promessa di qualcosa di straordinario».

Autore: Niccolò Ammaniti
Editore: Einaudi
Pagine: 312
Prezzo: 19,00€

 

Maria Cristina Palma ha una vita all’apparenza perfetta, è bella, ricca, famosa, il mondo gira intorno a lei. Poi, un giorno, riceve sul cellulare un video che cambia tutto. Nel suo passato c’è un segreto con cui non ha fatto i conti. Come un moderno alienista Niccolò Ammaniti disseziona la mente di una donna, ne esplora le paure, le ossessioni, i desideri inconfessabili in un romanzo che unisce spericolata fantasia, realismo psicologico, senso del tragico e incanto del paradosso.

Autrice: Emmanuelle Houdart
Editore: Logos
Pagine: 48
Prezzo: 20,00€

 

Solitamente è il nero il colore associato alla morte. Invece questo originale albo illustrato, che affronta un argomento tanto controverso e universale, appare allegro e variopinto, come nello stile di Emmanuelle Houdart. Attraverso quattro capitoli (personaggi, luoghi, pericoli, piaceri), l’autrice si propone di avvicinare con leggerezza i bambini a un tema particolarmente delicato e alle sue implicazioni nella vita quotidiana.

Armi, diavoli, case infestate, cimiteri, malattie, catastrofi naturali, paradiso e inferno: l’argomento viene sviscerato in tutti i suoi aspetti, sia materiali sia spirituali, sfumando i confini tra realtà e immaginazione. Scegliendo di trattarla in quanto concetto invece di soffermarsi sulla perdita di una persona cara o di un animale, come nella maggioranza degli albi per l’infanzia, Emmanuelle racconta la morte con naturalezza, sdrammatizzandola, pur senza tralasciare i sentimenti contrastanti che essa suscita, dalla repulsione alla paura, dalla curiosità alla fascinazione.

I testi, che imitano ironicamente lo stile pedagogico, si accompagnano a immagini traboccanti di colori e piccoli dettagli per rispondere a molti interrogativi sul tema e suscitarne altri, mentre gli aneddoti riportati a fine pagina aprono una finestra sulle consuetudini e le credenze di altre culture e tradizioni.

Pagina dopo pagina, la morte ci farà sempre meno paura e alla fine saremo pronti ad accogliere l’invito a non preoccuparcene troppo, godendoci piuttosto quella cosa straordinaria che è la vita!

Autrice: Giuseppina Borghese
Editore: Giulio Perrone
Pagine: 120
Prezzo: 15,00€

“A Manchester si fanno le cose diversamente”, sosteneva Tony Wilson, in un motto che racchiude in sé l’anima della città. E non è un caso che a dirlo fosse proprio il fondatore della Factory Records, l’etichetta discografica che ha prodotto molte delle band del grande Nord-Ovest dell’Inghilterra. La città ha regalato al mondo alcuni dei gruppi più influenti, dai Durutti Column ai Joy Division, dai Buzzcocks agli Oasis. è con gli Smiths, però, che i mancuniani hanno stabilito il legame sentimentale più profondo, anche a quarant’anni dalla loro nascita, da quella sera del 4 ottobre 1982 in cui la band esordì al Ritz sulle note di Handsome Devil.

In una Manchester, fatta di lamiera e mattoni, tra scioperi operai, installazioni a forma di gancio e statue di Engels, Giuseppina Borghese esplora la città del dissenso e – tra fotogrammi della memoria personale e biografie di spiriti non comuni e muse miserabili – ci invita a ripercorrere i luoghi iconici degli Smiths. Quegli Smiths che hanno cantato la solitudine e la violenza ma anche la realtà proletaria e industriale, vera linfa vitale e artistica della città. E che hanno dato vita a uno stile unico, rifuggendo da ogni stilema consolidato e diventando un luminoso oggetto fuori dal tempo.

Autore: Udovico Atanagi
Editore: Eris
Pagine: 504
Prezzo: 23,00€

 

Tutto sprofonda nella terra, nel fango, le case, le persone, i loro pensieri. L’acqua, gli acquitrini, il muschio, sembrano penetrare ovunque. I colori della natura hanno qualcosa che non va, una violenza, una gradazione, qualcosa che fa male. E i boschi, quei boschi, c’è qualcosa di indicibile nel folto degli alberi. Il passato riecheggia, chiama tutti, avviluppa, trascina a fondo, come un destino già compiuto che continuerà a ripetersi sempre uguale. Anche in questo romanzo i protagonisti, con il loro punto di vista, sono ragazzini, ancora inconsapevoli, come se per primi sentissero le vibrazioni del suolo che li chiama, forse facendogli intuire che qualcosa si nasconde allo sguardo umano, ma c’è, anche se non lo vedi.

Un grande romanzo corale, una narrazione ampia che ricopre più generazioni e diverse dimensioni narrative. Il passato e il presente si mescolano, risvegliando in chi legge la paura del buio, della natura, di quello che sfugge al nostro controllo. Uduvicio Atanagi, il cui stile di scrittura è stato paragonato alla scrittura orale di José Saramago, ha imparato la grande lezione di maestri come Thomas Ligotti e Pupi Avati e ha creato un suo particolarissimo mondo in cui gli esseri umani non sono che carne sacrificale.

Autore: Carmine Conelli
Editore: Tamu
Pagine: 237
Prezzo: 16,00€

 

La costruzione coloniale dell’idea di Mezzogiorno

“La negazione dell’altro interno, meridionale, nel processo di unificazione (…) ha notevolmente contribuito all’identificazione tra italianità e ‘bianchezza’”.

Il rovescio della nazione aggiorna gli strumenti oggi a disposizione per leggere la questione meridionale, liberandola dal recinto di irrisolvibile “problema” locale. Le voci d’archivio del Risorgimento e della guerra ai briganti mostrano che l’idea di un Meridione barbaro e arretrato ha le sue radici nella storia del colonialismo europeo e nel suo repertorio di rappresentazioni. In questo intreccio pieno di sfumature troviamo un antidoto alle torsioni identitarie che segnano i nostri giorni a ogni latitudine, e impariamo a scorgere la possibilità che sia il sud stesso a narrare la propria storia.

aa.vv.
Editore: FIC – Federazione Italiana Cineforum
Pagine: 130
Prezzo: 12,00€

Cineforum è una rivista italiana di critica cinematografica. È una delle più longeve e prestigiose riviste italiane dedicate alla cultura cinematografica in attività. Recensioni dei film in uscita, focus e rubriche a cura dei più importanti critici cinematografici italiani.

In questo numero: un lungo primo piano su Steven Spielberg, Bones and all di Guadagnino, i fratelli Dardenne, Godard, Lilith – la dea dell’amore, e un sacco di altre cose bellissime.