Gli ornitorinchi leggono letteratura mediorientale e propongono una biografia
L’ultimo incontro del nostro gruppo di lettura è stato all’insegna del profumo di vin brulé e delle vetrine appannate per la folla.
Tema del giorno è stato Palazzo Yacoubian di ‘Ala al-Aswani, libro di letteratura mediorientale che forse non avremmo potuto scegliere meglio per addentrarci nella variegata cultura della società egiziana.
Pubblicato nel 2002, è uno dei libri più letti e venduti in tutto il Medio Oriente, pur essendo inizialmente stato censurato in patria per il modo in cui vengono dipinti il regime, il governo, le forze dell’ordine. È un libro corale, una sorta di Torre di Babele in cui seguiamo le vite – sempre sfortunate – di persone di diverse estrazioni sociali, tutte alle prese con il tentativo di migliorare la propria condizione, che sia tramite un lavoro, un matrimonio o comunque una relazione stabile, una casa, un accordo economico. Purtroppo però, quello che emerge è che le parole d’ordine che sembrano regolare la società intera sono corruzione, ipocrisia e potere: non c’è giudizio da parte dell’autore, ma non ci sono neppure protagonisti positivi, tutti sono vittime delle contraddizioni di un Paese che non trova un equilibrio tra un passato che ha subito il colonialismo occidentale e che vuole continuare ad ammiccare all’Europa, una dittatura violenta che reprime con brutalità ogni dissenso, e una religione che permea la lingua e le regole sociali ma solo quando conviene, solo di facciata, se non quando diventa fondamentalismo.
Di fatto non c’è nessun* a cui libro non sia piaciuto, nonostante ci siano persone più entusiaste e persone dai commenti più tiepidi. Quello che è certo è che l’autore ha reso molto bene l’affresco di una società complessa, multiforme, contraddittoria, in cui di fronte a una schiera di vittime – anche se prepotenti, egoiste, violente – resta un unico vero malvagio: il regime.
Ora però lasciamo le strade affollate del Cairo per passare ai paesaggi innevati dell’Irlanda con Piccole cose da nulla di Claire Keegan, libro perfetto per le feste e di cui parleremo insieme lunedì 20 gennaio, per poi proseguire ancora con una biografia che ci porterà in Italia, ma soprattutto ci farà tornare bambine e bambini. Eh sì, una delle libraie si è giocata la carta vincente con il nome Bianca Pitzorno, che con il suo Donna con libro. Autoritratto delle mie letture l’ha spuntata inevitabilmente su tutti gli altri. L’autobiografia di una delle autrici per l’infanzia più amate, tutta raccontata attraverso i libri che ha letto – ovvero: come allungare le nostre wishlist di altre centinaia di libri.
Anche le altre biografie però erano tutte validissime, e Bianca non ha avuto vita facile perché se l’è contesa con:
- Ricordi di Sinead O’Connor (Mondadori)
- La contessa Virginia Verasis di Castiglione di Benedetta Craveri (Adelphi)
- Open di Andre Agassi (Einaudi)
- Girl in a band di Kim Gordon (Minimum fax)
- L’analfabeta. Racconto autobiografico di Agota Kristof (Casagrande)
- Prima che sia notte di Reinaldo Arenas (Guanda)
- Sonny boy. Un’autobiografia di Al Pacino (La nave di Teseo)
- Terra matta di Vincenzo Rabito (Einaudi)
- L’altra verità. Diario di una diversa di Alda Merini (Rizzoli)
Detto tutto questo, follettini e follettine, vi salutiamo, vi abbracciamo, vi ringraziamo per tutti questi libri letti insieme, per le condivisioni, le parole, gli spunti di riflessione mai banali, per sostenerci e continuare ad animare questo gruppo di lettura che non ha mai smesso di sorprenderci. Ad un 2025 altrettanto affollato, appannato, partecipato, discusso, festaiolo e mai banale.
Vi vogliamo bene.
Lilith e Mara









