Gli ornitorinchi leggono letteratura portoghese e consigliano un mattone

La tradizione vuole che il libro di maggio del gruppo di lettura sia uno dei migliori dell’anno, che mette più o meno d’accordo tuttə.

Una volta constatato l’esiguo numero di scrittorə portoghesi tradottə in italiano, la maggioranza ha voluto che vincesse un grande classico, uno dei maggiori scrittori della letteratura portoghese e mondiale, premio Nobel per la letteratura 1998, antiberlusconiano e da sempre difensore della causa palestinese, Josè Saramago riesce a far breccia in molti cuori per l’originalità e l’acume delle sue storie, che partendo da prospettive e scenari inusuali analizzano con grande accuratezza e profondità la società contemporanea e l’animo umano.

Con Le intermittenze della morte immagina il progressivo collasso di un Paese in cui, di punto in bianco, non muore più nessuno. Passando da ironia, satira, critica più evidente, fino a toni decisamente più emotivi e sentimentali, riesce a fare l’impensabile: farci empatizzare con la morte. La rivaluta, ce la rende umana, le restituisce dignità in un mondo in cui viene considerata il tabù da rigettare, pur essendo l’unica cosa che realmente governa e indirizza la vita.

Nonostante sia stato promosso almeno con la sufficienza all’unanimità, nessuno è realmente immune da critiche e scontenti:
Qualcunə non ha apprezzato l’evidente spaccatura in due del libro e avrebbe preferito uno sviluppo della prima parte. C’è chi ha definito il finale quasi banale, inconcludente.
A moltə è risultata ostica la tipica cifra stilistica dell’autore portoghese, che è solito avere un rapporto molto complicato con la punteggiatura: non è stato semplice entrarci in sintonia, ci sono volute svariate decine di pagine, e alcunə non sono riusciti a farci pace nemmeno alla fine.

Nell’insieme, però, non sono volate teste e non è stata espressa nessuna condanna, anzi, per qualcunə è nato un nuovo amore e c’è chi lo ha definito il miglior libro letto quest’anno con il gruppo (persona che avrà il prossimo giro offerto dalla casa, perché non sono di parte, no).

Dal Portogallo voliamo ora in Giappone per leggere Il fucile da caccia di Inoue Yasushi, per poi fare altri undicimila chilometri e volare a Città del Messico, dove è ambientato il mattone che ci accompagnerà per ben tre mesi durante tutta l’estate. Vincitore -per poco- in una lista con altre quindici proposte, è stato votato a maggioranza I detective selvaggi di Roberto Bolaño, con le sue 688 pagine.
Ringraziamo i quindici sfidanti per aver partecipato ed essersi difesi con onore, ovvero:

Vi aspettiamo lunedì 17 giugno per l’ultimo, sentitissimo appuntamento di questa stagione GOL 23/24.