Gli ornitorinchi leggono un classico
Pensavamo forse che il classico avrebbe messo d’accordo tuttə?
Lo pensavamo.
È stato così?
Chiaramente no, ingenue noi.
Una questione privata, il capolavoro fenogliano considerato uno dei massimi romanzi sulla resistenza, ha lasciato il gruppo principalmente tiepido: chi aveva basse aspettative tutto sommato si è ricreduto, chi lo ricordava come un capolavoro ha riabbassato il tiro, così che ci siamo ritrovatə più o meno tuttə sullo stesso piano.
Sul fatto che sia scritto divinamente non ci sono dubbi. La capacità dell’autore di trasportarci fisicamente tra le sue pagine, l’abilità descrittiva, lo stile così nitido e vivido che ci ha immersə nella nebbia e nel fango delle Langhe lo abbiamo constatato e apprezzato tuttə.
Forse è stata proprio questa scrittura chirurgica, quasi imparziale, a scombussolarci: siamo abituatə a romanzi sulla resistenza che ci scuotono, emozionano, commuovono, e trovare questo apparente distacco verso la causa è stato inaspettato.
È possibile che sia il presupposto a essere sbagliato, eppure il titolo doveva rivelarlo: è un romanzo che descrive la resistenza così com’era, costellata anche di questioni private. Così il nostro Milton non segue un fine più alto, ma si ritrova ossessionato da una domanda che può apparire futile, di poca importanza (al punto che la risposta non ci sarà mai rivelata), ma che potremmo interpretare come la metafora della ricerca disperata di un senso, di un futuro che sia davvero quello tanto atteso; è lo smarrimento di un ragazzo la cui giovinezza è stata interrotta da qualcosa che si è preso tutto, cambiando gli obiettivi, offuscandoli, nascondendoli nella nebbia.
È la resistenza, sì, ma senza ideali, portata a un livello umano, concreto, anche individualista.
Ed è questo lo spartiacque: qualcunə lo ha apprezzato proprio per questa prospettiva inusuale, che lo rende più romanzo di formazione che storia passionale, ad altrə è mancata la presa di posizione più netta, hanno sofferto la rappresentazione delle donne sempre altamente discutibile (l’autore è vittima del suo tempo, certo, ma chissà quanto ancora sopporteremo questa giustificazione), semplicemente si aspettavano altro.
Abbiamo comunque risollevato la linea in picchiata dopo le ultime letture?
Decisamente sì, questo non si può negare, e per fortuna.
—
Però-però, proprio in virtù di questa stagione di letture così sfortunata, abbiamo pensato ad alcune novità per il prossimo anno per cui è richiesta la vostra collaborazione:
Guardando ai libri che abbiamo letto insieme negli ultimi anni, ci siamo accorte che la scelta è ricaduta sempre su titoli di grandi case editrici, premiando spesso e volentieri nomi che si discostano molto da quella che è la nostra selezione di libreria indipendente, attenta a determinate tematiche, che ha un occhio di riguardo verso il lavoro dei piccoli editori.
Vista la crisi che sta affliggendo sempre più il mercato editoriale, in parte motivata dalla quantità di libri che vengono pubblicati senza ragione, cura o criterio, lasciando lə lettorə spaesatə e incapaci di stare al passo, abbiamo il desiderio di fare con voi un lavoro diverso, che aumenti la nostra consapevolezza non solo di lettorə ma di acquirenti, e che vi faccia scoprire nuovi cataloghi, un nuovo modo di selezionare le vostre letture. Insomma: andiamo a leggere insieme quello che, forse, da solə non leggereste.
Ecco perché l’anno prossimo, per comporre il nostro calendario di letture, non pescheremo dal cappello dei generi letterari, ma ogni mese sarà dedicato a una piccola o media casa editrice, di cui quattro le sceglieremo noi e quattro voi.
Come? Compilando QUESTO SONDAGGIO entro il 31 luglio.
—
Ma quattro + quattro fa otto, noi in una stagione di libri ne leggiamo nove!
Vero, infatti per cominciare sicuramente in bellezza e come da tradizione, il primissimo libro dell’anno, al di là di ogni calendario, di ogni cappello, di ogni interferenza del destino, è sempre un omaggio a un autore o un’autrice scelta dalle libraie. Quest’anno la decisione è stata orientata da un anniversario importante, per il quale ci uniamo all’Inghilterra nel celebrare i 250 anni di una delle maggiori scrittrici di tutti i tempi: sua maestà Jane Austen.
Quale libro di Jane Austen leggeremo insieme, per amor di democrazia lo facciamo scegliere sempre a voi, e lo potete votare QUI. Anche qui avete tempo fino al 31 luglio.
—
È stato bellissimo, come sempre, nonostante i libri brutti.
Ci vediamo lunedì 15 settembre per riabbracciarci e per parlare di Storie della tua vita e altri racconti, il libro di Ted Chiang che, se vorrete, ci terrà più vicini durante l’estate.
Per commenti, dispute e altri consigli di lettura c’è il nostro canale telegram



