Gli ornitorinchi leggono un noir e consigliano letteratura italiana

Casino totale di Jean-Claude Izzo ha più che mai reso valida la teoria del nomen omen, rivelandosi letteralmente un casino totale.
Le aspettative erano alte, molto alte, ma non si può dire siano state pienamente soddisfatte, o almeno non per tuttə.

Primo libro della trilogia di Fabio Montale (forse non il più maturo dei tre), ha diviso le acque tra chi lo ha letto nei tempi che furono e lo porta nel cuore con affetto, e chi lo ha letto ora e ritiene sia invecchiato male; tra i no secchi di chi non è riuscito ad apprezzarlo perché troppo confusionario e inconsistente, e i sì un po’ dimessi di chi invece non si aspettava altro da quello che è stato e lo ha letto con piacere; tra chi ne ha colto le sfumature, i profumi, i contrasti tra luci e ombre, i suoni, e chi lo ha trovato invece piatto, ripetitivo, sbrigativo. Qualcunə ha lamentato la presenza di personaggi troppo stereotipati, altrə al riguardo hanno fatto spallucce.

Quello che abbiamo capito è sicuramente che, se questo è il prototipo del noir, non è un genere che fa per tuttə.

E infatti voltiamo pagina su quella che sarà una lettura che metterà a dura prova i nostri cuoricini, su cui non ci troveremo schieratə in fazioni, ma che spero ci porterà a riflettere sul presente: Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana è il libro di cui parleremo al prossimo appuntamento, lunedì 19 febbraio.

A seguire, il compito era quello di restare in Italia con un titolo di letteratura nostrana, classica o contemporanea che fosse. E infatti i titoli proposti si sono ben distribuiti nello spazio e nel tempo, portandoci infine in una delle nostre isole nei primi del Novecento: chi si è aggiudicato il podio è infatti Cenere di Grazia Deledda, unica scrittrice italiana ad aver vinto il Premio Nobel, qui con uno dei suoi titoli meno scontati, ripubblicato da Utopia Editore su consiglio di Michela Murgia.

Questo l’elenco degli altri validi contendenti, se voleste aumentare la vostra wishlist:

Vi aspettiamo a febbraio per piangere tutte le nostre lacrime e capire come sovvertire il sistema.