Gli ornitorinchi leggono una biografia e votano letteratura spagnola
Autrice amatissima di libri per l’infanzia, Bianca Pitzorno ha iniziato alla lettura tantissimə bambinə, entrando nei loro cuoricini con Lavinia, Prisca e Rosalba, Streghetta mia, Aglaia e tantissimi altri personaggi che in quei cuoricini sono rimasti ben volentieri.
Se siete tra questə bambinə e non avete partecipato al nostro gruppo di lettura, fermatevi qui. Non leggete oltre, non fate il nostro stesso errore, mantenete quel ricordo e ci vediamo al prossimo appuntamento, con un nuovo libro.
Se invece volete farvi del male, questo è il resoconto della lettura di Donna con libro. Autoritratto delle mie letture, l’autobiografia in cui Bianca Pitzorno si racconta tramite i libri che ha letto.
O meglio, il libro in cui Bianca Pitzorno fa una lunga lista dei libri che ha letto, senza approfondimento alcuno, dando giudizi sommari e non motivati, cogliendo ogni occasione buona per rimarcare quanto questa lista sia lunga, quanto lei sia colta, quanto sia infallibile la sua memoria. Nata in una famiglia altolocata, cresciuta in una villa con frutteto in Sardegna in cui tutti gli uomini della famiglia erano laureati (si parla degli anni ’40 del Novecento), sembra non accorgersi di venire da una condizione di privilegio che non accomuna tuttə, e spesso e volentieri tratta con snobismo chi non legge altrettanto o chi non ha lo stesso background culturale. E questo nonostante da quella villa lei si sia spostata, abbia viaggiato, abbia partecipato ai movimenti femministi degli anni ’70, tutte cose che avrebbero potuto indirizzarla verso una visione del mondo più autentica e meno classista. Purtroppo così non è stato e la sua saccenza ha permeato ogni capitolo, guastando il piacere della lettura, senza neppure regalarci tutti i consigli letterari che attendevamo con bramosia, perché inanellati alla pari di due zucchine, tre limoni e un pacco di farina.
C’è però chi ha provato redimerla: qualcunə ha trovato la lettura molto divertente proprio per la cattiveria di questa donna, testimonianza di quella malvagità di pensiero così pura di cui siamo capacə da bambinə e che poi tendiamo ad abbandonare, o chi l’ha giustificata ritrovando in lei delle patologie tipiche del reparto geriatrico (qui potete ridere come abbiamo fatto noi).
Qualche frase è stata salvata, qualcunə ha provato più compassione che fastidio, altrə ancora non hanno proprio letto il libro proprio per il timore di vedersi distruggere un mito. E hanno fatto bene.
Chiuso questo capitolo, ci dedichiamo ora alla lettura del graphic novel Transformer di Nicoz Balboa, di cui parleremo lunedì 17 marzo, per poi passare alla letteratura spagnola di Alicia Giménez-Bartlett con Uomini nudi, il titolo che ieri si è aggiudicato il podio nonostante la lista di contendenti abbia messo tuttə a dura prova. Se volete prendere spunto per le vostre prossime letture, ve la lasciamo qui come sempre:
- Io canto e la montagna balla di Irene Sòla (Blackie)
- Pioggia sottile di Luis Landero (Fazi)
- La morte e la primavera di Mercé Rodoreda (La Nuova Frontiera)
- Gli innamoramenti di Javier Marias (Einaudi)
- Gli schifosi di Lorenzo Santiago (Blackie)
- Farmaco di Almudena Sanchez (Alessandro Polidoro)
- Il sole dell’Andalusia di Federico Garcìa Lorca (Garzanti)
- Il ragazzo che leggeva Verne di Almudena Grandes (Guanda)
- Nada di Carmen Laforet (Cliquot)
- I nomi propri di Marta Jimenez Serrano (Giulio Perrone)
- La piazza del diamante di Mercé Rodoreda (La Nuova Frontiera)
Grazie, come sempre.
È bello anche quando il libro è brutto.



