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Autore: Pajtim Statovci
Editore: Sellerio
Pagine: 304
Prezzo: 17,00€

Negli anni Ottanta, in un villaggio della Jugoslavia, Emine è una giovane donna che spesso si scontra con le idee del mondo attorno a sé e con un padre severo e superstizioso. Per un capriccio, un uomo che conosce appena le chiede la mano, e lei in quel matrimonio intravede la possibilità di un cambiamento. Quando i Balcani in guerra si sgretolano, la famiglia fugge in Finlandia e la vita nel nuovo paese è dominata dalla paura e dalla vergogna.
Accanto a lei, il figlio Bekim cresce in una terra dove a chi viene da fuori si comanda di accontentarsi di poco e di essere grati. Il ragazzo rischia di diventare un emarginato sociale, è un immigrato ed è gay, in un paese sospettoso verso gli stranieri fino alla violenza. Quando gli chiedono il suo nome, spesso ne inventa uno. A volte finge di essere russo. I duri del posto gli sputano in faccia. È ossessionato dalla pulizia e distaccato non solo dai suoi compagni di scuola ma anche dalla madre, che a sua volta è alla ricerca di una identità e di un futuro diversi. A parte incontri occasionali, l’unico compagno di Bekim è un enorme serpente, un boa che lascia vagare liberamente per l’appartamento. Poi, una notte in un gay bar, il giovane incontra un gatto come nessun altro. Questa creatura parlante, capricciosa, affascinante e manipolatrice lo guiderà in un viaggio sconvolgente nel passato, verso il Kosovo e i suoi demoni, per dare un senso alla storia magica e crudele della sua famiglia.

Il primo romanzo di Pajtim Statovci è una continua sorpresa: un serpente letale, un gatto sprezzante e sexy; incontri online e matrimoni balcanici; il caos surreale del l’identità; le cose che cambiano quando cambia il nostro mondo, quelle che invece non cambiano mai; il catastrofico antagonismo tra padri e figli; l’attonito sentimento dell’amore. Statovci è uno scrittore di singolare originalità e potenza, e in questo suo esordio abbraccia la complessità del nostro mondo creando un’opera letteraria che possiede la forza di un classico del futuro.

Autrice: Chiara Valerio
Editore: Sellerio
Pagine: 288
Prezzo: 15,00€

Scauri, affacciato sul Tirreno, è l’ultimo paese del Lazio, un posto né bello né brutto, con una sua grazia scomposta. Qui negli anni Settanta si trasferisce Vittoria, è arrivata assieme a Mara, forse l’ha adottata, forse l’ha rapita, si dicono tante cose. Vittoria, con la sua risata che comincia bassa e finisce acuta, è una donna distaccata e affabile, accogliente ed evasiva; ha comprato una casa nella quale tutti possono entrare e uscire, ha aperto una pensione per animali quando in paese i veterinari si preoccupano solo di mucche e conigli. Vittoria non ha mai litigato con nessuno, non ha mai cambiato taglio di capelli. La sua generosità è inesauribile, alcune sue abitudini sono diventate moda comune. Il paese non la capisce, eppure si sente attratto da lei.

Vittoria viene ritrovata morta nella vasca da bagno, uno stupido incidente, una fine improbabile. Il paese accetta, perché sa capire le disgrazie e tace, Lea Russo invece no. Lea, che fa l’avvocato, ha un marito, due figlie e una vita ricca di impegni, è sempre stata affascinata da Vittoria. Non vuole accontentarsi di ciò che ha avuto sempre davanti agli occhi. Vuole capire come è morta Vittoria, e chi era davvero. Ciò che emerge della donna, del suo passato insospettabile, spinge Lea Russo lungo un sentiero su cui è difficile avanzare, e dal quale è impossibile tornare indietro. Qui scopre l’evanescenza dell’identità, la sua e quella di tutti. Qui scopre, senza riuscire a contarle, quante sono le facce della violenza.

Storia nera di personaggi, indagine su una provincia insolita, ritratto di donne in costante mutazione. In Chi dice e chi tace niente rimane mai fermo, le passioni, le inquietudini, le verità e gli enigmi, i silenzi del presente e il frastuono del passato: tutto sempre si muove, tutto può sempre cambiare.

Autore: Scott Spencer
Editore: Sellerio
Pagine: 624
Prezzo: 18,00€

Spiegavo fermamente al mondo come ciò che Jade e io avevamo trovato l’una nell’altro era più vero d’ogni altra realtà , più vero del tempo, più vero della morte; più vero, persino, di lei e di me.

C’è un tipo di amore che, se capita, proviamo una sola volta nella vita, ed è l’amore reciproco adolescenziale, quello dei sedici, diciassette, dei vent’anni.
È quando scopri l’amore passionale per la prima volta e lo scopri insieme all’altro, è la meraviglia condivisa, così intensa e totalizzante che sembra impossibile che anche solo un’altra persona nell’intero universo, dall’alba dei tempi, possa mai avere provato le stesse cose.

Stiamo ancora scoprendo chi siamo e chi vogliamo essere, ed ecco che ci investe quest’esplosione atomica di ormoni, sensazioni, di amore per cui non conta davvero più nulla se non l’altro e la luce che sprigioniamo quando siamo insieme. Come se noi stessi, uniti, fossimo una supernova che sprigiona calore ed energia.

Eravamo ambedue impossibili da distrarre, Le nostre coscienze, avendo trovato le loro perfette chiavi umane, si erano spalancate e accoglievano ogni cosa.

David e Jade si sono incontrati e amati per la prima volta a diciassette anni, ed è lui a raccontarci questo amore, un amore da cui è stato assorbito e che nessuna forza superiore, che sia la polizia, il manicomio, il tempo o Jade stessa, possono scalfire.
Un amore senza fine, per l’appunto.
Senza fine perché questi amori non finiscono. Cambiano, si trasformano, ci si perde, e il più delle volte è davvero meglio così.
Ma il ricordo di quella sensazione rimane e unisce, anche nella distanza e nel silenzio. Come qualcosa che ci è caduto dentro.

Ho letto questo libro completamente travolta: dal realismo, dalla poesia, dai ricordi. E pur avendo pianto dieci minuti di lacrime sull’ultima pagina, ho anche provato sollievo: per non avere più diciott’anni, per vivere ora degli amori altrettanto passionali ma più consapevoli, sani, in cui l’incontro è magia che si espande e non risucchia al suo interno.

Rifarei comunque tutto?
Certo.
Fino a quell’ultima pagina di lacrime e crescita, che è la pura essenza di tormento e catarsi insieme.

Ciò che provavo con Jade mi pareva l’inizio di qualcosa privo d’ogni noto confine, luoghi sconosciuti del corpo e dello spirito. […] Un viaggio nello spazio inesplorato. Non verso la Luna, verso Venere o Saturno, ma oltre, verso la curva più esterna dell’universo, al di là del capo del tempo.

 

Autore: Bernardo Zannoni
Editore: Sellerio
Pagine: 192
Prezzo: 16,00€

Gerolamo è una strana creatura, un ragazzo di venticinque anni che vive in una città di mare, abita da solo, mangia spesso dalla zia. Ha qualche amico e nessun lavoro, esce di sera e di notte, dorme la mattina. Aspetta, ma non si sa bene cosa. Lo agita un desiderio quasi violento di diventare adulto e al tempo stesso porta dentro di sé un Gerolamo precedente, bambino e adolescente, che non lo vuole abbandonare.

Eppure nella sua attesa, nell’immobilità, nell’indecisione sospesa tra dubbi e inesperienza, nella paura costante di perdersi, Gerolamo è travolto dall’intensità e dalla meraviglia di quanto gli accade. Ha un amico che sta molto male, un altro che finalmente si è innamorato, un pappagallo da accudire per qualche giorno, la ragazza del piano di sopra sul punto di partorire. Fuma molte sigarette, beve volentieri, ma soprattutto Gero spera che giunga un momento in cui le cose cambino, in cui per lui e per tutti quelli intorno a lui arrivi il «punto di rottura», un bagliore di chiarezza che squarcia le nubi piene di pioggia, la realtà finalmente tirata a lucido, la vita che si mette a scorrere nella direzione giusta.

Alla sua seconda opera Bernardo Zannoni racconta il mondo degli umani con la fantasia e la profondità emotiva con cui aveva narrato la società degli animali ne I miei stupidi intenti. Scrive un romanzo che ha i tempi scomposti e incoerenti della giovinezza, lo sguardo in cui si fondono dolcezza e crudeltà di chi ha fame di vita, la comicità e l’assurdo delle menti che si avviluppano su se stesse. Dalle sue incursioni appassionate, fiabesche, avventurose, scaturisce un disegno di sorprendente realismo, un ritratto pieno di curiosità e di premura, al tempo stesso divertito e sgomento di fronte a quegli strani esseri che compongono il genere umano.