Tag Archivio per: presentazioni di libri

Corruzione, abusivismo, infiltrazioni criminali, occupazioni di immobili pubblici e privati sono tutte pratiche illegali diffuse che troviamo in moltissime città italiane, lungo tutto lo stivale.

Francesco Chiodelli, nel suo saggio Cemento armato (ed. Bollati Boringhieri), dopo un’accurata ricerca sul campo, ci restituisce queste dinamiche raccontandoci casi concreti degni delle migliori storie noir, avanzando infine una teoria molto provocatoria, ovvero che quest’illegalità urbana sia frutto di una politica ben specifica, che spesso supporta e sostiene tacitamente tali prassi invece di provvedere alla loro eliminazione. Il tutto a scapito delle fasce più fragili della popolazione e a favore di chi detiene il potere economico.

Tomaso Montanari, da storico dell’arte che si è sempre esposto sulla natura anche politica e sociale del nostro patrimonio artistico, e di conseguenza sulla sua strumentalizzazione a fine politici ed economici, ci è sembrato il perfetto interlocutore per presentare questo saggio.

Ne parleremo insieme qui, giovedì 29 febbraio alle ore 19.00, con Francesco Chiodelli e Tomaso Montanari.


Francesco Chiodelli insegna Geografia economica e politica presso l’Università di Torino, dove dirige il Centro di ricerca interdipartimentale in studi urbani omero. Oltre a numerosi saggi internazionali su questioni abitative e su spazi informali e illegali, ha pubblicato Gerusalemme contesa. Dimensioni urbane di un conflitto (2012) e Shaping Jerusalem. Spatial Planning, Politics and the Conflict (2017). Contribuisce al dibattito pubblico su questioni urbane in Italia tramite interventi radiofonici e articoli per la stampa nazionale.

 

 

“Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle” diceva Voltaire.
Ma hanno davvero smesso di esistere?
E noi, abbiamo davvero smesso di bruciarle?

Con la precisione e la cura che solo Francesca Matteoni poteva usare, Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’epoca moderna (ed. effequ) ripercorre la storia di una figura magica la cui immagine viene troppo spesso strumentalizzata o banalizzata, condendo il tutto con una buona dose di transfemminismo, transpecismo, magia, rapporto con l’altro mondo, poesia, storia, ricerca.

Se si pensa agli animali che accompagnano le streghe l’immaginario è chiaro: gatto nero, corvo, talvolta un rospo o una capra. Si pensa meno, tuttavia, al motivo per cui a una strega venga sempre associato un animale, e che ruolo questo abbia nella vita della strega.
Si dice che siano servi, amanti, emissari del demonio tanto quanto lo sono le loro padrone, e la connessione tra i due esseri avviene col sangue.
Ed è proprio il sangue a fare delle streghe – e non ci si lasci confondere dalla desinenza femminile: le streghe sono e sono state di tutti i generi – un ibrido pericoloso, molto più spaventoso dei suoi colleghi ultraterreni, talmente inquietante da essere cacciata, arsa, torturata in molteplici forme diverse. Il sangue rivela, in una strega, il sangue cela, cura oppure maledice.
In una ricerca ricchissima di bibliografia e di potenza storica, Francesca Matteoni ripercorre la storia di una figura magica il cui più grande peccato, forse, è l’eccessiva umanità.

Volete parlare di streghe e stregoneria con coscienza e cognizione di causa?
Venite qui da noi ad ascoltare Francesca Matteoni domenica 10 marzo alle ore 17.00.

Il Covo del Cocomero è un collettivo artistico italiano formatosi a Empoli nel 2014 e costituito da Lorenzo Santini, Saverio Terreni, Eric Zaka e Alessandro Giuntini. Si occupano di fumetti, illustrazione, graphic novel e animazione, realizzando pubblicazioni, web comics, mostre, cortometraggi e videoclip.

Dannati Cappelloni è la loro ultima opera autoprodotta: un albo a fumetti in cui il Covo ha deciso di confrontarsi con il genere western, realizzando un libro che è al tempo stesso un omaggio e una parodia del genere, sempre condito con l’umorismo, il cinismo e quell’attenzione alle tematiche sociali contemporanee che sono la firma del collettivo.

Sabato 16 marzo alle 18.00, Il Covo del Cocomero in formazione completa trasformerà l’Ornitorinco in un film di John Ford, raccontandoci le vicende di uno strambo cacciatore di taglie e di un ragazzino dai trascorsi burrascosi, due improbabili eroi in cerca di rivalsa in un immaginifico monocromatico Far West.

Sono giovani, sono talentuosi, disegnano cowboy, canteranno pure, e il loro simbolo è un’anguria.
Non credo servano altri motivi per convincervi a venire.