Anna Nerkagi

Una casa editrice che fa un ottimo lavoro è quella di cui conosci l’etica, i principi, il lavoro e l’amore che ci sono dietro, una sorta di garanzia data per ogni nuovo titolo. Magari non vi piacerà ogni loro libro, questo è lecito e direi anche inevitabile, ma potrete sempre contare sull’intenzione, la ricerca e la cura che ne hanno preceduto la pubblicazione.
Ecco, Utopia è una di queste.
Uno dei focus del loro catalogo sono le periferie del mondo: vanno a scovare testi di autori e autrici provenienti da territori che conosciamo poco o niente, sicuramente fuori dal raggio mainstream, e ce li portano qui, o portano noi laggiù, mostrandoci come quel laggiù, in fondo, sia molto simile al qui.
Anna Nerkagi candidata al premio Nobel per la letteratura nel 2023, è nata nella penisola di Jamal in Siberia, ed è l’unica scrittrice della comunità nomade dei nenec. In tenera età le autorità sovietiche la separarono dalla famiglia perché potesse essere russizzata in un collegio in città. Dopo la laurea in geologia e un esordio letterario degno di nota, Nerkagi decise di tornare a vivere nella tundra, da dove scrive ai suoi editori una volta al mese, quando raggiunge l’unico villaggio in cui c’è una connessione internet.
Ha fondato una scuola per dedicarsi all’educazione e all’istruzione dei giovani nenec, e si batte da decenni per la salvaguardia e la valorizzazione della cultura delle minoranze in Russia.
Dopo “Aniko”, Utopia pubblica ora “Muschio bianco”, uscito per la prima volta in Russia nel 1995 e trasposto sul grande schermo da Vladimir Tumaev nel 2014. Un romanzo in cui l’autrice attinge alla propria esperienza personale per riflettere sul popolo nenec e il suo destino, sull’eterno conflitto tra tradizione e innovazione, generazioni passate e presenti. Conflitti e turbamenti dell’anima che, in fondo, scopriremo non essere così dissimili dai nostri. Ed è proprio quando un libro supera il tempo e lo spazio che si compie la magia della letteratura, portandoci in quel luogo dei sentimenti, giù nel profondo, in cui siamo davvero tuttə uguali.