Kuno
Autrice: Renate Rasp
Editore: Storie Effimere
Pagine: 176
Prezzo: 14,00€
Kuno è un adolescente quando il patrigno gli rivela il grande progetto che ha in serbo per lui: dopo lunghi studi e ricerche sul mondo delle piante, ha elaborato una serie di compiti e processi grazie ai quali il ragazzo potrà diventerà un albero ed essere interrato in giardino.
Comincia dunque a sottoporlo a una dieta sempre più ferrea, lo costringe a esercizi insostenibili, durante i quali deve rimanere immobile in posizioni innaturali, fino ad agire su di lui delle trasformazioni fisiche deumanizzanti.
È chiaramente il progetto di un folle, ma è una parola che non sarà mai pronunciata. Anzi, ciò che rende questa storia realmente crudele e disturbante è che si svolge con la totale approvazione, accondiscendenza e servilismo di tutte le persone coinvolte, compresi la madre di Kuno e Kuno stesso. L’obiettivo comune, a prescindere dalla riuscita dell’esperimento, è obbedire alle indicazioni del patrigno, evitare che lui possa indisporsi o innervosirsi. Pena il silenzio, e un senso di colpa indotto con sapienza.
Renate Rasp, scrittrice tedesca tra le più provocatorie del Gruppo 47, scrive un libro tagliente, crudele, senza speranza, che strizza l’occhio all’esperienza del nazismo da cui la Germania era appena uscita.
È una metafora per nulla banale sull’educazione (sia in ambito familiare che sociale), su cosa significhi proiettare su altre persone quelli che sono i nostri desideri, i nostri ideali, i modelli che noi riteniamo validi, seguendo dinamiche egoistiche e ottuse che limitano la libertà altrui.
Non solo, Kuno è anche una riflessione sull’obbedienza incondizionata, sulle pericolose e mostruose conseguenze che può assumere se manca la capacità critica del singolo, e quindi la determinazione a opporsi, contestare, mettere in discussione chi si è eretto a figura di riferimento.
Con questo importantissimo recupero, Storie Effimere riporta a scaffale un classico che rappresenta la famiglia disfunzionale modello, e se sapete di cosa stiamo parlando mettete pure in conto che vi farà male. Lì dove fa male sempre, e pure lì dove non vi faceva male da un po’.
[non so se s’era capito, ma i trigger warning non si contengono]



