Lolly Willowes o l’amoroso cacciatore

Autrice: Sylvia Townsend Warner
Editore: Adelphi
Pagine: 176
Prezzo: 11,00€

 

Bosco una volta, bosco per sempre

𝑺𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂 𝒆𝒕𝒆𝒓𝒏𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒍 𝒎𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂 𝒆𝒕𝒆𝒓𝒏𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒍 𝒃𝒆𝒏𝒆.

È così che Goethe ci presenta il Mefistofele del suo aricnoto Faust, nel lontano 1808.
Abbiamo preso una delle citazioni più celebri, ma non è certo l’unica a mostrarci un lato del Diavolo che lo rende più umano, più vicino alle donne e agli uomini di quanto non sia Dio. Un diavolo in ascolto, attento ai nostri desideri più intimi, un diavolo che non giudica.

Nel 1926, dopo Goethe (ma ancor prima di Bulgakov con il suo Maestro e Margherita), è stata una donna, Sylvia Townsend Warner, ad attingere a questo immaginario per descriverci un mondo dell’occulto che riscatta da un’esistenza monotona e noiosa, che viene in aiuto, invece di traviare.

In Lolly Willowes, Lucifero, amoroso cacciatore, insegue e tende i suoi agguati non a delle povere prede indifese, ma agli amanti del crepuscolo, a coloro che quando sentono i suoi sussurri si fermano ad ascoltare rapiti, invece di alzare la voce e affrettare il passo. E così, le donne che cadono tra le sue braccia affettuose diventano streghe: non per fare del male, ma per emanciparsi, “per mostrare il loro disprezzo per chi finge che la vita sia un luogo sicuro, per soddisfare la loro passione per l’avventura”.

Sylvia Townsend Warner, sfidando e precorrendo i suoi tempi, ci porta tra le nuvolose campagne inglesi per raccontare la trasformazione e la presa di coscienza di Laura Willowes, che riuscirà a svincolarsi dalla tradizione, dall’opinione pubblica e dalla famiglia, per ascoltare la sua vocazione e diventare finalmente dinamite pronta ad esplodere.

Tremate tremate, le streghe son tornate.
Non di terrore, però.
Tremate di fervore e di eccitazione.