Tag Archivio per: aa vv

Autor3: Aa.vv.
Casa editrice: UTET
Pagine: 128
Prezzo: 17,00€

Quando si parla di overtourism, abitabilità delle città o più in generale di impatto ambientale, spesso ci si riferisce a “umano” e “ambiente”, come se fossero due entità separate. Eppure la crisi ecologica è anche una crisi degli spazi di scambio sociale e culturale, spazi su cui la specie Homo sapiens fonda la sua esistenza. La logica del mercato separa, isola, ritaglia – si fonda, insomma, sulla rottura delle relazioni tra interno ed esterno, tra privato e collettivo, che sono invece proprio quelle che mantengono in vita i luoghi che abitiamo. Pare che ormai, da un momento all’altro, ovunque si vada si rischi di incontrare un tornello e un biglietto d’ingresso. Per interrompere questo circolo vizioso, si potrebbe intanto tornare a essere curiosi e domandarci non solo chi siamo noi e quale paesaggio scegliere per il selfie che meglio ci rappresenta, ma sfondare le pareti (e gli schermi) che ci siamo costruiti per quieto vivere. Sostare e metterci in ascolto di ogni forma di “abitato”, che si tratti delle nostre case e delle città, delle terre alte, delle foreste amazzoniche, ancora oggi popolate da oltre quattrocento etnie indigene, degli habitat di qualunque forma di vita con cui condividiamo l’esistenza sul pianeta. Tra filosofia e storia del design, con tappe obbligate nell’antropologia e nell’urbanistica, i saggi di questo libro ci invitano a interrogare ciascuno di questi spazi, più o meno addomesticati e addomesticabili, per riflettere in modo meno astratto sui temi di sostenibilità, rispetto dell’ambiente e responsabilità nei confronti delle nuove generazioni.

Autorɜ: Aa.Vv.
Casa Editrice: Tamu Edizioni/Tangerin
Pagine: 283
Prezzo: 19,00€

La strategia di equiparare antisionismo e antisemitismo, ideata da Israele per zittire ogni critica alle proprie politiche, è usata da decenni anche dalle forze conservatrici europee e statunitensi per attaccare chi individua nello stato sionista il baluardo dell’imperialismo occidentale in Medio Oriente. Una retorica deflagrata dopo il 7 ottobre per censurare ogni analisi del sionismo per ciò che è: non destino e volontà del popolo ebraico nel mondo – come si autoproclama – ma un progetto coloniale etnonazionalista, confessionale e di estrema destra, denunciato anche da molte figure ebree che ovunque gridano «non nel mio nome». Ma la subalternità europea a Israele è lo specchio della cattiva coscienza per il genocidio avvenuto durante la Seconda guerra mondiale, e al tempo stesso l’ipocrita foglia di fico con cui nascondere interessi geopolitici ed economici. Questa posa fintamente filosemita, volta solo a legittimare le azioni di Israele, danneggia sia i movimenti anticoloniali sia ebree ed ebrei di tutto il mondo. Perché negli ultimi anni un vero antisemitismo si diffonde proprio grazie alle forze reazionarie da cui storicamente proviene e che ora lo strumentalizzano in chiave imperialista e islamofoba. Per combattere l’antisemitismo reale occorre quindi far chiarezza e tornare a distinguerlo dall’antisionismo. Smettere di interpretare le anime della resistenza palestinese come manifestazioni di antisemitismo e non forme di lotta – contraddittorie, impure, a volte riprovevoli, altre encomiabili – contro un’occupazione coloniale. In questo libro voci ebraiche e non ebraiche, problematizzando la questione, riflettono sui legami storici tra sionismo, antisemitismo e razzismo.

 

Autorз: Aa.vv.
Casa editrice: Blackie
Pagine: 208
Prezzo: 15,00€

Scrittori si nasce. Ma per imparare a scrivere meglio non servono venerati maestri o corsi costosi dai nomi altisonanti. Basta leggere tanto e scrivere tanto. Questo libro ti farà fare tutto questo. Il mio piccolo manuale di scrittura è uno spazio per dare libero sfogo alla tua creatività, seguendo l’esempio dei più grandi nomi della storia della letteratura. Per chi vede la scrittura come uno strumento per migliorare se stessi. Per staccare dagli schermi, rallentare e riscoprire la lentezza in un tempo frenetico come il nostro.

Autorə: Aa. Vv.
Editore: Edizioni Alegre
Pagine: 160
Prezzo: 14,00€

L’economia femminista non è un’altra branca dell’economia politica, ma è un modo radicalmente diverso di intendere il mondo. Mette in discussione categorie, metodologie e valori dell’economia dominante, contestando la presunta neutralità di una disciplina che favorisce l’accumulo di risorse e potere intorno a un unico soggetto: uomo, borghese, bianco, adulto, sano ed eterosessuale. L’economia capitalista riduce il concetto di valore a quello di prezzo, eliminando dal campo dell’analisi tutto ciò che non si compra e non si vende. In questo modo la vulnerabilità delle persone, e la conseguente necessità di cura reciproca, scompare. Del resto rendere invisibile l’interdipendenza, subordinare l’affettività all’egoismo individuale e la cooperazione alla competizione sono caratteristiche essenziali delle società patriarcali e di quelle capitalistiche. Questo testo propone di analizzare i sistemi economici come reti di interdipendenza e non come semplici spazi di libero scambio in cui ci si muove in base al proprio interesse individuale. Rende visibili le vulnerabilità delle persone e dell’ambiente e pone al centro dell’attenzione della teoria economica le principali questioni sollevate dal femminismo: le disuguaglianze di genere, la divisione sessuale del lavoro, la svalutazione del lavoro di cura. La sopravvivenza del sistema economico, oltre che della vita stessa delle persone, dipende infatti da un lavoro di riproduzione sociale a cui non viene conferito alcun valore, mettendo così in radicale conflitto il capitale e la vita. Un conflitto che va affrontato con pratiche di sovversione femminista dell’economia.

Autor*: Aa. Vv.
Editore: Rina edizioni
Pagine: 213
Prezzo: 35,00€

Il volume, primo di due, raccoglie per la prima volta gli articoli e scritti di moda di autrici italiane dalla metà degli anni ’70 dell’Ottocento alla fine degli anni ’20 del Novecento. L’intento è di ricostruire e arricchire la storia della moda attraverso la voce diretta delle scrittrici-giornaliste di moda, antesignane dei contemporanei fashion influencer. Corredata da un apparato di figurini originali e dalla prefazione di Olga Campofreda, questa antologia mette in luce la voce inedita di sette scrittrici-giornaliste, nel quarantennio a cavallo tra i due secoli, all’interno del “sistema della moda” – complesso, ingenuamente e con presunzione considerato frivolo – come unico campo di interesse e d’azione in cui erano state relegate per celebrare il “gusto femminile” seppur soffocando ogni impulso ideologico e militante. Tuttavia, l’occuparsi di moda si inserisce nel più ampio discorso della questione femminile poiché aiutò, singolarmente e collettivamente attraverso una rete di sorellanza, le scrittrici-giornaliste a emergere sia sulle riviste sia in letteratura, conquistando uno spazio d’allenamento di scrittura da privata a pubblica, di propria affermazione critica, di lotta per l’emancipazione, di riconoscimento e credibilità professionali in una società a misura dei valori patriarcali, corroborando consapevolezza e immaginazione nel «crear sé stessa».

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