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Autrice: Rosalba Nodari
Editore: Eris
Pagine: 80
Prezzo: 8,00€

Il linguaggio è una capacità umana che si manifesta e influenza le nostre vite in diversi modi, di conseguenza la lingua che parliamo e come la parliamo può essere causa di discriminazione e proprio questo meccanismo è quello che si definisce linguicismo. L’autrice ci parla di quelle che oggi sono le discriminazioni linguistiche attraverso esempi e storie di molteplici Paesi del mondo con un focus specifico sull’Italia. Un accento, una lingua o un dialetto, incidono sulla possibilità di affittare una casa o avere un lavoro, comportano un certo giudizio per chi li parla, come nel caso della problematizzazione dei soli dialetti del sud Italia figlia dell’antimeridionalismo; possono essere causa di una discriminazione giudiziaria, in fondo è attraverso la lingua che si testimonia o si decreta l’innocenza-colpevolezza della persona imputata. Sapere o meno una lingua ha a che fare con la sfera economica, i Paesi non anglofoni investono grandi cifre per l’insegnamento dell’inglese e dal punto di vista accademico chi fa ricerca ma non è madrelingua impiega ingenti somme di denaro, in traduzioni o corsi di lingua, per poter garantire la pubblicazione e il riconoscimento dei propri studi. Da un punto di vista geopolitico una lingua può diventare il principale punto di dibattito e di lotte per l’indipendenza di un territorio, come in Catalogna. E ovviamente l’autrice pone l’attenzione anche sul tema del linguaggio inclusivo e delle discriminazioni di genere, che si manifestano anche attraverso il parlato, non per questioni biologiche ma per le aspettative sociali. Questo testo è un punto di partenza fondamentale per riflettere sul linguicismo, sulle sue implicazioni e sulle ingiustizie che avvengono ogni giorno solo perché quando si parla non si rispecchia uno standard che si è imposto socialmente nel corso degli anni.

Autore: Olga Maira Zannoni
Editore: Eris
Pagine: 64€
Prezzo: 7,00€

Quando si parla di popolazioni indigene, si sente l’argomento come qualcosa di lontano e che non ci tocca. Eppure la questione interessa circa 5 mila popolazioni per un totale di 370 milioni di persone sparse per tutti i continenti del pianeta Terra. Nei loro confronti si usano ancora termini umilianti, razzisti e discriminatori. È invece fondamentale che questa tematica faccia parte dei nostri orizzonti perché ha a che fare con le lotte per la terra, con un serio percorso decoloniale, con l’ecologia, l’estrattivismo e la presa di coscienza delle connessioni che ci sono tra l’esplorazione dei territori indigeni e l’Europa.

Il testo si concentra sul continente americano e nello specifico sulle lotte, le rivendicazioni e i temi che girano attorno alla questione indigena brasiliana.
L’autrice decostruisce l’immaginario stereotipato basato sulle rappresentazioni letterarie coloniali di ’500 e ’600 e poi cinematografiche, come con il grande cinema Western o classici della Disney come Pocahontas. L’indigeno è il “selvaggio”: “buono” quando si arrende al bianco colonizzatore, “cattivo” quando gli resiste.
In Brasile dall’inizio del colonialismo si sono estinti migliaia di popoli indigeni, una violenza che si perpetua da secoli senza sosta, un genocidio infinito che ha lasciato segni indelebili nella società. Parliamo di popolazioni sterminate, schiavizzate (il Brasile è stato l’ultimo Stato del continente americano ad abolire la schiavitù), cacciate dalle proprie terre per poter accaparrarsi le materie prime presenti nei loro territori, oppure assogettate tramite forme di assimilazione forzata alla cultura bianca dominante.

Autore: Marco Reggio
Editore: Eris
Pagine: 64
Prezzo: 7,00€

Oggi l’essere vegan è ormai abbastanza sdoganato. E grazie anche al vegan washing le corsie di molti supermercati, e non solo, abbondano di prodotti in linea con questa scelta etica. Eppure, allo stesso tempo, spesso le persone vegan si ritrovano nella posizione di essere criticate e di subire veri e propri episodi di vegefobia. Com’è possibile che coesistano questi due differenti atteggiamenti?

Marco Reggio partendo proprio dalle basi storiche del veganismo e da un’analisi della situazione attuale ci porta al cuore della questione. Esistono molti modi di essere vegan, il veganismo può essere apolitico, normalizzante e rassicurante, oppure, al contrario, politicizzato. Una visione del mondo che mira a sovvertire i rapporti violenti fra le specie, appunto antispecista. L’antispecismo è un movimento per l’abolizione dello sfruttamento animale, una filosofia che promuove un ideale di eguaglianza radicale fra tutti gli animali, compresi gli animali umani. Questo significa che in quanto tale dovrebbe anche essere sensibile alle lotte contro le oppressioni che si manifestano all’interno della nostra specie e quindi applicare anche in questo ambito un’ottica transfemminista, queer e decoloniale. L’antispecismo è intrinsecamente intersezionale e non può che essere contro ogni forma di razzismo, di abilismo, e profondamente anticapitalista.

Perché può esistere un diverso modo di stare al mondo, un diverso modo di stare in relazione con chi abita il pianeta insieme a noi, ma anche in grado di costruire delle soggettività meno antropocentriche, a partire dalla comprensione e dal riconoscimento del nostro privilegio umano.

Autrice: Holly Heuser
Editore: Eris
Pagine: 200
Prezzo: 20,00€

Una donna umana viene chiamata a dirigere una colonia penale situata su un pianeta alieno. Tutto il racconto è un lungo monologo interiore, scritto e illustrato in maniera frammentata alla Burroughs/Bad Trip, in cui la protagonista rivela se stessa e le motivazioni che l’hanno portata ad accettare quel lavoro. “L’amore umano non era abbastanza” si ripete la protagonista nel libro, un’anafora che accompagna la riflessione di Heuser sulla condizione umana, sulla solitudine, sulla vita e la morte. Un sorprendente viaggio psichedelico e underground realizzato con tecnica mista: disegno, pennarelli, biro, china, collage, carte marmorizzate realizzate dall’autrice stessa, elementi reali come biglietti dell’autobus appiccicati direttamente a mano sulla tavola, dimenticatevi il digitale. Un graphic novel visivamente mozzafiato e naturalmente punk, perché Heuser ha imparato la lezione e l’ha fatta propria, in chiave pink.

Ogni singola copertina sarà realizzata a mano dall’autrice per ognuna delle 1000 copie totali che compongono la tiratura.

Autore: Alessandro Ripane
Editore: Eris
Pagine: 92
Prezzo: 6,00€

Cosa aspetti a esplorare le tue nuove possibilità di carriera post mortem? L’aldilà esiste e ti aspetta!

L’umanità ha fatto la più grande scoperta di sempre: esiste l’aldilà ed è un posto bellissimo. Questo comporta un sacco di cambiamenti: la morte non è mai stata così cool, si organizzano favolosi suicide party, dove le persone abbandonano con gioia la loro vita terrena per raggiungere quella ultraterrena, che offre un sacco di nuove opportunità.
Perché restare incatenata al proprio lavoro, a impaginare necrologi tutto il giorno e creare contenuti che raccontano quanto la morte sia al top, quando puoi passare oltre come fanno tutti? Perché restare qui?

Autore: Andrea Guaia
Editore: Eris
Pagine: 500
Prezzo: 25,00€

In questo libro troverete i 100 film più estremi della storia del cinema. Il cinema degli eccessi non è semplicemente horror, splatter. Travalica i generi e «Non è importante che un’opera cinematografica sia eccessivamente violenta, drammatica, immorale. L’aspetto fondamentale è che sia eccessivamente.» Questa tipologia di film ha a che fare con il concetto di sensation seeking, qualcosa di forte che ci colpisce proprio perché è fuori dal quotidiano. Opere di grande importanza cinematografica, molto forti, con una chiara visione artistica e politica, estetica quanto di contenuto, espressione fortemente autoriale di chi le ha create. Tra i vari registi citati partiamo da Pier Paolo Pasolini e John Waters, per passare da David Cronenberg e arrivare a Katsuya Matsumura, Cristian Mungiu e Srdjan Spasojevic.

100 film, 100 analisi critiche per guidarvi in questo viaggio nell’estremo e nel disturbante, con approfondimenti, schede tecniche, interviste e illustrazioni ispirate a questi film straordinari, alcuni poco conosciuti, altri dei veri e propri cult, altri ancora pietre miliari della storia del cinema. I titoli, selezionati dal 1968 in poi sino agli anni più recenti, sono un perfetto excursus all around the world di quello che troviamo più forte e che ci fa contorcere davanti allo schermo. 100 opere per reimparare a guardare davvero e riscoprire cosa è realmente scioccante in un mondo dove la sovrabbondanza di qualsiasi tipo di immagine e prodotti audiovisivi sembrano avere anestetizzato spettatori e spettatrici di ogni età. Ma certe opere cinematografiche, anche a distanza di decenni, non perdono il loro potere di inchiodarci davanti al disturbante, al disgustoso e soprattutto davanti alla vera violenza, quella della società in cui viviamo.

Autore: Michele Lancione
Editore: Eris
Pagine: 80
Prezzo: 8,00€

In Europa e in occidente la sfera civile e quella militare sono sempre più interconnesse. Questo processo coinvolge anche le Università, che sempre più offrono servizi al cosiddetto mondo della “difesa”.

In questo saggio Michele Lancione offre una guida per affrontare una semplice domanda: qual è il problema del rapporto tra Università e militarizzazione, e come possiamo investigarlo ed eventualmente combatterlo? A partire da una profonda conoscenza del sistema statunitense ed europeo e grazie alle sue esperienze nel Regno Unito, in Australia e in Italia, l’autore ci illustra diversi casi emblematici come il programma Human Terrain System statunitense, i nuovi strumenti di finanziamento alla ricerca militare italiani, e la collaborazione tra Frontex e il Politecnico di Torino. Ma racconta anche di pratiche di resistenza con le quali si cerca di combattere l’avvicinarsi tra l’Accademia e il Militare.

Questo è un primo spunto per una contro-cultura del rapporto tra Università e Militarizzazione, attraverso la quale soprattutto il corpo studentesco possa lottare per sottrarre la ricerca, lo studio e gli spazi dell’Università da industrie fondate su violenza, dolore e morte.

Autore: Davide Bart. Salvemini
Editore: Eris
Pagine: 160
Prezzo: 20,00€

Una ragazza investe senza volerlo con la sua auto un’altra ragazza. La soccorre ma scopre che le cose non sono come sembrano. È un robot e ha bisogno di aiuto.

L’autore ci porta in un futuro dove le cose sono così tanto cambiate che nulla assomiglia più al nostro pianeta. Molto del passato è stato dimenticato, perso e dimenticato nel sottosuolo, in tunnel e gallerie di cui poche persone conoscono l’esistenza. Mura invalicabili circondano la città. Cosa ci sarà oltre?

Davide Bart. Salvemini si conferma come artista visivo impareggiabile, il suo stile fluido ed essenziale lo pone nel solco delle ricerche grafiche più innovative, non per altro è stato uno degli autori in mostra al prestigioso festival Arf! di Roma 2022. Il suo lavoro a cavallo tra pop e sperimentazione visiva, nel suo lavoro tutto è fluido e dinamico, una grande esperienza visiva.

Autore: Udovico Atanagi
Editore: Eris
Pagine: 504
Prezzo: 23,00€

 

Tutto sprofonda nella terra, nel fango, le case, le persone, i loro pensieri. L’acqua, gli acquitrini, il muschio, sembrano penetrare ovunque. I colori della natura hanno qualcosa che non va, una violenza, una gradazione, qualcosa che fa male. E i boschi, quei boschi, c’è qualcosa di indicibile nel folto degli alberi. Il passato riecheggia, chiama tutti, avviluppa, trascina a fondo, come un destino già compiuto che continuerà a ripetersi sempre uguale. Anche in questo romanzo i protagonisti, con il loro punto di vista, sono ragazzini, ancora inconsapevoli, come se per primi sentissero le vibrazioni del suolo che li chiama, forse facendogli intuire che qualcosa si nasconde allo sguardo umano, ma c’è, anche se non lo vedi.

Un grande romanzo corale, una narrazione ampia che ricopre più generazioni e diverse dimensioni narrative. Il passato e il presente si mescolano, risvegliando in chi legge la paura del buio, della natura, di quello che sfugge al nostro controllo. Uduvicio Atanagi, il cui stile di scrittura è stato paragonato alla scrittura orale di José Saramago, ha imparato la grande lezione di maestri come Thomas Ligotti e Pupi Avati e ha creato un suo particolarissimo mondo in cui gli esseri umani non sono che carne sacrificale.

Autore: Adam Tempesta
Editore: Eris
Pagine: 128
Prezzo: 15,00€

Cosa succede quando un fumettista come Adam Tempesta decide di raccontare, con il suo stile e il suo immaginario creativo, un periodo psicologicamente ed emotivamente difficile che ha vissuto?

Nasce un graphic novel interamente ambientato nel suo spazio interiore, dove il buio, il nero, raccontano la difficoltà, la sofferenza e il bianco è la luce, la serenità, lo spazio dove tutto è possibile, dove la creazione è gioia, divertimento, lo spazio aperto in cui si può stare bene. Il lettore seguirà Adam stesso, intrappolato nell’oscurità, nell’incontro con mostri e figure archetipiche che rappresentano quello che non va o quello che ci può aiutare a stare bene. La rielaborazione di ricordi del proprio passato, mai pienamente realistici, si mescola a prove di coraggio che come in un videogioco preparano il protagonista, Adam stesso, a passare al livello di coscienza successivo, in cui continuerà a lottare per imparare a stare bene. Per provare a essere persone migliori e reimparare a divertirsi, come quando eravamo piccoli e niente imprigionava la nostra mente che era libera di sognare.

“Ciao, prima di leggere questo fumetto dovresti sapere che è un po’ peso perché tocca temi delicati, perciò prima di aprirlo e leggerlo tutto assicurati di essere nel mood giusto per farlo.”

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