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Autrice: Ninni Holmqvist
Editore: Fazi
Pagine: 276
Prezzo: 18,50€

In un momento in cui l’Europa crolla vertiginosamente a destra, in cui l’Italia cancella la parola aborto dalla bozza del G7, in cui i pro-vita possono entrare nei consultori e Bruno Vespa discute di IGV a un tavolo con altri sei uomini, salutiamo il medioevo con il romanzo distopico di Ninni Holmqvist che dovrebbe atterrirci tuttə: L’unità (Fazi)

La brillante scrittrice svedese immagina un mondo -neppure così assurdo- in cui tutte le donne e gli uomini che non hanno avuto figli vengono relegatə nell’Unità, una struttura accogliente e all’avanguardia in cui i loro corpi diventano capitale umano da dispensare a chi invece ha procreato, dando così il proprio contributo alla società.
Cominciano donando ciò che si può donare rimanendo in vita, diventano cavie da laboratorio per esperimenti farmaceutici, fino alla donazione finale, in cui il loro corpo salverà un genitore bisognoso là fuori.

Le uniche persone che possono evitare questo trattamento pur non avendo avuto figli, sono coloro che svolgono un lavoro ritenuto utile, come medicə o insegnantə. Scrittorə, artistə, pittorə, invece, sono tra lə primə a finire nell’Unità.

È un libro profondamente disturbante da cui è impossibile staccarsi.
Più le situazioni si fanno raccapriccianti e insostenibili, più desideriamo addentrarci in quei corridoi, con la vana speranza che qualcunə rinsavisca, che arrivi qualche mente illuminata a negare tutto, a dichiarare pura follia l’assunto per cui contribuiamo alla società solo riproducendoci e costruendo una famiglia.

È proprio questo, invece, l’aspetto sconvolgente che rende scomoda la lettura: che nessunə sembra contestare il sistema. Non ci sono dissidi, rivolte, non c’è scontento, nulla viene vissuto come una punizione. C’è una rassegnazione collettiva quasi serena, consapevole.

Ed è qui che dobbiamo allarmarci, che Holmqvist ci fa riflettere.
Sarà quando sopiranno il nostro istinto di ribellione, quando inerzia e accettazione avranno la meglio, quando tutto sarà così strutturato e ordinato da reprimere ogni pensiero critico, che saremo definitivamente perdutə.

Coltiviamo sempre i sacri semi dell’indignazione e della disobbedienza.
Tutto il resto è il deserto.