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Autrice: Sara Marzullo
Editore: 66thand2nd
Pagine: 176
Prezzo: 16,00€

«Ero triste, di una tristezza vischiosa e pervasiva, come melassa o incenso. E soprattutto, era cosi che volevo descrivermi».
A vent’anni Sara Marzullo non sa spiegare la sua malinconia, così se la tatua addosso, si veste di nero e legge solo poetesse. All’improvviso la confusione e lo spaesamento della giovinezza si condensano in un’identità che è anche, indissolubilmente, un’estetica, quella della sad girl. In mezzo a Sylvia Plath e Anne Sexton, Le vergini suicide, Tumblr e innumerevoli altre testimonianze raccolte online di ragazze interrotte, scopre di essere meno sola, ma soprattutto che le ragazze, perfino quelle tristi, sono irresistibili oggetti del desiderio.

Oggi, dieci anni dopo, Marzullo si interroga su cosa si nasconda dietro l’ossessione sociale e culturale verso le giovani donne. Dal capitale erotico al business sempre rinnovato delle pop star, dall’industria della prima persona al tema dominante della ragazza scomparsa, questo libro indaga e smonta gli archetipi e gli stereotipi che plasmano le ragazze condizionandone i comportamenti e l’educazione sentimentale e sessuale.

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Conosciamo bene il mito della ragazza malinconica e affascinante: lo siamo state, avremmo voluto esserlo, ne siamo statə attrattə.
Il mito delle vergini suicide, Sylvia Plath, Anne Sexton, Virginia Woolf, Tumblr.

Un articolo online su “come essere una tumblr girl” recita: per diventare Tumblr devi essere originale e per farlo, mostrare la tua personalità. La prima cosa che dobbiamo tenere in considerazione è essere noi stessi, ma aggiungendo sempre qualcosa che ci distingua dal resto. È ironico questo concetto dell’originalità, se si pensa che corrisponde invece tutto perfettamente ad una determinata estetica, replicabile.

Anche Sara Marzullo, giornalista culturale e traduttrice, ha rincorso il mito della Sad Girl, e ora ne ha scritto un libro per 66thand2nd:

«Ero triste, di una tristezza vischiosa e pervasiva, come melassa o incenso. E soprattutto, era cosi che volevo descrivermi». A vent’anni Sara Marzullo non sa spiegare la sua malinconia, così se la tatua addosso, si veste di nero e legge solo poetesse. All’improvviso la confusione e lo spaesamento della giovinezza si condensano in un’identità che è anche, indissolubilmente, un’estetica, quella della sad girl. […] Oggi, dieci anni dopo, Marzullo si interroga su cosa si nasconda dietro l’ossessione sociale e culturale verso le giovani donne. Dal capitale erotico al business sempre rinnovato delle pop star, dall’industria della prima persona al tema dominante della ragazza scomparsa, questo libro indaga e smonta gli archetipi e gli stereotipi che plasmano le ragazze condizionandone i comportamenti e l’educazione sentimentale e sessuale.

Ne parleremo con l’autrice e Viola Valéry domenica 05 maggio alle 18.00.

Tutto questo dolore ci sarà utile, a patto che lo capitalizziamo.