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Freedom, freedom: la Stagione del Leone
(23 luglio – 22 agosto)

“Avevo già la Luna e Urano nel Leoneeee”. Cuccurucucù di Battiato mi fa sempre inevitabilmente pensare alla stagione del Leone. Vero che la Luna è in Pesci e Urano attualmente si trova nel Toro, ma abbiamo una tripletta di Sole, Mercurio e Venere tutti allegramente nel Leone, una botta di vita che ci permette di sopravvivere al caldo maledetto e di poter essere comunque delle dive, sudaticce, ma sempre divine. È sbagliato amarsi molto e volerlo urlare all’Universo? Le stelle del momento sono una dose massiccia di autostima, ci spingono a esporci per chiedere e ottenere quello che vogliamo, a uscire dall’introspezione e dalla ricerca di solitudine della precedente stagione del Cancro, a decidere spontaneamente se ci bastiamo da sol* o se è arrivato il momento di cercare qualcun* in cui rispecchiarci. Parola chiave della stagione leonina: coraggio.

E di coraggio parlano anche l* autor* scelti per celebrare la Leo season: Sibilla Aleramo e Ray Bradbury.

Nata ad Alessandria nel 1896, Sibilla Aleramo decide di affidare la propria storia personale alle pagine di Una donna. Pubblicato nel 1906, Una donna non è né un romanzo, né un diario: è piuttosto un esercizio di autoanalisi sottoforma di letteratura, una confessione necessaria per rimettere a posto i pezzi di una vita vissuta come personaggio secondario e ripartire di nuovo, una presa di coscienza forte del proprio valore di donna e una ribellione alle regole del patriarcato. Non male per un libro scritto all’inizio del Novecento, vero? Aleramo parte con calma, descrivendo la sua infanzia serena, per poi accelerare bruscamente nel riferire le vicende accadute dopo il trasferimento della famiglia da Milano a Civitanova Marche: prima il malessere della madre, seguito da un tentativo di suicidio, poi lo stupro subìto da Aleramo a soli quindici anni da parte di un impiegato di fabbrica di cui il padre era direttore, l’obbligo di sottostare a un matrimonio riparatore per seppellire il segreto dell’onta, la nascita del figlio Walter, unico spiraglio di amore in una relazione che di amore non ha nulla, la voglia di ribellione. Sono pagine di rabbia e solitudine quelle che riportano il dissidio interiore della protagonista di Una donna, ovvero la stessa Aleramo, nella scelta tra essere donna, moglie, madre, schiava dei voleri e dei bisogni del marito e la propria indipendenza; questa lotta si risolve con l’abbandono del marito e del figlio – a cui il marito non concede di andare a stare con la madre – e con un grande scandalo per la società dell’epoca. Sibilla Aleramo lo sapeva bene: la scelta della libertà non scende a compromessi nemmeno col dolore, e l’autodeterminazione passa attraverso l’esplorazione di sentieri nuovi e sconosciuti della propria identità. Solo così ci si può ritrovare e amare totalmente.

Altro coraggioso esploratore del tema della libertà è Ray Bradbury, di cui Fahrenheit 451 è l’opera più famosa, talmente potente da riuscire ad abbattere i muri del genere fantascientifico per approdare nell’olimpo dei classici della letteratura contemporanea. Il romanzo nasce nei primi anni Cinquanta del secolo scorso dalla preoccupazione dello stesso Bradbury nei confronti del pesante clima culturale e politico di quegli anni. Cosa potrebbe nascere dallo scellerato rapporto tra censura delle idee e propaganda attraverso i nuovi media audiovisivi? Nel mondo in cui vive il protagonista del libro, Montag, la società ha volontariamente rinunciato a libri e letture e alla propria individualità: questa specie di felicità inebetita è frutto della cancellazione della storia, delle differenze e dei conflitti. Il personaggio del Capitano Beatty fornisce una spiegazione sintetica di questo fenomeno: più le persone imparano dai libri, dice Beatty a Montag, maggiore è la loro confusione. Ecco dunque spiegato il nuovo ruolo dei pompieri: bruciare tutto ciò che potrebbe provocare smarrimento alla società. Il percorso del protagonista verso la ricerca di sé comincia con il mettere in discussione la storia ufficiale e col sottrarre libri ai roghi per ritrovare senso a una società che non ha più valore. La sua è dapprima una fuga mentale, poi reale, fisica, insieme a una comunità di persone che si è rifugiata nella natura, la cui missione è quella di conservare il patrimonio perduto imparando i libri a memoria, gettando così le basi per la ricostruzione di una nuova società.

Impossibile non notare la similarità dei temi di Aleramo e Bradbury, espressi in tempi e in modi diversi ma collegati dallo stesso principio: per rinascere e ritrovare significato, bisogna distruggere le catene forgiate da una società obsoleta che non ha più nulla da poter offrire. Scardinare, abbattere, ricominciare.
Pettinate le criniere e siate dunque pront* a nuove sfide: la stagione del Leone è qua.

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