Cani selvaggi

Autrice: Helen Humphreys
Editore: Playground
Pagine: 192
Prezzo: 15,00€

Datemi una storia originale, scritta magistralmente, intrecciata bene, in cui trovo frasi da sottolineare e poi riscrivere sui muri mentre leggo di lupi, cacciatori, quadri dipinti di nero, disperazione, speranza, e sarò vostra per sempre.

Ai margini di una piccola cittadina del Canada si aggira un branco di cani selvaggi. Sono cani cacciati o scappati dalle loro case, che ora vivono riuniti nei boschi.
Da quando è successo, sei persone si ritrovano insieme, per caso, nello stesso campo al confine del bosco per chiamarli, nella speranza che ritornino, che riconoscano le voci, che sentano la loro mancanza.
Questa è la storia di quei cani, ma soprattutto di quelle sei persone, delle relazioni che intesseranno, del loro passato, del loro rapporto con il paese.
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Il lupo è un animale selvaggio.
Il cane è domestico, l’animale addomesticabile per eccellenza.
Ma cosa succede quando è il cane a diventare selvaggio? È un istinto che permane in loro, latente, da quando erano tutti lupi?
E se fosse così, sono i cani che ci appartengono o sono loro che scelgono di restare e siamo noi ad appartenere a loro?
E noi siamo selvaggi o addomesticabili? Lo sappiamo davvero distinguere?

“La gente ha sempre avuto paura dei lupi. In passato si pensava che il lupo fosse il diavolo travestito. Sono sempre stati i cattivi delle favole e del folclore. Ma cos’è questa paura, in realtà? Non è forse la paura del selvaggio che è in noi? Non è forse tutta la struttura della società finalizzata a farci entrare in gabbie sempre più piccole? Più siamo imprigionati dal dovere e dall’amore, più il nostro lato selvaggio ne esce addomesticato e più pensiamo di sentirci sicuri. Ma, naturalmente, non è vero. Non ci sentiamo affatto sicuri.”

Cara Helen Humphreys, con Cani selvaggi potresti avermi addomesticato.