Il trentesimo anno

Autrice: Ingeborg Bachmann
Editore: Adelphi
Pagine: 298
Prezzo: 11,00€

Un mattino di primavera, un uomo si sveglia e si sente perduto. Non riesce a tirarsi su dal letto, un’apatia mai provata prima lo attanaglia e lo lascia senza forze, ignora come poter affrontare una nuova giornata. Cerca dunque di ripercorrere la propria esistenza attraverso i ricordi, di provare a rintracciare le cause della sua condizione. Non sa chi è, non ha un vero lavoro, non ha obiettivi, e si rende conto di ciò che realmente lo turba: sta per compiere trent’anni, è a un punto di svolta, un cambiamento che non desidera e al quale è impossibile sottrarsi.
L’unica possibilità sembra quella di scappare, di liberarsi delle persone che popolano la sua esistenza e di intraprendere un viaggio verso una vera e propria rinascita nei luoghi in cui un tempo è stato felice. Più passano i mesi, più l’uomo si accorge che non può sfuggire al proprio mondo rinnegando se stesso e la sua condizione. L’unico modo per sopravvivere è accettare il cambiamento senza soccombere a esso, fare pace con le proprie paure e col primo capello bianco che spunta.

Gli altri racconti presenti nel libro ci parlano anche essi di uomini e donne alle prese con momenti di difficoltà e cambiamento: la nostalgia di un’infanzia dilaniata dalla guerra; il dolore di due genitori per la prematura dipartita del loro unico figlio; lo smarrimento di una donna “felicemente” sposata che prova un’improvvisa attrazione per una ragazza più giovane; un giudice che, dopo una vita passata a rincorrere la verità, grida nel bel mezzo di un processo la sua disillusione.

“Il trentesimo anno” di Ingeborg Bachmann è un’opera che invita a non rimanere sulla soglia dell’esistenza, un invito a prendere parte alle danze senza troppo pensare a quel che sarà.
Impossibile non trovare uno spunto in ognuna di queste storie, impossibile non riflettere sulla propria condizione, impossibile non partire per una ricerca più alta dell’assoluto.

“Di uno che entra nel suo trentesimo anno non si smetterà di dire che è giovane”.