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Autrice: Jacqueline Harpman
Editore: Blackie Edizioni
Pagine: 176
Prezzo: 18,90€

Io che non ho conosciuto gli uomini è un libro che in realtà è una domanda.

Scritto da Jacqueline Harpman nel 1995 e pubblicato ora in Italia da Blackie Edizioni, immagina una realtà distopica in cui quaranta donne vivono da anni rinchiuse in una cella sotterranea senza saperne il motivo. Mentre le altre hanno ricordi della vita libera precedente, una di loro è lì da quand’era bambina, e non ha memoria di un mondo diverso. Non ha neppure un nome.
Diventata adolescente, però, comincia a porsi tutte le domande che ne instillanno altrettante in chi legge.

Come mi sentirei se il mondo mi venisse raccontato solo sulla base di un passato che non corrisponde più alla realtà?
Quanto la mia concezione del mondo è influenzata dalle relazioni, quanto dipende dall’intermediazione altrui?
Quanto ci limita la ricerca ostinata di un senso, di risposte, di spiegazioni, e quanto invece è l’unica direzione che possiamo prendere?
Davanti a un mondo in cui la mancanza di uomini predetermina il mio rapporto con la riproduzione, la maternità e la sessualità, non per scelta ma per una condizione data, come concepirei il mio corpo e il mio essere donna?
Cosa penserei, cosa farei, chi sarei se mi ritrovassi completamente sola?

Non ho risposte, per il momento, ma so che la cosa migliore che possiamo fare è porci queste domande insieme.
Il motivo ce lo insegna la Harpman stessa a pag. 32:

“A che serve discuterne? Non cambierebbe niente.”
“Ecco qui di nuovo la vostra stupidità! Come se parlare servisse solo a produrre avvenimenti. Parlare è esistere.[…]
“Ma parlare ci spiegherà perché siamo qui? Tu non ne sia più di me, né più di chiunque altra qui dentro.”
“No, ma saprei cosa ne pensi tu, tu sapresti cosa ne penso io, e forse questo ci farebbe venire un’altra idea, e avremmo l’impressione di comportarci come esseri umani e non come automi”

Autrice: Jacqueline Harpman
Editore: Blackie Edizioni
Pagine: 176
Prezzo: 18,90€

In un bunker sotterraneo, trentanove donne sono tenute in isolamento in una cella. Sorvegliate da violente guardie, non hanno alcuna memoria di come sono arrivate lì, nessuna nozione del tempo, solo un vago ricordo delle loro vite precedenti. Mentre il ronzio della luce elettrica fonde il giorno con la notte e gli anni passano, una ragazza – la quarantesima prigioniera – siede sola ed emarginata in un angolo. Questa misteriosa ragazza che non ha conosciuto gli uomini sarà la chiave per la fuga e la sopravvivenza delle altre nel mondo desolato che le attende in superficie.