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Autrice: Violaine Bérot
Casa editrice: La Nuova Frontiera
Pagine: 128
Prezzo: 17,00€

n un borgo incastonato nei Pirenei francesi la vita scorre tranquilla, avvolta da leggende e antichi misteri. Qui, in una casa isolata, vive Mariette insieme al figlio, un ragazzo dalla forza sovrumana che tutti chiamano l’Orso, dotato di un dono straordinario: comunicare con gli animali e curarli. Un giorno, nel bosco compare una bambina nuda di cui nessuno conosce l’identità e il fragile equilibrio di quel mondo appartato si spezza. Chi è? Da dove viene? E quale verità si nasconde tra i silenzi della montagna e le storie della gente del posto? Come animali è un romanzo magnetico e polifonico in cui voci, sospetti e interrogatori si intrecciano nelle testimonianze degli abitanti e nelle canzoni di un misterioso coro, come in una tragedia greca. Violaine Bérot – che da vent’anni vive e scrive tra le montagne dei Pirenei – immagina un’altra vita possibile, e ci interroga sulla marginalità e la vulnerabilità di chi sceglie di esistere fuori dalla norma, in una società che teme il diverso e l’ignoto.

Autrice: Aline Bei
Casa Editrice: La Nuova Frontiera
Pagine: 288
Prezzo: 19,00€

In una modesta casa dal cancello arancione, convivono nonna e nipote. Laura è alle prese con il difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza, mentre Margarida, chiromante in un mercato d’antiquariato, dedica ogni sua energia alla nipote, unico filo che ancora la lega a Glória, la figlia di cui non ha più notizie. L’arrivo improvviso di Filipa, la madre di Margarida, incrina il loro fragile equilibrio: con le sue valigie e le sue amarezze, occupa spazi e pretende attenzioni, costringendole a ripensare al proprio posto nella famiglia. Laura dovrà affrontare la gelosia e la solitudine, e sua nonna il peso di un nuovo carico di cura, mentre lentamente affiora un segreto che ci lascia increduli e sconvolti. Con uno sguardo poetico e implacabile, Aline Bei racconta i corpi che cambiano, i desideri taciuti, le ferite che si ereditano. Un romanzo intimo e universale che illumina, con rara delicatezza, l’inesauribile potere dei legami femminili.

Autrice: Marta Serrano Jiménez
Editore: La Nuova Frontiera
Pagine: 256
Prezzo: 18,00€

Che cos’è una coppia? Un territorio incerto, una costruzione fragile, un tentativo di colmare le distanze e di cercare sé stessi nell’altro. Marcelo ed Eloísa ancora non lo sanno, ma sono destinati a lasciarsi. Claudia e Fran sono convinti che questa volta sarà diverso. Nerea crede di non essere innamorata del suo professore e Luis di essersi innamorato della sua alunna. Eva non sopporta di dover condividere Pedro con la piccola Rita a settimane alterne. Guille non riesce a capire se Carmen gli piace o se invece la odia. I racconti di Questa volta sarà diverso esplorano l’amore e il desiderio, le attese, le promesse e il disincanto, seguendo amori che iniziano, finiscono, si logorano o si illudono di essere unici. Con eleganza e sensibilità, Marta Jiménez Serrano disegna una mappa dell’intimità che attraversa la grande città e i suoi spazi affollati di solitudini, componendo un ritratto corale delle relazioni contemporanee. Una geografia emotiva fatta di dettagli, ironia, slanci e fratture, che restituisce con grazia e intelligenza la complessità della vita a due.

Autore: Emiliano Monge
Editore: La Nuova Frontiera
Pagine: 448
Prezzo: 22,00€

Questa è la storia di una donna che sfida la sua epoca e il suo mondo, ma è anche il racconto di quell’epoca e di quel mondo, dalla seconda metà del Novecento ai primi decenni del secolo attuale.
Il figlio della protagonista ricostruisce la vita di sua madre, segnata dall’invisibilità e dalla ribellione, dalla fragilità e dalla forza ostinata con cui ha affrontato il dolore, la malattia e la violenza. Un’esistenza attraversata da tempeste e risalite, in cui la cura di sé e degli altri diventa atto di resistenza. La sua vicenda si intreccia con alcuni eventi cruciali della storia contemporanea: dalla rivoluzione della pillola anticoncezionale ai progressi della psichiatria, dalla corsa allo Spazio alla ricerca sull’antimateria, dall’invenzione della fotocamera istantanea al Protocollo di Kyoto.
In Un attimo prima della fine Emiliano Monge riesce in un’impresa straordinaria: scrivere un libro che è insieme un ritratto e un affresco. Il ritratto intimo di una madre e un incredibile affresco dell’universo in cui viviamo.

Autore: Jorge Baron Biza
Editore: La Nuova Frontiera
Pagine: 256
Prezzo: 18,50€

Arón Gageac, autore di romanzi scandalosi e figura controversa della politica argentina, ed Eligia Presotto, influente pedagoga e acerrima nemica di Eva Perón, hanno una relazione tormentata, segnata da rotture e riconciliazioni che culminano in un atto tragico e devastante: mentre stanno per firmare i documenti che sanciranno il divorzio, Arón lancia contro Eligia un bicchiere pieno di vetriolo, sfregiandola, sotto gli occhi del figlio Mario, spettatore impotente di un orrore che segnerà per sempre la sua vita.
Dall’Argentina all’Italia, madre e figlio intraprendono un doloroso viaggio tra cliniche e ospedali, inseguendo una ricostruzione che è tanto fisica quanto emotiva. Eligia combatte per riprendersi il volto e la dignità, mentre Mario si smarrisce nel mistero di un padre enigmatico e violento e nei bassifondi della Milano del boom economico, per dare un senso a un’eredità di amore e distruzione.
Questa è la storia vera di Jorge Baron Biza e della sua famiglia.

Autrice: Jane Smiley
Editore: La Nuova Frontiera
Pagine: 448
Prezzo: 22,00€

Ci siamo mai chiestə se Euridice volesse che Orfeo la riportasse in superficie? O come Penelope si sia vissuta quell’attesa decennale? E se la bisbetica da domare fosse davvero così bisbetica?

Fino a pochi anni fa, le storie venivano scritte principalmente dagli uomini, e le donne di queste storie appartenevano a due categorie: o erano malvagie, o erano delle angeliche creature indifese e bisognose di essere salvate.

Così, anche nel Re Lear di Shakespeare tutto muove a partire dall’avidità e dalla meschinità delle due figlie maggiori, che tradiscono il padre dopo aver ricevuto parte del regno a cui lui aveva abdicato.
Ma se non fosse andata proprio così? Che padre era Re Lear? E se le figlie non l’avessero voluto, in realtà, quel regno?

È questa la premessa che ha portato Jane Smiley a scrivere Erediterai la terra, un grandissimo romanzo nordamericano, vincitore del Booker Prize nel 1991 e portato ora in Italia da La Nuova Frontiera con la traduzione di Raffaella Vitangeli.

Con tutta l’epicità delle migliori saghe familiari, l’autrice immagina una realtà simile a quella della grande tragedia shakespeariana, ma ambientata tra le fattorie dell’Iowa negli anni ‘70.
Ginny e Rose, che hanno dedicato la vita ai campi e ai desideri del padre, si trovano improvvisamente proprietarie degli acri che appartengono alla famiglia da generazioni, costrette a gestirne il futuro a prescindere dalle loro ambizioni, condannate dalla presenza di un padre-padrone che comincia a manifestare segni di instabilità e schiacciate da una comunità intrisa di cultura patriarcale.

Jane Smiley ci trascina nelle radici più profonde dell’animo umano insegnandoci una grande lezione di vita: quella che ci invita a contestualizzare e considerare gli altri punti di vista possibili.
Con l’avanzare delle pagine la storia si fa sempre più complessa e inaspettata, risucchiandoci nel vortice di dinamiche familiari tossiche ma riconoscibili, in un’epopea tragicamente umana che ci lascia con questo grande, enorme quesito esistenziale:
come dobbiamo giudicare chi ci ha feriti e non ha mostrato né rimorso né comprensione?

Erediterai la terra è ora in libreria, pronto a straziarvi e farvi arrabbiare.

Autor*: Alejandra Kamiya
Editore: La Nuova Frontiera
Pagine: 128
Prezzo: 16,90€

In un’atmosfera di quiete apparente, una donna convive pacificamente con una scimmia, finché cala la notte e i confini tra la realtà e l’immaginazione si dissolvono, rivelando un pericolo in agguato. Una dogsitter porta a spasso un gruppo di cani e loro, mentre passeggiano, filosofeggiano intorno alla routine, la memoria e la morte. Partendo da una comune sensazione di tristezza, due musicisti raggiungono un’armonia perfetta, come se il destino ineluttabile di un pianoforte e di un violino fosse inscritto in quell’unione unica. Di fronte alla possibilità di adottare un nuovo cucciolo, una donna esita, si sente vecchia, ma ricorda in una sorta di catalogo affettivo tutti i cani che l’hanno accompagnata nel corso della vita. Forse un nuovo inizio è ancora possibile.

Alejandra Kamiya ci regala una raccolta di racconti che esplora il legame tra l’uomo e l’animale, tra il quotidiano e l’onirico, tra ciò che viene detto e ciò che viene solo suggerito. Ed è proprio in questi interstizi che la sua forza narrativa esplode, non in modo smaccato, ma con il sicuro pudore di una goccia d’acqua che attraversa ogni superficie.

Autrice: Sara Mesa
Editore: La Nuova Frontiera
Pagine: 224
Prezzo: 17,50€

Famiglia.
Una tra le parole più potenti e controverse che conosca per la quantità di significati, concetti, sensazioni in grado di evocare.

Famiglia.
Quella di sangue, quella che crei, quella che scegli, quella che ti sceglie, quella che cambi, quella che ti respinge, quella che ti accoglie, quella che vorresti.

La famiglia, nella sua immagine ideale, è un insieme di persone unite da un legame di parentela o affettivo che si amano, rispettano, sostengono a vicenda. È simbolo di casa, rifugio, sicurezza. È il luogo del ritorno.
Data questa rappresentazione agognata e astratta, come si può pensare che una semplice condivisione di patrimonio genetico possa garantire tutto questo? La famiglia, infatti, nella sua accezione più concreta e immediata di nucleo familiare in cui nasciamo, è anche fucina di traumi, malesseri, dinamiche tossiche e malsane – un saluto affettuoso a tutte le psicologhe che ci stanno leggendo – proprio a causa di questa contraddizione, per la quale ci viene insegnato che l’amore e l’accettazione di cui sopra dovrebbero essere innati, dovuti.

La famiglia è anche il nuovo romanzo di Sara Mesa, e di famiglia in questo libro c’è così poco e al contempo così tanto che scoprirlo può fare paura.
Per Damiàn la famiglia è il Progetto, il fine ultimo che trascende le persone perché mira al progresso sociale. E per fondare una famiglia serve che nasca un figlio. Con più figli, più legami di sangue, più famiglia.
Quello che Damiàn non considera, ma che Sara Mesa sa bene, è che la famiglia è composta da individui, e il sangue non può nulla contro le nostre debolezze, fragilità, diversità che ci rendono unici e, molto banalmente, umani.

È infatti di individui splendidamente delineati che si compone questo libro, montato su una struttura narrativa che ci svela i dettagli come stanze di una casa che vediamo evolvere nel tempo, scoprendo a ogni capitolo nuove scale, che conducono a soffitte sempre più alte o cantine sempre più buie di cui nemmeno sospettavamo l’esistenza, mentre quella che cerchiamo è solo la porta d’uscita, da chiuderci alle spalle velocemente tirando un sospiro di sollievo e libertà.
Tanto le chiavi di casa ci scorrono nelle vene.

Autrice: Jane Sautière
Editore: La Nuova Frontiera
Pagine: 128
Prezzo: 16,90€

Corpi mobili è un memoir dalla straordinaria forza evocativa in cui Jane Sautière racconta della sua adolescenza a Phnom Penh, dove ha vissuto insieme alla sua famiglia, dal luglio del 1967 al luglio del 1970. I corpi mobili a cui si riferisce il titolo sono una sorta di ombre, di forme fugaci, di piccoli detriti che si muovono sulla retina e che si fanno potente metafora dei ricordi e delle persone che hanno fatto parte della vita dell’autrice: i genitori, i fratelli morti prima della sua nascita, i primi amori, ma anche le sensazioni provate in quegli anni, il sapore dei frutti esotici, il caldo, i colori saturi della città, la fauna e le piante locali.

Come nelle opere di Annie Ernaux, anche in Sautière la storia personale incontra quella collettiva e la riflessione si fa a un tempo individuale e universale, lirica e pulsante di vita.

Autrice: Guadalupe Nettel
Editore: La nuove frontiera
Pagine: 160
Prezzo: 16,90€

All’improvviso, quando meno se lo aspettano, i protagonisti di questo libro si ritrovano scacciati dalle loro vite. A volte è per ragioni di cuore, altre di lavoro o familiari, spesso semplicemente per caso: la realtà viene drasticamente sovvertita e sono costretti ad adattarsi a circostanze inaspettate, a navigare senza bussola in acque sconosciute. Una ragazza incontra in ospedale un parente misteriosamente bandito dalla famiglia; un attore, in piena crisi professionale, si insinua nella vita di un rinomato collega; una donna vive in un mondo in agonia, dove l’unica consolazione è rifugiarsi nel sonno; un uomo crede di scoprire la soluzione al suo logoro matrimonio in una stradina solitaria. Anche la famiglia, con le sue logiche spesso sfuggenti, i suoi piccoli e grandi tradimenti, i suoi segreti e le aspettative è una costante di questi otto racconti. Come pure il mondo animale e il mondo vegetale che, in un continuo dialogo, fanno da contraltare a quello degli umani.

Con la precisione e l’estro di un funambolo, Nettel si muove tra reale e fantastico, riuscendo ancora una volta a rivelare la natura strana e inquietante della realtà che ci circonda.

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