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Il secondo libro di quest’anno doveva essere un saggio, e il più votato era stato L’ordine nascosto. La vita segreta dei funghi di Merlin Sheldrake (ed. Marsilio).
Che dire, follettini e follettine (più che mai appropriato, visto che si parla di funghi)?
Ha messo la maggior parte di noi a dura prova, ma ha messo anche quasi tuttə d’accordo.

A dura prova perché in pochə sono riusciti a portarlo a termine, una delle libraie ha capitolato mestamente a pagina 76, perché pur essendo molto romanzato, narrativo, a tratti quasi poetico, resta comunque un saggio scientifico, che per essere letto -e non sorvolato- richiede attenzione e concentrazione. Ammettiamolo senza remore: non sempre viviamo periodi che ce la concedono.

Quasi tuttə d’accordo perché chi non lo ha finito ne ha comunque riconosciuto la bellezza e il valore, mentre le sei-sette persone che lo hanno concluso vittoriose si sono lasciate meravigliare, hanno aperto gli occhi e scoperto nuovi mondi, cambiato il proprio punto di vista, riflettuto sul concetto di antropocentrismo, pur nella difficoltà di affrontare l’intricato universo di ife, gangli e licheni. Come ha detto qualcunə: alla fine è valso lo sforzo di annoiarsi.

Quasi tuttə, perché c’è anche chi è arrivato all’ultima pagina e ha continuato a pensare che dei funghi, tutto sommato, non gliene può fregar di meno, e ci ha implorato di non scegliere mai più libri del genere (ciao Elisa).

Nell’insieme, però, potremmo definirlo l’incontro più pacifico di sempre: quiete e condivisione nel nome dei funghi!

Voltando DECISAMENTE pagina, da oggi ci dedicheremo a Kent Haruf e a Le nostre anime di notte per il mese di letteratura nordamericana.
Non prima, però, di rivelarvi il noir che leggeremo a seguire: un genere che vede pochə ma decisə appassionati, che tingerà di giallo le nostre feste di Natale, il cui vincitore ha staccato tutti gli altri di almeno 10 voti, salendo sul podio a petto in fuori.
Senza rulli di tamburi, il giallo più votato, che leggeremo a partire dal 18 dicembre e di cui parleremo insieme lunedì 15 gennaio, è Casino totale di Jean-Claude Izzo, il celeberrimo libro che inaugura la trilogia di Fabio Montale.

Nonostante la vittoria schiacciante, questo è il signor elenco di tutti gli altri meritevolissimi contendenti:

  • Almost blue, Carlo Lucarelli (Einaudi)
  • Il paradiso degli orchi, Daniel Pennac (Feltrinelli)
  • La donna che scriveva haiku, Seichō Matsumoto (Mondadori)
  • La belva nell’ombra, Ranpo Edogawa (Marsilio)
  • Lettera al mio giudice, George Simenon (Adelphi)
  • Il dono, Paola Barbato (Piemme)
  • Le schegge, Bret Easton Ellis (Einaudi)
  • Il grande sonno, Raymond Chandler (Adelphi)
  • Dieci piccoli indiani, Agatha Christie (Mondadori)
  • Grottesco, Patrick McGrath (Adelphi)
  • La serie infernale, Agatha Christie (Mondadori)
  • La gatta ha visto tutto, Dolores Hitchens (Sellerio)
  • L’uomo dei cerchi azzurri, Fred Vargas (Einaudi)

Appuntamento al prossimo incontro, lunedì 18 dicembre.

Martedì mattina, il terzo martedì del mese.
Vuol dire solo una cosa, che ieri c’è stato l’incontro del nostro gruppo di lettura e noi viaggiamo ancora altissime, perché il senso di pienezza, bellezza e gratitudine che ci dà trovarci in così tant* ogni volta per confrontarci, condividere, discutere, ridere, scegliere, votare, consigliarci, ascoltarci, mica ve lo sappiamo spiegare bene.

Ieri abbiamo parlato del Castello dei destini incrociati di Italo Calvino, il libro che ha diviso maggiormente le libraie, che si sono fatte così portavoce estrema di due opinioni contrastanti:
una lo ha trovato respingente, inconcludente, a tratti fastidioso, lamentando il poco interesse dell’autore verso la maggior parte dei lettor*, che si sono ritrovati impossibilitat* a seguirlo o ad accettare un patto narrativo che non ha previsto stretta di mano alcuna. Un gioco letterario (e non un esercizio di stile, come è stato giustamente fatto notare da chi ne sa) rimasto in superficie e atto solo a soddisfare l’ossessione di Calvino stesso (senza per altro riuscirci, a detta dell’autore e manco nostra).
L’altra libraia, di contro, è riuscita addirittura a commuoversi in alcuni capitoli, ritrovando citazioni di una letteratura rinascimentale molto amata, che ha aggiunto livelli di complessità e simbologie nuove ad alcune storie già note. È stata molto apprezzata l’ambientazione e la capacità di Calvino di svelare, tramite l’iconografia dei tarocchi, gli archetipi che sottostanno a molte grandi opere letterarie, dimostrando quindi davvero l’intrecciarsi di vite e destini, letterari e non.

Per concludere in diplomazia: sicuramente non il libro migliore di Calvino, forse apprezzabile maggiormente da chi ha studiato letteratura e riesce a cogliere anche i riferimenti più velati, capace di riscattarsi all’unanimità nel capitolo “Anch’io dico la mia”, che ha messo d’accordo tutt* per la sua indiscutibile bellezza, rivelando il Calvino che tanto amiamo e che, quindi, resterà comunque nostro amico. Senza rancore.

Finiti gli scontri e deposta l’ascia, felici della democrazia degli ornitorinchi che ci consente di esprimere opinioni diverse senza censura, abbiamo proposto a turno un titolo di letteratura nordamericana per decretare il libro che leggeremo a partire dal 20 novembre.
Molti grandi nomi, alcuni meno noti, inaspettatamente tanti libri di racconti, ma, alla fine, il vincitore è risultato Kent Haruf con Le nostre anime di notte, battendo per soli due voti un’agguerrita Shirley Jackson con La meridiana.

Questa la lista completa dei concorrenti in gara:

  • Un amore senza fine, Scott Spencer (Adelphi)
  • Quello che ho amato, Siri Hustvedt (Einaudi)
  • Trash, Dorothy Allison (minimum fax)
  • Trilogia di New York, Paul Auster (Einaudi)
  • Le nostre anime di notte, Kent Haruf (NN Editore)
  • North American Lake Monsters, Nathan Ballingrud (Edizioni Hypnos)
  • L’impostore, Zadie Smith (Mondadori)
  • La meridiana, Shirley Jackson (Adelphi)
  • La strada, Cormac McCarthy (Einaudi)
  • Il delta di Venere, Anais Nin (Bompiani)
  • Un brav’uomo è difficile da trovare, Flannery O’Connor (minimum fax)
  • Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood (Ponte alle Grazie)
  • Alce nero parla, John G. Neihardt (Adelphi)
  • Il cielo è dei violenti, Flannery O’Connor (minimum fax)
  • Cani selvaggi, Helen Humphreys (Playground)

E ora, vai di funghetti con L’ordine nascosto di Merlin Sheldrake, il saggio di cui parleremo insieme al prossimo incontro.
Ci si vede lunedì 20 novembre amicie.

Autore: Merlin Sheldrake
Editore: Marsilio
Pagine: 384
Prezzo: 12,00€

«I funghi sono ovunque, ma è facile non notarli. Sono dentro e fuori di noi. Anche mentre leggete questo libro, stanno modificando il flusso della vita, come fanno da milioni di anni».

Mescolando capacità narrativa e rigore investigativo, Merlin Sheldrake ci accompagna in un viaggio alla scoperta degli organismi più misteriosi del pianeta e ci aiuta a comprendere appieno la meraviglia e l’importanza degli ecosistemi naturali di cui facciamo parte.

Combinando storia della scienza e nature writing, il biologo ci guida tra gli sciamani dell’Amazzonia, i cercatori di tartufi in Piemonte e gli esponenti della controcultura e della psichedelica come Timothy Leary, spaziando dai cibi fermentati alle reti sotterranee attraverso cui gli alberi si scambiano informazioni fino alla capacità dei funghi di digerire plastica e pesticidi. Sono solo alcuni dei tasselli di un percorso affascinante che solleva domande fondamentali su cosa siano la vita, l’intelligenza e l’identità, e che ci spinge a cambiare punto di vista e osservare il mondo abbandonando uno sguardo antropocentrico.

Sheldrake tratteggia un grandioso affresco di un regno della natura maestoso ma quasi invisibile, capace di mettere in discussione le nostre certezze e condurci sulle strade dell’immaginazione verso la progettazione di un futuro sostenibile grazie a tecnologie prima impensabili.

Se vuoi sapere cosa ne ha pensato il nostro gruppo di lettura, clicca qui

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