Tag Archivio per: nottetempo

Autrice: Anna Toscano
Casa editrice: Nottetempo
Pagine: 144
Prezzo: 17,00€

L’adolescenza di Giulia è divisa tra il silenzio assordante della sua casa veneziana e il fiume di vita del mondo esterno. Il padre medico, rigido e tutto preso da un suo ideale di scienza, tenta di controllare ossessivamente ogni “anomalia” della casa e della moglie. La madre, invece, è un’esteta che lotta contro l’oscurità con velluti, colori e rossetto rosso, ma spesso si ritira sconfitta nella penombra della sua stanza. Crescendo in questo ambiente repressivo, dove le parole mancano e il dolore viene celato, Giulia trova un senso di liberazione nell’incanto rivelatore dell’arte – imparando a “guardare” dai maestri del Cinquecento – e nella vicinanza inattesa della sua compagna di pallavolo, Nica. Decide così di studiare Storia dell’arte, e parte per Londra: una ribellione contro la tradizione imposta dal padre, che la vorrebbe a Medicina, e una fuga verso l’autonomia. Ma un estremo atto di volontà della madre rompe per sempre l’ingannevole quiete della famiglia, costringendo Giulia al ritorno mentre il padre registra un dolente monologo come ultima, impossibile difesa. Un coro a tre voci che oscilla tra nostalgia e gioia, rimpianto e rivolta. Anna Toscano indaga le dinamiche famigliari con uno sguardo intrepido e compassionevole e una scrittura di calda eleganza.

Autore: David Abram
Casa Editrice: Nottetempo
Pagine: 468
Prezzo: 24,00€

Per migliaia di generazioni, gli esseri umani si sono sentiti e concepiti come parte della più larga comunità naturale, in relazione attiva non solo con la propria specie, ma con tutto il vivente: animali, piante e ciò che il pensiero occidentale avrebbe poi definito “inanimato” – venti, montagne, foreste, acque, fenomeni atmosferici. Come siamo arrivati a recidere quest’antico vincolo di reciprocità con l’universo naturale? E in che modo possiamo recuperare una correlazione vitale con il pianeta? David Abram attinge alla filosofia fenomenologica, all’animismo, alle storie orali delle popolazioni indigene nordamericane, alla tradizione ebraica e all’antichità occidentale precedente l’avvento della scrittura alfabetica per perlustrare la connessione fondativa di percezione, linguaggio e cognizione umana con il “mondo più-che-umano” (espressione che ha avuto una grande fortuna tra gli studiosi e gli attivisti ambientali) del quale la nostra specie fa parte: vale a dire, “la biosfera così come viene percepita e vissuta dall’interno dell’intelligenza corporea dal vigile animale umano, che è parte integrante del mondo di cui fa esperienza”. Ritrovare il “sensibile” nel rapporto poroso con l’ambiente animato significa dunque riscoprire l’incanto di un mondo “avvolgente”, da cui continuiamo a dipendere. In un libro che coniuga una scrittura affascinante alla passione, al rigore scientifico e all’audacia intellettuale, troviamo una riflessione illuminante per tornare a meravigliarci in un mondo più-che-umano.

 

Autorɜ: Barbara Bernardini, Maria Claudia Ferrari Bellisario
Casa editrice: Nottetempo
Pagine: 216
Prezzo: 17,90€

La luna, col suo “silenzioso mistero, la sua luce riflessa e seducente, i suoi tempi lenti, ciclici, femminili”, è una presenza potente e schiva, un astro regolatore che scandisce l’esistenza terrestre. Da questo ritmo ancestrale nasce il Lunario di Braccia Rubate, che ci invita a immaginare e costruire un rapporto diverso col tempo. È una guida delicata che affonda le radici nella saggezza popolare degli almanacchi e accompagna chi legge per tutto l’anno attraverso tredici mesi lunari. All’interno di ogni mese, le fasi del satellite – e le loro caratteristiche: la forza propulsiva della luna nuova e quella di accrescimento del primo quarto, la riflessione e il rallentamento a cui portano la luna piena e poi l’ultimo quarto – si arricchiscono ed espandono in rubriche curiose, splendide illustrazioni, percorsi di lettura, esercizi di immaginazione, ricette, consigli pratici di orticoltura e giardinaggio e, per ogni luna piena, una meditazione dello yoga kundalini. Il Lunario invita dunque ogni lettrice e ogni lettore a trovare nelle sue pagine il proprio percorso. Si muove sul filo fra qualcosa che non si prenda troppo sul serio, ma che anzi sia fieramente giocoso, e qualcosa che ci tocchi nel profondo e ci porti a recuperare una dimensione notturna, ma anche casalinga, di attenzione e cura. Una dimensione che dalla luna prenda l’immaginazione e il sogno.

Autrice: Amanda Leduc
Casa editrice: Nottetempo
Pagine: 264
Prezzo: 17,50€

Dai Fratelli Grimm a Perrault, da Andersen a Disney, le fiabe plasmano il nostro sguardo sul mondo, e ci insegnano che la felicità è riservata ai corpi perfetti. Ma cosa succede quando ti ritrovi a identificarti più con la Bestia che con la Bella? Se ogni personaggio disabile è deriso o punito, come può sperare in un “e vissero felici e contenti”? Amanda Leduc, ripercorrendo la sua esperienza di bambina, ragazza e poi donna con paralisi cerebrale, indaga con occhio critico queste narrazioni fondative della nostra cultura e i loro archetipi. Deforme mostra come bellezza e abilità fisica siano da sempre sinonimo di virtù, mentre i corpi non conformi – il gobbo di Notre Dame, i sette nani, le sorellastre di Cenerentola– vengono emarginati e sono meritevoli al massimo di una redenzione incompleta. Anche nell’universo Marvel, dove eroi come Hulk, Daredevil e Iron Man partono da una condizione di vulnerabilità per trasformarsi in qualcosa di “superiore”, si perpetua ancora oggi l’idea che la felicità e l’accettazione sociale siano possibili solo attraverso una metamorfosi che cancella o oltrepassa l’imperfezione originaria. Ma è arrivato il tempo di fare spazio anche a nuove narrazioni. Deforme è un appassionato manifesto che lega la lotta per i diritti delle persone disabili all’apprezzamento del patrimonio storico della fiaba. E all’immaginazione di nuove storie che spezzino la consuetudine, non nascondendo la differenza e mostrando, finalmente, la magia che abita ogni corpo.

Autrice: Aimee Nezhukumatathil
Editore: nottetempo
Pagine: 264
Prezzo: 19,90€

Il cibo è nutrimento: non solo fisico, ma anche emotivo, spirituale. Grazie al cibo possiamo riflettere sulla nostra storia personale, sulle connessioni che intercorrono tra noi e i nostri familiari, i nostri amici, e riscoprire le meraviglie del mondo naturale – che Aimee Nezhukumatathil conosce così bene. Dopo il successo di Un mondo di meraviglie, la poetessa volge il suo sguardo a una vasta gamma di cibi, da frutti esotici come il rambutan e il mango a piatti tradizionali come il lumpia e il risotto, fino ad arrivare a ingredienti semplici presenti in qualunque dispensa, quali la cipolla e il burro. Ciascuno è un portale per esplorare temi più ampi: il passato doloroso che ha segnato il viaggio attraverso il mondo di prodotti bramati dall’Occidente, e il presente in un’America che ama sempre meno i suoi cittadini di pelle scura – i mischia-mischia, come si autodefinisce Nezhukumatathil paragonandosi al prelibato dessert tropicale halo-halo. Morso dopo morso è un ricco diorama sul mondo del cibo e della natura, un invito alla lentezza e all’apprezzamento dei piccoli piaceri della vita, perché “la cucina è un fatto di reazioni chimiche, una trasformazione da crudo a cotto, da ingrediente a piatto. È la trasformazione stessa, e non solo il prodotto finale, a recare bellezza. Dal seme alla pianta, dal bocciolo al frutto, da bambino a adulto”.

Autrice: Margaret Atwood
Editore: Nottetempo
Pagine: 160
Prezzo: 11,90€

Quella che leggiamo in Esercizi di potere si mostra come un’indagine dell’intelligenza, ma è poesia fatta di una meticolosa crudeltà dello sguardo, di un sentire svincolato dal tempo che mette in rassegna infiniti istanti di interiorità e li affonda nella storia, tutta la storia umana condensata nell’incontro – nello scontro – tra uomo e donna. Ne emana un paesaggio intimo e lunare, una voce cosí forte, cosí onesta, da restare incantata dall’alterità, fino a difenderla, resistendo alla tentazione di una sintesi. è forse a questo potere che allude il titolo.

Autrice: Anna Pazos
Editore: Nottetempo
Pagine: 252
Prezzo: 16,90€

Un impulso, un nervo indomabile e capriccioso, porta Anna Pazos lontano dalla sua Barcellona, in Grecia, Israele, Turchia e Stati Uniti. La conduce lontano, in mare aperto, a bordo di una barca a vela con un equipaggio improvvisato e un amore sfuggente. La trascina tra esperienze e relazioni che spesso le lasciano l’amaro in bocca – ma, ogni volta, anche il desiderio di andare oltre, di non fermarsi. E infine la spinge a rileggere il passato della propria famiglia e a fare i conti con il peso delle radici. Tagliare il nervo è la storia di una giovane donna alla ricerca del proprio posto nel mondo. È un racconto intriso delle ansie, delle gioie, delle illusioni e delle contraddizioni di una gioventù che volge al termine. Un’autobiografia irrequieta, spregiudicata e tagliente in cui la ricerca di sé e la presa di coscienza politica sono tutt’uno. Anna Pazos si racconta con uno sguardo crudo e onesto, che va al fondo delle cose rifiutando gli alibi e le facili vie d’uscita, e con la consapevolezza provocatoria di chi non ha paura della vita. Così, senza volerlo, nell’unico modo in cui forse lo si può fare, partendo da se stessa arriva a comporre uno stupendo ritratto generazionale.

Autrice: Melissa Febos
Editore: nottetempo
Pagine: 180
Prezzo: 16,50€

Questa mia carne. Scrivere di sé come atto radicale è un testo per chi scrive, per chi vorrebbe farlo, e pure per chi non ci pensa nemmeno.

Melissa Febos, in questo libro che è un po’ saggio, un po’ memoir, un po’ – mi permetto – compendio di consigli di vita, cita un esercizio che sottopone allə partecipanti dei suoi workshop di scrittura creativa: scrivere la storia della propria vita sessuale in cinque frasi. Terminato il compito, dice loro di cancellare tutto e ripetere l’esercizio da capo, senza ripetere nessuna delle cinque frasi precedenti.
Continua con questa richiesta di riscrittura altre tre, quattro, dieci volte, quasi allo sfinimento.
Dico “quasi” perché, nel fare un esercizio all’apparenza così estenuante per la nostra creatività, a un certo punto accade qualcosa: smettiamo di girare intorno e varchiamo una soglia della cui esistenza non eravamo neppure coscienti, raggiungiamo nuovi livelli di profondità e sincerità, siamo improvvisamente disposti a spalancare finestre che non avremmo mai aperto prima.
La domanda sta solo in quanto siamo disponibili a scavare, scoprirci, spogliarci, mostrarci a noi stessi.

Che scrivere possa essere un atto magicamente terapeutico non l’ha certo inventato l’autrice, è cosa nota dall’alba dei sumeri.
Leggere le riflessioni contenute in Questa mia carne ci aiuta però a ricordarlo, a interrogarci, a individuare il superfluo, a distinguere l’indispensabile.
Se siamo bravə, potremmo imparare a farlo non solo nella scrittura, ma anche nella vita.

“Quanto può essere difficile discernere il non detto dall’indicibile.”

Autrice: Diletta Bellotti
Editore: Nottetempo
Pagine: 132
Prezzo: 15,00€

C’è una persona avvolta nella bandiera italiana, in piazza, in una grande città. Ha in mano un pomodoro. I campi e le baraccopoli sono lontani, lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici della terra non si vede, e nemmeno la violenza dei caporali. Il cibo è quella cosa pulita che la grande distribuzione organizzata ci mette davanti. Cosa c’è di più genuino e made in Italy di un pomodoro? Ma quel frutto così familiare, raccolto da persone che molto spesso non hanno la cittadinanza italiana né un permesso di soggiorno né un contratto di lavoro regolare, non è sano come sembra: gronda sangue, che dalla bocca cola sul corpo e sulle mani di chi lo sta mangiando. A portare in piazza la protesta contro l’“invisibilizzazione” di coloro che coltivano quei pomodori in condizioni disumanizzanti è Diletta Bellotti, che ha creato, insieme ad altre persone che ne hanno condiviso l’urgenza, una campagna collettiva di informazione e sensibilizzazione chiamata “Pomodori rosso sangue”. L’impegno di Bellotti per un cibo e un mondo un po’ meno ingiusti è proseguito senza sosta, sul territorio, in rete e sui giornali, dal 2019 a oggi.

Questa testimonianza intensa e senza filtri, che è anche un diario di viaggio nell’azione politica, apre “le pieghe della globalizzazione” nascoste alla periferia del consumo e mostra il rovescio (il rimosso) della produttività capitalistica: i corpi usa e getta dei lavoratori migranti che abitano le baracche cercando di sopravvivere e di rivendicare faticosamente i propri diritti.

Autrice: Lidia Yuknavitch
Editore: nottetempo
Pagine: 384
Prezzo: 19,00€

Laisvė, una ragazzina nata alla fine del XXI secolo, fugge dalla sua terra su una barca. Nelle acque dell’oceano perde la madre, e appena arrivata nel nuovo paese viene separata dal fratello neonato e dal padre. Ma, oltre il qui e ora di un’epoca segnata dall’innalzamento del livello dei mari e dallo stato di polizia, Laisvė è una portatrice: si tuffa in acqua e viaggia nel tempo, trasportando oggetti, memorie, persone – e cambiando il corso degli eventi. Entra così in connessione con alcuni personaggi degli ultimi due secoli: Frédéric-Auguste Bartholdi, uno scultore francese; Aurora, una donna che sperimenta la libertà in ogni sua forma; un assassino minorenne che in un istituto di detenzione disegna bozzetti visionari; la figlia di un dittatore, alla ricerca di una catarsi che possa affrancarla dal peso delle sue origini; e una squadra di operai impegnati nella costruzione della Statua della Libertà.

Lidia Yuknavitch ha un’incredibile abilità nel catturare storie e figure ai margini: esseri umani vulnerabili divisi tra la durezza del quotidiano e il desiderio di trascendenza. L’impulso è un romanzo sorprendente sul corpo, lo spirito e la volontà di resistere all’oppressione. Come Laisvė, nuota tra memoria e utopia, attraverso il tempo e lo spazio, i corpi e gli ideali. Ha in sé “la forza dei sogni e dell’acqua”, è “la prova che l’immaginazione è un posto reale” e la libertà esiste nel flusso dell’universo.

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