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It’s time to fix things: la Stagione della Vergine
(23 agosto – 22 settembre)

“Hai lasciato il divano pieno di sabbia” mi ha scritto ieri mia sorella, che ha un Sole in Vergine grande come una casa. Mi sembrava la frase perfetta per dare il benvenuto alla Virgo Season. Insomma, dopo i bagordi del Ferragosto leonino, è arrivato il momento di ricentrarsi e mettere ordine, ridare un senso al quotidiano: catalogare, analizzare, sminuzzare, buttare ciò che non serve più, rinnovare. Un lavoro incessante ed estenuante nella testolina delle persone Vergine, che le rende spesso vittime del pregiudizio astrologico e le fa passare come pignole e precisine, quando invece riescono semplicemente a tramutare l’energia intellettuale del loro governatore Mercurio in azione, senza perdersi troppo in chiacchere come fanno a volte i Gemelli. Dunque, personcine operose e con raziocinio, che hanno bisogno di chiarezza e confini per non farsi venire un esaurimento nervoso dovuto dal troppo controllo e dalla loro passione per i dettagli.

Ma sono i dettagli che fanno una storia, no? E quanta meticolosità ci vuole per essere Agatha Christie e Stephen King?

Entrata nel Guinness dei primati come la scrittrice più letta di tutti i tempi, con più di due miliardi di copie vendute in tutto il mondo, al terzo posto nella classifica dei libri più pubblicati dietro solo alla Bibbia e alle opere di William Shakespeare, Agatha Christie non è solo la regina del giallo, ma anche la regina dei record.

Nata il 15 settembre 1890 a Torquay, nel Devon, Inghilterra, Agatha Mary Clarissa Miller inizia a scrivere grazie alla sorella maggiore, grande divoratrice delle storie di Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle, che per spronarla le dice che non sarebbe mai stata in grado di scrivere un romanzo poliziesco di quel calibro. Quando sembra che sua sorella stia per vincere la scommessa, scoppia la Prima guerra mondiale: il marito di Christie, Archibald Christie, viene inviato in Francia per combattere contro i tedeschi e lei presta servizio volontario in ospedale per assistere i soldati feriti. Tra di essi ci sono molti rifugiati belgi scappati in Gran Bretagna quando l’impero tedesco ha invaso il paese, così, quando nel 1916 decide di cimentarsi nella scrittura di un romanzo poliziesco, Agatha crea un personaggio al quale attribuisce origini belghe: Hercule Poirot, ex ufficiale di polizia, vanitoso e maniaco dell’ordine, uomo eccentrico dalla testa d’uovo e dai baffi impomatati che poi sarà protagonista di ben 33 romanzi e 54 racconti. Altro grande personaggio della sua fantasia è Miss Jane Marple, che a partire dal 1927 appare in 12 romanzi e 20 racconti.
Il lavoro di scrittrice decolla, ma sul versante privato le cose non vanno altrettanto bene: Archibald, infatti, ha da tempo un’amante e nel 1926 chiede il divorzio. La sera del 3 dicembre i due litigano, se ne vanno entrambi di casa e Agatha sparisce nel nulla. Ricompare 10 giorni dopo in un hotel dello Yorkshire dove si era registrata con il cognome dell’amante del marito. L’opinione pubblica si divide: c’è chi pensa che si sia trattato di un caso di amnesia, ma i più credono che sia solo una trovata pubblicitaria e c’è perfino chi suggerisce che potrebbe essere tutto un tentativo per incastrare il marito o l’amante del marito per omicidio. La verità è ancora oggi un mistero.

Nel 1928 Agatha e Archibald divorziano e Agatha parte per un lungo viaggio: arriva prima a Istanbul e da lì si dirige a Baghdad sull’Orient Express. Durante il viaggio nel 1930 Agata incontra un giovane archeologo, Max Mallowan, che diventerà poi suo compagno per la vita. Agata segue Max nelle sue spedizioni archeologiche e durante questi viaggi continua a scrivere romanzi e racconti trasportando spesso all’interno dei testi dettagli e ambientazioni dei luoghi in cui si trova. Dai viaggi con Max nasce Assassinio sull’Orient Express. Come racconterà lei stessa, le trame le vengono in mente nei momenti più impensati: mentre cammina, mentre fa acquisti o mentre lava i piatti, da brava Vergine quale è. A un certo punto, stanca di Poirot e Miss Marple, Agatha scrive due romanzi sipario che rappresentano gli ultimi due casi degli investigatori, poi archivia entrambi i manoscritti nel caveau di una banca, luogo da cui li tirerà fuori per pubblicarli solo più di trent’anni dopo, e si dà alla scrittura di pezzi teatrali.

Agatha Christie muore il 12 gennaio 1976 all’età di 85 anni: con grande modestia, in una delle ultime interviste aveva detto: “Ho solo cercato di intrattenere e di divertire la gente, non ho mai avuto ambizioni maggiori. Dieci anni dopo che sarò morta sono sicura che nessuno si ricorderà più di me”. È andata proprio così, Agatha.

Si dice che sul cartello stradale che vi dà il benvenuto nel Maine qualcuno abbia scritto sotto: “If you don’t like Stephen King, go away”. Credo sarebbe opportuno metterne uno anche all’entrata dell’Ornitorinco. Nato il 21 settembre 1947, Stephen King parla di come affrontare il male e di come esorcizzare le nostre peggiori paure in tutti i più di 80 libri pubblicati, di cui 40 trasformati in film e serie tv. Con 500 milioni di copie vendute è diventato lo scrittore più pagato al mondo e assieme ai suoi clown, vampiri, mostri e demoni combatte contro il pregiudizio secondo il quale alcuni generi letterari non siano letteratura, lui che è stato riconosciuto dalla critica come un “vero scrittore” quasi vent’anni dopo aver cominciato a pubblicare i libri.

Uno dei suoi capolavori nasce da una tragedia avvenuta durante l’infanzia: a quattro anni si ritrova a guardare un suo amico che gli muore davanti travolto da un treno mentre i due bambini giocano vicino a dei binari. Stephen torna a casa in stato confusionale e non ricorda nulla per un pezzo; qualche anno dopo la madre gli racconterà che avevano raccolto ciò che restava del suo amico in un cesto di vimini: da quei ricordi nascerà il racconto Il corpo, contenuto nell’antologia Stagioni diverse, che poi diventerà il film Stand by me – Ricordo di un’estate con River Phoenix.
La passione per Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft lo porteranno a scrivere già da adolescente, ma il successo arriverà solo nel 1973, con la pubblicazione di Carrie, storia di una ragazzina con un rapporto terribile con la madre che viene bullizzata a scuola e che a un certo punto fa una carneficina. Per King, che si era sposato qualche tempo prima con Tabitha Jane Spruce e aveva già due figli, il successo di Carrie significa tirare un sospiro di sollievo dal punto di vista finanziario, ma non spazza via le dipendenze dello scrittore. Misery, pubblicato nel 1987 poco prima dell’inizio del suo percorso di disintossicazione, è un libro sulla cocaina, che al tempo era la sua fan numero uno, come la protagonista Misery Chastain è la fan numero uno di Paul Sheldon, scrittore vittima di un brutto incidente stradale di cui si prende cura. L’idea per il romanzo gli viene grazie a un incubo avuto in aereo: una donna tiene prigioniero uno scrittore, lo uccide, lo scuoia, dà il suo corpo in pasto ai maiali e rilega il suo libro proprio con la sua pelle.

Il 19 giugno 1999 succede qualcosa che sembra essere la trama di uno dei suoi romanzi: King viene travolto da un furgone mentre sta passeggiando vicino casa. Sopravvive, e continua a scrivere, cosa che fa ancora oggi, ringraziando gli Dei dell’Olimpo.
Stephen King è l’uomo che ha determinato l’immaginario di almeno tre generazioni ed è stato anche il primo scrittore capace di raccontare in modo sistematico delle personagge che avessero personalità tridimensionali non funzionali al racconto di un eroe maschio. Le donne che King racconta sono abituate alla violenza, ma a un certo punto reagiscono, spesso anche inconsapevolmente, perché non hanno nessuna intenzione di rimanere dove sono. Sono donne spaventose perché sono soprattutto donne spaventate, come Dolores Claiborne che vomita la sua vita in un monologo di 260 pagine e che, accusata di un omicidio, se ne addossa in realtà un altro, quello del marito, e lo rivendica. Dolores è cresciuta a schiaffoni in famiglia e schiaffoni ritrova nella famiglia che si sceglie. A un certo punto succede qualcosa che la fa scoppiare e che le permetterà di riscattarsi dalla violenza attraverso la violenza stessa.

Tanto King ha amato la Dolores interpretata da Kathy Bates nel film di Taylor Hackford, tanto ha preso le distanze da Shining di Kubrick, definendolo un film freddo e misogino, completamente diverso dal suo romanzo, suggerendo anche non troppo tra le righe che Kubrick poco aveva capito di quanto da lui scritto. Poteva King non essere una Vergine?

Buona Virgo Season, e che il rinnovamento sia con voi.

Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 688
Prezzo: 21,90€

Charlie Reade è un diciassettenne come tanti, discreto a scuola, ottimo nel baseball e nel football. Ma si porta dentro un peso troppo grande per la sua età. Sua madre è morta in un incidente stradale quando lui aveva sette anni e suo padre, per il dolore, ha ceduto all’alcol. Da allora, Charlie ha dovuto imparare a badare a entrambi. Un giorno, si imbatte in un vecchio – Howard Bowditch – che vive recluso con il suo cane Radar in una grande casa in cima a una collina, nota nel vicinato come «la Casa di Psycho». C’è un capanno nel cortile sul retro, sempre chiuso a chiave, da cui provengono strani rumori. Charlie soccorre Howard dopo un infortunio, conquistandosi la sua fiducia, e si prende cura di Radar, che diventa il suo migliore amico. Finché, in punto di morte, il signor Bowditch lascia a Charlie una cassetta dove ha registrato una storia incredibile, un segreto che ha tenuto nascosto tutta la vita: dentro il capanno sul retro si cela la porta d’accesso a un altro mondo. Una realtà parallela dove Bene e Male combattono una battaglia da cui dipendono le sorti del nostro stesso mondo. Una lotta epica che finirà per vedere coinvolti Charlie e Radar, loro malgrado, nel ruolo di eroi.

Dal genio di Stephen King, una nuova avventura straordinaria e agghiacciante, una corsa a perdifiato nel territorio sconfinato della sua immaginazione.

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