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Autore: Franco “Bifo” Berardi
Editore: timeo
Pagine: 250
Prezzo: 18,00€

Gaza è solo l’ultima ferita nell’illusione che è stata l’umanità. Una ferita da cui ora trabocca l’orrore di un reale privo di senso, dinanzi al quale non sappiamo più nemmeno cosa provare. «I sentimenti», dichiara Bifo, «non sono più possibili». E forse non solo per l’individuo – forse il mondo interno è immobilizzato da un trauma che non riesce a elaborare. In una vertiginosa anamnesi delle atrocità della storia recente, Franco Berardi vuole metterci di fronte a un’ineluttabile evidenza: il silenzio della comunità internazionale di fronte al genocidio, la spietata polarizzazione del dialogo, in breve, l’impasse dell’Occidente non è solo politica, ma psichica, cognitiva.

Non è possibile capire, perché la storia rifugge la ragione – quanto accade oggi in Medio Oriente è una profonda, incontrollata reazione traumatica. L’ultimo anello di una «catena psicotica» che si inabissa nella nostra psiche collettiva fino a far svanire la relazione fra vittima e carnefice. Perché un trauma come l’Olocausto può riverberarsi per secoli, giacere latente e d’un tratto riaffiorare congelandoci in un’immobilità emotiva in cui tutto ciò che ci circonda è una minaccia. L’unica risposta diventa allora la ferocia incondizionata – la ferina scelta di rendere il mondo intero incapace di nuocere. E in questa cieca ferocia non esiste più futuro – una volta che si iniziano a vedere minacce ovunque, è impossibile fermarsi. La sopravvivenza, portata all’estremo, non può non sfociare nell’estinzione.

Allora come reagire? Come pensare dopo Gaza? La risposta, suggerisce Bifo, non la troveremo con la ragione. Dobbiamo invece scavare fra le macerie del trauma, per trovare, forse, la possibilità di un mondo capace di porre fine all’infinito ciclo della violenza.

Autrice: Adele Cortina
Editore: Timeo
Pagine: 240
Prezzo: 20,00€

E se molti dei conflitti sociali che di norma imputiamo a sentimenti razzisti o xenofobi celassero in realtà una matrice comune, che ha a che fare più con lo status economico che con l’etnia o nazionalità delle persone? Se fosse la povertà il catalizzatore che amplifica la naturale diffidenza per ciò che è diverso trasformandola in avversione, disprezzo, terrore?
I limiti del nostro pensiero coincidono con i limiti del nostro linguaggio, e dare un nome alle patologie sociali è il primo passo per iniziare a curarle. Finora non esisteva un termine per definire una realtà sociale ubiqua, permeata da atteggiamenti di paura, rifiuto e ostilità. Adele Cortina a questa realtà ha dato un nome, destinato ad acquistare sempre più peso nel dibattito sociopolitico: aporofobia, la paura dei poveri.

È stato un sentimento aporofobo a indirizzare le politiche pubbliche in un’ottica sempre più marginalizzante: in un mondo dominato dal mercato, anni di ordinanze antidegrado e architettura ostile hanno fatto di tutto per allontanare dal nostro sguardo i corpi che recano i segni tangibili del devastante effetto che le logiche capitaliste hanno sulla società.
Cortina scrive che «la storia consiste, almeno in una certa misura, nel dare un nome alle cose», ed è quello che si propone di fare con questo libro, fornendoci uno strumento per interpretare in modo più lucido le dinamiche quotidiane di esclusione e mettere a punto delle strategie per eliminarle.

E dopo la TOP 5 dei libri di narrativa che avete amato (o acquistato) di più, arriva la classifica dei cinque libri di saggistica più gettonati del 2023, quelli che avete scelto per ampliare la vostra visione sul mondo, per accrescere il vostro sapere, per diventare persone migliori. E già solo per questo, noi vi ringraziamo.

5️⃣ Regge la piramide al quinto gradino “Per una rivoluzione degli affetti” di Beatrice Vasallo (effequ), per scardinare il pensiero monogamo, debellare il terrore verso il poliamore e creare relazioni (sentimentali e non) finalmente libere da dinamiche di potere e dal concetto di possesso. Che sarebbe anche ora, che dite?

4️⃣ Poco più in alto, al quarto posto, troviamo il saggio che più che un saggio è una lunga poesia d’amore verso il mondo, gli altri, e verso noi stessi, da tenere sul comodino per leggerne un capitolo ogni mattina prima di cominciare la giornata: “Undrowned. Lezioni di femminismo nero dai mammiferi marini” di Alexis Pauline Gumbs (timeo)

3️⃣ In terza posizione comincia a scalare il podio “Sono un mostro che vi parla” (Fandango), la trascrizione della celebre conferenza di Paul B. Preciado che fece indignare molti degli psicoanalisti chiamati ad ascoltare, un invito a tenere conto della molteplicità dei viventi contro la transfobia che vorrebbe relegare tutto a disturbo mentale. Da imparare a memoria.

2️⃣ Medaglia d’argento per un altro testo fondamentale che parla di relazioni, ma soprattutto di amore: “Tutto sull’amore” di Bell Hooks (Il Saggiatore) insegna che amare significa costruire. Prendersi cura di sé, farsi del bene, edificare, progettare, immaginare e realizzare il domani che vorremmo. Per una nuova visione dell’amore, sana e libera.

1️⃣ Primissima, senza necessità di moviole, troviamo infine la ristampa più attesa degli ultimi decenni, il libro che veniva venduto all’usato a peso d’oro, tramandato come preziosa reliquia di generazione in generazione, un testo del 1970 che -purtroppo- non è ancora invecchiato ed è tuttora necessario: “Sputiamo su Hegel” di Carla Lonzi (La Tartaruga)

Leggiamo tutti più saggi.
Scopriremo un mondo molto più grande, e lo renderemo migliore.

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