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Autrice: Audrey Schulman
Editore: e/o
Pagine: 352
Prezzo: 18,00€

È il 1965 e Cora, una giovane donna sorda, acquista un biglietto di sola andata per St. Thomas, una delle Isole Vergini americane. Qui scopre l’esistenza di quattro delfini tenuti in cattività nell’ambito di una ricerca condotta dall’ossessivo dottor Blum. Avvertendo una forte connessione con i delfini, Cora si unisce al gruppo di scienziati e scopre il desiderio sempre più pressante di proteggere gli animali.

Notando il talento naturale di Cora per la comunicazione, il dottor Blum decide di servirsene per quello che diventerà uno degli esperimenti più affascinanti della scienza moderna: il tentativo di insegnare il linguaggio umano ai delfini creando una casa-acquario in cui la donna e gli animali possano vivere insieme.

Mentre l’esperimento segue il suo corso, Cora stringe un legame sempre più intenso e profondo con le creature, finché i suoi istinti non si scontrano con il mondo scientifico, dominato dalla presenza maschile. Quando un terribile scandalo minaccia di far naufragare il progetto, la battaglia di Cora per salvare i delfini si trasformerà in una lotta per salvare se stessa.

Basato sulle reali vicende del leggendario esperimento della “casa dei delfini” del 1965, un romanzo di grande fascino che coglie l’atmosfera degli esperimenti sociali degli anni ’60, nello stile unico, moderno e dal taglio femminista di Audrey Schulman, autrice pluripremiata.

Autrice: Lorenza Pieri
Editore: e/o
Pagine: 144
Prezzo: 16,00€

Siamo sulla Chesapeake Bay, costa atlantica degli Stati Uniti, in una zona in cui la terra deve fare da sempre i conti con l’acqua; l’Oceano di fronte e il più grande estuario nordamericano alle spalle. Dopo anni di fallimentari tentativi di salvare la villa di famiglia, sempre più minacciata dal progressivo innalzamento delle acque, colpita una stagione dopo l’altra da allagamenti e uragani, tre fratelli, Anna, Geoff e Bruno, riescono a venderla. Sono alle prese con l’ultimo trasloco in cui ognuno di loro deve riempire una e una sola scatola con gli oggetti che vuole salvare: un’occasione per fare i conti con il tempo, con l’infanzia, il distacco definitivo da un luogo amato e odiato, con il rapporto difficile con i fratelli e gli altri familiari, con le proprie responsabilità, l’ineluttabilità del caso, i sentimenti indomabili.

Con il pensiero di un futuro che sembra essere – per ognuno di loro in modo molto diverso – privo di certezze, come una casa le cui fondamenta sono allagate per sempre.

Autore: Fabio Bartolomei
Editore: E/O
Pagine: 112
Prezzo: 9,00€

 

Ho il sistema nervoso a coriandoli

In occasione di un bellissimo incontro tenutosi in libreria poco tempo fa, è venuto fuori un concetto che mi sta particolarmente a cuore: il nostro bisogno perenne di sentirci figli. È la prima cosa che siamo stati e quella che saremo sempre, figli di qualcuno. Anche quando bramiamo indipendenza, anche quando di figli ne abbiamo a nostra volta, anche quando sbuffiamo perché nostra madre ci chiama una volta di troppo.
Non è un controsenso.
Possiamo anche spazientirci per un commento non richiesto, un rimprovero per una casa in disordine, per una premura troppo invadente. Eppure, se quella telefonata di troppo non arriva, siamo i primi a sentirci trascurati, a richiederla, a cercare quelle attenzioni.

È l’unico amore che ci sentiamo di pretendere, incondizionatamente, che percepiamo come un diritto. Da nessun altro possiamo esigere che ci accetti o ci ami davvero così come siamo, o che lo faccia per sempre. Da nessuno, tranne che dai nostri genitori.

– Si potrebbero aprire discussioni lunghissime e interessantissime su quanto sia giusto o meno, o su tutti i traumi che derivano da quando tutto questo non avviene, quando quell’amore non è garantito né scontato, ma instagram impone 2185 caratteri a caption e questo è solo il profilo di una libreria –

Morti ma senza esagerare di Fabio Bartolomei parla (anche) di questo. Di questo, e dell’importanza di lasciare andare, pur cercando in noi le impronte di chi ci ha attraversati, modellandoci e trasformandoci. Perché quelle resteranno sempre.

Ah, e tutto questo in un centinaio di pagine soltanto, facendovi pure ridere.
Se non è poesia questa.

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Vera è una trentenne che, dopo aver dato l’estremo saluto ai genitori morti in un incidente stradale, li vede riapparire al mattino come se nulla fosse accaduto.

È la prima delle quattro storie che compongono la “Quadrilogia della famiglia”, e io non vedo l’ora di leggere le altre.

Autrice: Lillian Fishman
Editore: e/o
Pagine: 240
Prezzo: 17,00€

Da anni mi chiedevo cosa significasse il sesso per gli altri…

Eve ha una ragazza che la adora, un’indole impulsiva e il segreto timore di sprecare la sua breve gioventù stando con una sola persona. Perciò, una sera, condivide alcuni suoi nudi online. Ed è così che conosce Olivia e, tramite Olivia, il carismatico Nathan. Nonostante i campanelli d’allarme del suo istinto, ben presto Eve si ritrova in una relazione a tre, che la turba tanto quanto l’affascina.

Man mano che la tresca si sviluppa in una gelida e scintillante New York, Eve è costretta a fare i conti con le domande che più la ossessionano: che cosa portiamo nel sesso? Che cosa rivela di noi stessi e degli altri? E come possiamo conciliare ciò che vogliamo con ciò che pensiamo dovremmo volere? Nel modo in cui solo i grandi romanzi riescono a fare, Servirsi affonda i denti nelle innumerevoli contraddizioni che infarciscono le nostre idee di sesso e sessualità. Piccante e al tempo stesso intellettualmente stimolante, riuscito mix di sacro e profano, l’appassionante esordio di Lillian Fishman è audace e sfrontato, nonché una lettura imprescindibile ed estremamente piacevole.