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Autrice: Helen Humphreys
Editore: Playground
Pagine: 232
Prezzo: 18,00€

Nel 1845, il giovane Henry David Thoreau, poeta e naturalista, si costruisce una capanna in legno davanti al Lago Walden, vicino alla sua città natale, Concord, nel Massachussets. Ha deciso di vivere per un lungo periodo (saranno due anni e due mesi) in mezzo alla natura, nutrendosi di quel che coltiva, e limitando al minimo i contatti con gli altri esseri umani, compresa la propria famiglia, che pure si trova a poche miglia dalla capanna. È convinto che per vivere una vita autentica e saggia l’uomo debba ispirarsi alla Natura, rispettandone le leggi. Ma gli Stati Uniti di quegli anni sono un Paese in sviluppo industriale e tecnologico vertiginoso. I treni a vapore, gli opifici, i fili del telegrafo si inseriscono nei paesaggi, spesso interrompendo i cicli naturali, e soprattutto rivendicando il proprio predominio. Senza inutili nostalgie, o altrettanto inutili rassegnazioni, Thoreau conduce una vita entusiasmante di esplorazioni continue (catene montuose, fiumi, laghi, mari), di contatto concreto con il mondo animale, di studio delle piante, cercando di ricavarne insegnamenti per una corretta coesistenza con la Natura. Una vita che non assomiglia a quella di nessun altro, ricca di dolori, di sfide e di avventure, di studio e riflessioni, che Helen Humphreys racconta attraverso delle piccole scene che sono il trionfo di una narrazione originale e commovente.

Autrice: Helen Humphreys
Editore: Playground
Pagine: 192
Prezzo: 15,00€

Datemi una storia originale, scritta magistralmente, intrecciata bene, in cui trovo frasi da sottolineare e poi riscrivere sui muri mentre leggo di lupi, cacciatori, quadri dipinti di nero, disperazione, speranza, e sarò vostra per sempre.

Ai margini di una piccola cittadina del Canada si aggira un branco di cani selvaggi. Sono cani cacciati o scappati dalle loro case, che ora vivono riuniti nei boschi.
Da quando è successo, sei persone si ritrovano insieme, per caso, nello stesso campo al confine del bosco per chiamarli, nella speranza che ritornino, che riconoscano le voci, che sentano la loro mancanza.
Questa è la storia di quei cani, ma soprattutto di quelle sei persone, delle relazioni che intesseranno, del loro passato, del loro rapporto con il paese.
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Il lupo è un animale selvaggio.
Il cane è domestico, l’animale addomesticabile per eccellenza.
Ma cosa succede quando è il cane a diventare selvaggio? È un istinto che permane in loro, latente, da quando erano tutti lupi?
E se fosse così, sono i cani che ci appartengono o sono loro che scelgono di restare e siamo noi ad appartenere a loro?
E noi siamo selvaggi o addomesticabili? Lo sappiamo davvero distinguere?

“La gente ha sempre avuto paura dei lupi. In passato si pensava che il lupo fosse il diavolo travestito. Sono sempre stati i cattivi delle favole e del folclore. Ma cos’è questa paura, in realtà? Non è forse la paura del selvaggio che è in noi? Non è forse tutta la struttura della società finalizzata a farci entrare in gabbie sempre più piccole? Più siamo imprigionati dal dovere e dall’amore, più il nostro lato selvaggio ne esce addomesticato e più pensiamo di sentirci sicuri. Ma, naturalmente, non è vero. Non ci sentiamo affatto sicuri.”

Cara Helen Humphreys, con Cani selvaggi potresti avermi addomesticato.

L’avvenire è dei curiosi di professione

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