Autor*: Hassan Aourid
Casa editrice: Astarte
Pagine: 200
Prezzo: 16,00€

In punto di morte, il califfo al-Ḥakam racconta la sua vita, svelando i segreti della famiglia regnante, tra tradimenti, complotti e vendette. Attraverso il suo racconto il califfo si libera progressivamente della maschera del potere, per recuperare la sua umanità di fratello, padre, amante. Sullo sfondo di questo romanzo storico che porta il lettore fra le vie di Cordova, l’epoca d’oro di al-Andalus, la Spagna islamica dei califfi omayyadi: simbolo della tolleranza e della convivenza possibile tra gruppi etnici e confessionali alla corte di una delle principali potenze mediterranee nel X secolo.

Ne abbiamo parlato lunedì 15 giugno, QUI trovi il resoconto dell’incontro.

Autrice: Claire North
Casa editrice: NN
Pagine: 368
Prezzo: 18,00€

Ogni volta che muore, Harry August rinasce esattamente nello stesso luogo e nello stesso anno. Un potere o una condanna, che Harry affronta vivendo vite sempre diverse, così da fuggire a un’esistenza prevedibile. Non sa perché succeda né se ci siano altri come lui, fino al giorno in cui una bambina gli dice: “Il mondo sta per finire. Ora tocca a te”.

Harry si trova così di fronte alla minaccia di un futuro apocalittico, in cui il progresso sta avanzando troppo in fretta, cancellando la Storia e l’intera umanità.

In un intrigo che si svela come scatole cinesi da una vita all’altra, Harry attraversa il Novecento fino ai giorni nostri, dalle guerre mondiali al boom economico, passando per le scoperte scientifiche e gli sviluppi sociali del secolo. Una storia di viaggi e sogni, amicizia e tradimento, amore e solitudine, di gioia, lealtà e dello scorrere inesorabile del tempo. Ma anche un thriller, una spy story, un romanzo di fantascienza dai toni dickensiani, un’avventura nell’immaginario narrativo degli ultimi cinquant’anni.

Ne abbiamo parlato insieme lunedì 18 maggio, QUI trovi il resoconto dell’incontro.

Autrice: Scholastique Mukasonga
Casa editrice: Utopia
Pagine: 136
Prezzo: 18,00€

Negli anni trenta del novecento, un vasto movimento di conversione al cristianesimo investe l’Africa orientale. In Ruanda i missionari cattolici invocano la discesa dello Spirito Santo, perché possa annientare il paganesimo indigeno. Il reverendo Marcus, pastore afroamericano giunto dagli Stati Uniti, fonda assieme a una guaritrice, Sister Deborah, una missione evangelica in territorio ruandese. Nei suoi sermoni l’uomo annuncia l’arrivo ormai prossimo di un salvatore. È proprio Sister Deborah a precisare che non solo il messia sarà di colore, ma addirittura una donna. Le ruandesi iniziano allora a scioperare, abbandonano i campi, tengono lontani i mariti, convinte che, dopo mille anni di infelicità, una nuova epoca di gioia e prosperità attenda le donne. I disordini si diffondono, ma sono rapidamente repressi dalle truppe coloniali. Sister Deborah scompare e la sua vita si sublima in leggenda. Non tutto, però, è perduto. Ikirezi, una bambina ruandese che un tempo la suora ha miracolosamente curato, infondendo in lei il suo potere taumaturgico, è nel frattempo diventata una brillante accademica africanista e si mette sulle tracce della sua benefattrice. Riuscirà a ritrovarla? E, se sì, prima o dopo che una donna nera, messia di un’era nuova, rivoluzioni il mondo?

Ne abbiamo parlato insieme lunedì 20 aprile, QUI trovi il resoconto dell’incontro.

Autrice: Susan Hill
Casa editrice: Safarà
Pagine: 288
Prezzo: 19,50€

A Warings, austera magione vittoriana appartenuta a un noto entomologo, una novità irrompe nella vita dell’erede Joseph Hooper e di suo figlio Edmund. Rimasto vedovo, Joseph accoglie Helena Kingshaw in qualità di governante e la donna si stabilisce nella dimora con il figlio undicenne Charles, nella certezza che i due bambini diventeranno amici e che la vita di tutti prenderà un corso luminoso. Ma non sempre le cose vanno come sperano gli adulti.

«Non volevo che venissi qui» recita il messaggio che Edmund fa trovare a Charles il giorno del suo arrivo, preludio di una sconcertante vicenda di malvagità e sopraffazione che assumerà i contorni di una silenziosa guerra per la sopravvivenza, sotto lo sguardo cieco e colpevole degli adulti.

Potente esplorazione del male e della crudeltà infantile, Sono il re del castello è stato acclamato per la magistrale analisi psicologica dei protagonisti e incluso nella prestigiosa collana Penguin Decades, una selezione che celebra le opere che hanno plasmato il volto dell’Inghilterra moderna.


Susan Elizabeth Hill (Scarborough, 5 febbraio 1942) è un’acclamata scrittrice inglese le cui opere sono state oggetto di celebri adattamenti teatrali e cinematografici. Tra i suoi romanzi più famosi figurano La donna in nero e Sono il re del castello, per il quale ha ricevuto il Somerset Maugham Award nel 1971.

«La sensibilità di Hill verso lo spirito dei luoghi permea tutti i suoi romanzi. Come in Hardy, essi diventano autentici personaggi capaci di incarnare in sé il bene e il male».
The Telegraph

Ne abbiamo parlato lunedì 16 marzo, QUI trovi il resoconto dell’incontro

Autrice: Karin Boye
Casa editrice: Iperborea
Pagine: 256
Prezzo: 17,50€

Chi non ha mai sognato di possedere il siero della verità e penetrare nel segreto della mente e del cuore degli altri e di se stesso? Quale giudice non lo vorrebbe, quale potere non lo riterrebbe l’ideale strumento di controllo? Kallocaina è appunto il nome del siero della verità che lo scienziato Leo Kall ha inventato per garantire allo Stato sicurezza e stabilità. Ma la verità sfugge alla strumentalizzazione, i suoi effetti sono sconvolgenti, rivelando la complessità dei rapporti umani e portando il germe della disgregazione nel sistema.

Scritto nel 1940, quando era difficile nutrire grandi speranze nell’avvenire, Kallocaina ha in comune con Noi di Zamjatin, Il mondo nuovo di Huxley, 1984 di Orwell l’allucinata visione di una società spersonalizzata, dominata da uno Stato poliziesco che arriva a invadere anche la sfera privata dei cittadini sopprimendo ogni libertà. Benché le distopie appaiano spesso ingenue e superate dalle atrocità del reale, le questioni sollevate dal romanzo suonano di allarmante attualità. La continua violazione dei diritti umani, l’uso strumentale della giustizia, la disinvolta interpretazione delle leggi, la delazione eretta ad atto civico, l’acquiescente conformismo fanno parte del nostro panorama quotidiano. Ma l’originalità di Kallocaina, rara voce di donna in questo genere letterario, sta altrove: nella progressiva presa di coscienza del protagonista che verità e ragione, verità e controllo, verità e potere restano inconciliabili, nel suo lento processo di liberazione dal proprio super-io, fino all’accettazione delle esigenze più profonde che aveva negato e soffocato dentro di sé: quel bisogno di amore, di libertà e di fiducia, senza i quali l’esistenza e la persona umana perdono di valore e di significato.

Ne abbiamo parlato lunedì 16 febbraio, QUI trovi il resoconto dell’incontro

Autore: Rodrigo Hasbún
Casa editrice: SUR
Pagine: 185
Prezzo: 16,50€

Dopo anni trascorsi senza vedersi né sentirsi, due vecchi amici si ritrovano decisi ad aprire il vaso di Pandora del loro passato in comune. Così, mentre in un bar di Houston bevono un bicchiere dopo l’altro, la mente torna in Bolivia, alla fine del liceo e al tragico marzo di ventun anni prima, fatto di innamoramenti tumultuosi, genitori assenti, sogni e incertezze che in un paio di settimane hanno sconvolto per sempre le loro vite. Li vediamo, ragazzini – tra canzoni urlate a squarciagola, confidenze sussurrate e bevute fuorimisura –, entrare poco a poco in un vortice di eccitazione e violenza che culminerà in una notte impietosa, dalla quale nessuno saprà salvarsi.

È possibile risalire al momento in cui siamo diventati noi stessi, agli anni invisibili che definiscono per sempre chi siamo? Sono solo alcune delle domande a cui cercano di rispondere gli umanissimi protagonisti di questo romanzo, in cui Rodrigo Hasbún racconta i fantasmi dell’adolescenza e il disincanto della vita adulta con una prosa asciutta e spietata, dal ritmo incalzante, costruendo una storia in cui non possiamo che riconoscerci.

Ne abbiamo parlato insieme lunedì 19 gennaio, QUI trovi il resoconto dell’incontro

Autrice: Brigitte Vasallo
Casa editrice: effequ
Pagine: 288
Prezzo: 19,00€

“Dobbiamo finirla una volta per tutte di distruggere la fantasia, e compiere l’ultimo passo, mollare l’ultimo ormeggio, fuggire dai condizionamenti dei centri del desiderio, uscire dai margini per abitare un altrove, incontrare le nostre simili, guardarle in faccia, nominarle. E metterci sul serio a costruire qualcosa di diverso.”

La monogamia ha un ruolo centrale nella storia occidentale, ed è intorno a questa che si sono sviluppati concetti portanti come amore, relazioni, famiglia. Questo libro riflette proprio su come molti dei meccanismi che pensiamo legati all’amore non siano altro che forme imposte, non determinate liberamente e tuttavia intimamente radicate nella società e in ciascun individuo. Capiamo così che intorno alla monogamia si sono formati anche i nostri concetti di Stato, di nazione, di identità, tutti rapporti fondati, in scala più o meno grande, sull’esclusività, sul possesso e sulle gerarchie. Ma non è tutto: alla critica del pensiero monogamo l’autrice, con lunga esperienza nell’attivismo poliamoroso, non risparmia una profonda critica diretta proprio al poliamore: un approccio che, nella prospettiva di questo libro, non riesce ancora a evitare di riprodurre forme di pensiero monogamo.

Vasallo, facendo breccia in uno dei pilastri più solidi di tutta la storia occidentale, ci mostra le possibilità di un approccio diverso per un mondo diverso, per una radicale rivoluzione nelle relazioni, che siano erotiche, familiari o comunitarie.

Brigitte Vasallo (Barcellona, 1973) è una scrittrice, attivista e femminista spagnola nota soprattutto per la sua critica all’islamofobia di genere, al purplewashing e all’omonazionalismo, nonché per la difesa del poliamore nelle relazioni affettive. È docente al Master in Genere e comunicazione dell’Università Autonoma di Barcellona, è parte del comitato organizzatore del congresso internazionale Non-Monogamies and Conteporary Intimacies ed è stata assessora del progetto INTIMATE del Centro di Studi Sociali di Coimbra. Tra i suoi libri Pornoburka (ed. italiana Il Galeone, 2020), Lenguaje inclusivo y exclusion de clase (Larousse, 2020).

Ne abbiamo parlato insieme lunedì 15 dicembre, QUI trovi il resoconto dell’incontro

Autrice: Shahrnush Parsipur
Casa editrice: Tulemond
Pagine: 136
Prezzo: 16,50€

Cinque donne iraniane sono mosse da un impulso interiore che le porta a rifiutare l’immobilità delle situazioni a cui sono sempre state ancorate. I loro percorsi, inizialmente distanti tra loro, sono destinati a incrociarsi per la creazione di una libertà condivisa, possibile quanto irrealizzabile.
La condizione storico-sociale dell’Iran degli anni Cinquanta fa da sfondo a un romanzo in forte continuità con la poesia, con l’universalità del femminile e con l’immaginario dell’antica cultura persiana.

Donne senza uomini è un romanzo che si legge rapidamente ma – o forse proprio per questo – rimane a lungo impresso nella memoria. Rimangono impresse le immagini di una lingua poetica che affonda le radici nell’antica cultura persiana e che, attraverso il tempo e lo spazio, raggiunge il punto più profondo e vero dell’universale femminile.

I percorsi delle protagoniste creano un intreccio, un movimento continuo, interrotto e poi ripreso, verso un futuro che ognuna di loro immagina, ma di cui è incerto il realizzarsi: Mahdokht resterà ancorata o si sposterà, trasportata dal vento? Fa’ize sopravviverà alla vergogna? Munes reggerà il peso della conoscenza? Farrokhlaqa creerà uno spazio per la sua libertà? Zarrinkolah afferrerà mai il frutto della sua esistenza?

Le immagini e la poesia presenti nel romanzo si ritrovano anche nell’adattamento filmico di Shirin Neshat, che nel 2009 ha vinto il Leone d’Argento al Festival del Cinema di Venezia. Come spesso accade il film e il libro prendono strade diverse: la pellicola mette in risalto la dimensione politica – sono infatti i giorni del Colpo di Stato del 1953 a Teheran – mentre nel testo viene privilegiata l’esplorazione dell’intimo e del privato delle cinque donne.

Shahrnush Parsipur, nata a Teheran nel 1946, si laurea in Sociologia nel 1973. Fin da giovane si dedica alla scrittura, pubblicando diversi romanzi e racconti nel periodo che precede la Rivoluzione del 1979. Tuttavia, è alla fine degli anni Ottanta che cattura l’attenzione dei circoli letterari iraniani. Incarcerata più volte a causa delle sue posizioni politiche e dei suoi scritti, si trasferisce negli Stati Uniti. Nel 1993, riceve il Premio Hellman-Hammett per il coraggio nella lotta contro la violazione dei diritti umani in Iran.

Ne abbiamo parlato insieme lunedì 17 novembre, QUI trovi il resoconto dell’incontro

Emma Woodhouse è una giovane ricca e sfrontata, con una sola passione: combinare matrimoni. Dopo aver trovato marito alla governante che le ha fatto da madre, si dedica con grande determinazione a Harriet Smith, una ragazza povera e ingenua, che spera di poter spingere tra le braccia del reverendo Elton. Anche se il tentativo si rivela fallimentare, Emma continua a intrecciare flirt con l’indipendenza di chi non teme i sentimenti, finendo però per cadere lei stessa vittima delle proprie manovre.

Con Emma, Jane Austen crea un’eroina che, secondo le parole della stessa autrice, non poteva piacere ad altri che a lei: una protagonista ben consapevole della propria bellezza e intelligenza, presuntuosa e pungente, ma di uno spessore umano complesso e sfaccettato, capace d’incantare lettori e lettrici d’ogni epoca.


Jane Austen (Steventon, Hampshire, 1775 – Winchester, Hampshire, 1817) è la più acclamata scrittrice inglese del XIX secolo. Figlia di un pastore anglicano, cresciuta in un ambiente vivace e intellettualmente stimolante, trascorse la maggior parte della sua vita in campagna, mondo da cui trasse ispirazione per le sue opere.
I suoi romanzi – Ragione e sentimento (1811), Orgoglio e pregiudizio (1813), Mansfield Park (1814), Emma (1815), Northanger Abbey (1818) e Persuasione (1818) – occupano un posto di rilievo nel panorama letterario e continuano a essere studiati e amati in tutto il mondo.

 

Ne abbiamo parlato insieme lunedì 20 ottobre, QUI puoi leggere com’è andata

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