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Autrice: Clarice Lispector
Editore: Adelphi
Pagine: 282
Prezzo: 19,00€

Nella grande casa in cui, magra, scalza, solitaria, la piccola Virgínia si aggira «in concentrata distrazione» i mobili spariscono un po’ alla volta, «venduti, rotti o troppo vecchi», e le porte si aprono su stanze in cui regnano «il vuoto, il silenzio e l’ombra». Abbandonato nella vasta sala da pranzo – dove brillano «vetri e cristalli addormentati nella polvere» – c’è però un lampadario, unico sopravvissuto di antichi fasti: «Il grande ragno avvampava», e Virgí­nia «lo guardava immobile, inquieta, sem­brava presagire una vita tremenda. Quel­l’esistenza di ghiaccio». Ma soprattutto in­sieme a lei c’è Daniel, il fratello di poco più grande, che da quando è nata la consi­dera «solo sua», che la protegge e la tormenta, e con lei condivide straordinari se­greti: dal misterioso cappello che vedono scivolare lungo il fiume – e che immagina­no appartenga a un annegato – alla scato­la piena di ragni velenosi di Daniel, fino alla Società delle Ombre di cui sono gli unici membri. Quando i due, cresciuti, la­sceranno insieme la tenuta di Granja Quie­ta per andare a studiare in città, i loro desti­ni si separeranno. E quando, dopo un’ar­dua educazione sentimentale, Virgínia de­ciderà di tornarci, capirà «che il posto do­ve si è stati felici non è il posto dove si può vivere».

Autore: Michael Pollan
Editore: Adelphi
Pagine: 293
Prezzo: 20,00€

Per tutti noi l’assunzione quotidiana di caffeina coincide nientemeno che con la «condizione normale della coscienza». Eppure, quell’alcaloide naturale è a tutti gli effetti una droga, come rivela l’«esperimento di privazione» cui Michael Pollan si è sottoposto, trovandosi afflitto via via da mal di testa, letargia e «intensa angoscia». Per cercare di rispondere alla domanda cruciale da cui è partito – che cosa sia esattamente una droga –, Pollan intreccia reportage, memoir e saggio scientifico, spaziando attraverso varie discipline e concentrandosi soprattutto su tre molecole psicoattive: oltre alla caffeina, l’oppio, il cui effetto – secondo il poeta vittoriano Robert Bulwer-Lytton – è assimilabile al «sentirsi accarezzare l’anima dalla seta», e la mescalina, la più «sacra», che permise ad Aldous Huxley di vedere il mondo nella sua autentica «bellezza, minuzia, profondità e “quiddità”».

Da questo affascinante percorso emerge ogni aspetto di queste sostanze, e in particolare la loro «natura bifronte»: il loro essere cioè «veleni» e «attrattori» al tempo stesso, in grado da un lato di dissuadere gli animali dal mangiare le piante che le producono, dall’altro di spingerli a utilizzarle accrescendo così la loro espansione ecologica: la caffeina contenuta nel nettare di certe piante, per esempio, rende le api impollinatrici «più affidabili, efficienti e industriose». Un’ambiguità che contraddistingue anche il millenario rapporto con le «droghe» degli esseri umani – e spiega come mai, sul piano evolutivo e culturale, «quella che era iniziata come una guerra» nei loro confronti si sia «trasformata in un matrimonio».

Autrice: Nina Berberova
Editore: Adelphi
Pagine: 79
Prezzo: 10,00€

„Nella vita di ognuno esistono momenti – quando la porta sbattuta all’improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco ‘no’ che sembrava irrevocabile si muta in ‘forse’ –, momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue. È stata concessa una proroga a qualcosa di ineluttabile, definitivo; il verdetto del giudice, del console, del dottore è stato rinviato. Una voce ci avverte che non tutto è perduto. E con gambe tremanti e lacrime di gratitudine passiamo nel locale adiacente, dove ci pregano di ‘aspettare un poco’ prima di spingerci nel baratro.”

Il giunco mormorante di Nina Berberova comincia così.
È un libriccino di 80 pagine della Piccola Biblioteca Adelphi, e se dico che lo leggerete in due ore sto arrotondando per eccesso. Eppure, da quelle due ore arrotondate per eccesso, potreste uscirne cambiati. Anzi no, non cambiati, perché in realtà sappiamo già tutto ciò che c’è da sapere.
Mi correggo: Nina Berberova, in queste dure ore arrotondate per eccesso, farà sì che ricordiamo.
Ci sarà un momento in cui si insinuerà dolcemente lì dove non entra nessuno, nel no man’s land della nostra testa, per ricordarci che siamo noi i padroni della terra che abbiamo dentro, in cui siamo ciò che vogliamo essere, pensiamo ciò che vogliamo pensare, sentiamo ciò che vogliamo nella libertà più assoluta, senza leggi, senza morale, senza giudizio.
Lì, l’amore che proviamo per qualcuno è nostro, non suo.
Lì siamo noi, nell’accezione più pura e vera del termine, ed è ciò che possediamo di più sacro.
E allora difendiamola quella terra: nessuna costruzione abusiva che non desideriamo, strade tracciate senza il nostro permesso o cartelli fuorvianti a indirizzarci e confonderci.

Se il destino ci invita nel locale adiacente, possiamo decidere di non andarci.
Ciò che sembra già scritto, non lo è realmente finché non ne avremo scritto la nostra versione.
Se esiste una verità, è lì che abita, in quella terra di nessuno se non nostra.

Non so spiegare la mia gratitudine per queste due ore arrotondate per eccesso.