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Autor*: Sig Burwash
Editore: minimum fax
Pagine: 272
Prezzo: 24,00€

Drew ha un piano: abbandonare tutto, costruire una baita nel bosco e vivere lì con il suo cane Pony. Un progetto apparentemente semplice che però ben presto si scontra con le difficoltà pratiche. Progettare una casa con le proprie mani è più difficile di quanto avesse immaginato. C’è chi non comprende il suo desiderio di vivere lontano da tutto e chi non riesce a concepire che qualcuno che non sia un uomo possa imbracciare una motosega, e c’è anche chi offre un aiuto che forse non è del tutto disinteressato. E mentre la natura selvaggia prende il sopravvento nelle sue fantasie, Drew si trova a fare i conti con i legami che ha lasciato dietro di sé, i traumi e le assenze che pesano e che nemmeno la fitta vegetazione del bosco riesce ad attenuare.

L’esordio di Sig Burwash è un racconto sincero e genuino sulla vita selvaggia, è la storia di come – tra crolli e compromessi – si costruisce una baita, ma anche il proprio posto nel mondo.

Autore: Werner Herzog
Editore: Minimum Fax
Pagine: 716
Prezzo: 24,00€

Regista, esploratore, poeta, visionario: tutti questi tratti si fondono in una delle figure più originali e irriducibili del panorama cinematografico contemporaneo. Famoso per i suoi film «estremi», in questo generoso libro-intervista Werner Herzog ne ripercorre la genesi, la lavorazione e l’impatto su critica e pubblico. Tuttavia quel che più conta, per lui, è individuare lo strettissimo legame tra i suoi film e la sua vita, tanto stretto da far sì che i primi appaiano un naturale prolungamento della seconda.
«La quantità di false dicerie e di totali menzogne che circolano in riferimento a quest’uomo e ai suoi film non ha analoghi tra gli altri registi, vivi o morti», ha scritto di lui Cronin. È in effetti difficile citare molte figure in cui biografia e leggenda si fondono in maniera così inestricabile, e questo perché – nel caso di Herzog – spesso la realtà è di gran lunga più sorprendente dell’invenzione: per girare Cuore di vetro ipnotizzò l’intero cast; per La Soufrière prese il primo aereo per raggiungere un vulcano in procinto di eruttare; per Fitzcarraldo trainò una nave fino alla cima di una montagna nella giungla.
Questo libro – arricchito da nuovi contributi e aggiornato alla produzione più recente – getta luce sull’intricata rete di relazioni che lega Herzog ai suoi film e ai suoi protagonisti, offre uno spaccato sullo sguardo e le idee di un genio del cinema, e ci dona una preziosa occasione d’incontro con terre e popoli remoti. Ma soprattutto costituisce una riflessione ad oggi ineguagliata sul rapporto tra fiction e documentario, tra arte e vita, tra immaginario e realtà.

Autrice: Bea Lema
Editore: Minimum Fax
Pagine: 181
Prezzo: 20,00€

Ci sono tanti modi per raccontare una storia.
La si può narrare a voce o a gesti.
La si può scrivere, dipingere, cantare, recitare, fotografare, filmare.
Ognuno di questi mezzi toccherà corde diverse, darà spazio a sfumature e immaginari differenti, scaverà più o meno in profondità.

Bea Lema, questa storia, ha deciso di ricamarla.
Di illustrarla e di ricamarla.

Véra è ancora una bambina quando la madre Adela, cresciuta in una Spagna del Nord rurale, tradizionalista e ultracattolica, comincia a manifestare comportamenti ossessivi, a temere la presenza del diavolo, a restare sveglia per giorni, a controllare maniacalmente il figlio maggiore.
Il padre e il fratello di Véra si dimostrano da subito incapaci e poco propensi a risolvere la situazione, per cui il compito di accudire la madre e gestire quella che verrà diagnosticata come una malattia mentale, ricadrà solo sulle spalle della figlia minore.

Una delle cose che Adela ha cercato di insegnare subito a sua figlia è stata l’arte del cucito, il mestiere che le ha permesso in parte di emanciparsi, e a tratti di calmare i propri tormenti.
È quindi tramite la delicatezza del ricamo che l’autrice ci avvicina a una storia così intensa e potenzialmente dolorosa, con splendide tavole realmente ricamate che si alternano a illustrazioni colorate e vivaci, a pennarello, dai contorni leggeri, fino ad arrivare alle cuciture nere fatte a macchina, stilizzate, spigolose, che ci raccontano l’infanzia di Adela.
Quella che potrebbe essere una lettura angosciosa e straziante, diventa invece un modo per parlare del tabù delle malattie mentali e della condizione della donna con estrema sensibilità, grazia e riguardo.

Bea Lema con “Corpus Christi” arriva in punta di piedi, sussurra anche quando ci parla dei diavoli all’inferno, bussa piano: lascia a noi decidere se (e quanto) farla entrare.

Autrice: Bea Lema
Editore: Minimum Fax
Pagine: 181
Prezzo: 20,00€

Quando Véra è solo una bambina, un demonio infesta la sua casa e perseguita sua madre, martellandole i nervi fino a costringerla a letto per giorni. Tra gli scongiuri della “meiga” e gli appuntamenti dallo psichiatra, anno dopo anno, la superstizione svanisce per lasciare posto alla diagnosi. Ma, nonostante la malattia, l’amore tra Véra e sua madre è più forte di ogni altra cosa, in grado di sopravvivere allo scorrere del tempo e allo stigma della società.
Corpus Christi racconta con cruda tenerezza il tabù della malattia mentale, i ruoli di cura sempre imposti alle donne, la superstizione e la società patriarcale in una Spagna povera e cattolica, attraverso un tragico quanto universale ritratto di due donne prigioniere nei ruoli di figlia, madre e moglie.

Ci siamo! Arriva la seconda tappa di Book Rave, il festival collaborativo diffuso che mira a fare rumore in ognidove. Otto case editrici in collaborazione, otto libri proposti per ciascuna tappa, centinaia di librerie che partecipano in tutta Italia tramite gruppi di lettura, presentazioni, eventi, incontri, discussioni, e un canale telegram con contenuti dedicati che unisce tuttə lə bookravers: https://t.me/b00krave

Il trimestre di lancio era stato dedicato al tema dei CORPI, e potete recuperarlo qui.

Dal 15 marzo al 15 giugno, invece, parleremo di RADICI. Radici che sono memoria, ricerca, famiglia, identità. Nelle radici c’è qualcosa da salvare, preservare, curare. E poi c’è qualcosa da distruggere, allontanare, cambiare. Nelle radici c’è la nostalgia di un futuro da costruire, e la tensione verso ciò che saremo.

C’è chi le radici le cerca, chi vuole reciderle, chi dalle proprie si sente protettə e chi al contrario si sente soffocatə e costrettə, chi vorrebbe piantarne di nuove, chi cerca di allungarle in orizzontale e chi in profondità. E voi come vi sentite?

Parliamone insieme e facciamo rumore, prendendo spunto da questi otto libri proposti:

Qui in libreria troverete un corner dedicato con tutti e otto i libri, gadget esclusivi e tutte le informazioni di cui avete bisogno.
Il punto di partenza è dato, il percorso lo creeremo insieme.

Autore: Mark Fisher
Editore: minimum fax
Pagine: 327
Prezzo: 20,00€

Scritti sulla letteratura, interviste e riflessioni

In uno dei suoi post Mark Fisher elenca cinque autori che considera fondamentali: Kafka, Atwood, Spinoza, Ballard, Marcus. Una lista necessariamente ridotta all’osso – Fisher stava rispondendo a un «meme bibliografico» – che però rende l’idea della matrice estetica e politica che aveva caratterizzato la sua formazione. Critico culturale radicalmente «popolare», inteso nella miglior accezione del termine, Fisher è stato in grado di scorgere il comune denominatore sociopolitico che sottende voci, discipline e forme artistiche diversissime e di concentrare nella sua analisi letteratura, filosofia, economia e archeologia culturale, tracciando delle linee che convergono verso il nodo cruciale che ha dominato le sue riflessioni: la necessità di smascherare la fallacia di pensiero che da decenni condiziona tragicamente le nostre esistenze: quel «realismo capitalista» che ci induce a credere che, per quanto la situazione possa apparire disperata, non esiste un’alternativa.

Nelle interviste, nelle riflessioni e negli scritti sulla letteratura contenuti in questo volume – il quarto e ultimo della raccolta che mette insieme i post del suo leggendario blog k-punk – Fisher analizza le migliori distopie e le peggiori utopie della nostra epoca, allargando poi il campo per mettere in luce la nostra ossessione nostalgica e la nostra incapacità di inventare il futuro, la burocratizzazione managerialista dell’istruzione, la deriva censoria della sinistra, la scomparsa della dialettica di classe dal discorso politico e la privatizzazione della depressione.

Gli scritti di Mark Fisher – intelligentissimi, illuminanti, a tratti dolorosi – non smettono di sorprendere, e confermano quanto sia stato e sia ancora necessario il suo pensiero per comprendere il contemporaneo, e per provare a immaginare, quindi anche a cambiare, il tempo che ci attende.

Autore: Will Hermes
Editore: minimumfax
Pagine: 771
Prezzo: 28,00€

Nei suoi settant’anni di vita, e cinquanta di carriera, Lou Reed ha attraversato innumerevoli fasi contribuendo, con venticinque dischi, una serie di libri, collaborazioni cinematografiche e spettacoli teatrali, a trasformare il rock in una forma d’arte compiutamente adulta. Dagli esordi come paroliere all’incontro con Andy Warhol e alla nascita dei Velvet Underground; dall’amicizia-rivalità con David Bowie alle sperimentazioni dei secondi anni Settanta, in piena era punk, fino ai grandi album della maturità (The Blue Mask, New York, Magic and Loss) e al sodalizio sentimentale e artistico con Laurie Anderson, non esiste scena musicale che questo straordinario poeta e chitarrista non abbia contribuito a plasmare.

Lavorando sugli archivi che la famiglia ha reso consultabili presso la New York Public Library, Will Hermes ha ricostruito nei minimi dettagli la vita di un uomo difficile e complesso, leggendario per le sfuriate, gli odi repentini, ma anche per la generosità e la passione riversata nella sua musica. E ne offre un ritratto che è un grande omaggio, senza ombra di piaggerie. Liberato dal mito oscuro che lo circondava, Lou Reed ci appare come una figura a tutto tondo, e come l’espressione più completa di un’epoca di inarrivabile creatività. La sua storia, capitolo dopo capitolo, si intreccia con la storia di New York, che di quell’epoca è stata il centro propulsore e che nessuno come lui è stato capace di cantare e celebrare.

Autore: Jack Halberstam
Editore: minimum fax
Pagine: 376
Prezzo: 20,00€

Che cos’è il selvaggio nel mondo e nel tempo che abitiamo? Esiste un’idea di selvaggio che non sia al servizio del pensiero coloniale, che non determini esclusione, binarismi, violenza? È possibile immaginare un pensiero selvaggio e selvatico, un modo diverso di conoscere? Paradiso perduto o inferno a venire, pensiamo al selvaggio come a qualcosa che è esistito prima, che potrebbe esistere dopo, in ogni caso qualcosa che è altro da noi: noi esseri umani, moderni, civilizzati, colti, sovrani di un mondo ordinato e coltivato a nostra immagine e somiglianza.

Con questo libro, primo capitolo di un dittico dedicato alla wildness, Halberstam si oppone alle narrazioni correnti sulla scomparsa della selvatichezza dalla nostra vita e dai nostri spazi, mostrando invece i modi in cui la natura e le sue espressioni, specie quelle legate al sesso e al desiderio, esistono nel presente. Muovendosi liberamente da Stravinskij e Nižinskij ai mostri selvaggi di Sendak, dai libri sulla falconeria a Vita di Pi, da Walking Dead a Huysmans, Creature selvagge ci parla di una forza caotica che non ha un obiettivo, nessun traguardo che si intravede all’orizzonte, ma che «disordinando il desiderio e desiderando il disordine» ci offre uno spazio imprevisto di libertà e sperimentazione fuori dalle logiche neoliberiste.

Autorə: Tommi Parrish
Editore: Minimum Fax
Pagine: 208
Prezzo: 21,00€

Con il tratto inconfondibile che l’ha resa ospite abituale del New Yorker e del New York Times, Tommi Parrish – una delle più giovani promesse del fumetto internazionale – dà vita a una storia struggente sull’incapacità contemporanea di stringere relazioni sincere.

Al centro del racconto ci sono due donne, Sasha ed Eliza, diversissime ma unite dalla voglia di trovare un’ancora emotiva a cui aggrapparsi. Sasha vive con i genitori e a loro insaputa si prostituisce per noia, Eliza è una ragazza madre che cerca da sola di tenere insieme i pezzi della sua vita. Le loro fragilità e nevrosi descrivono in modo diverso la generazione a cui appartengono, quella dei ventenni e trentenni di oggi: più poveri dei loro genitori, intrappolati in un’infanzia senza fine, abitanti precari di città-alveare in cui la vicinanza fa da contrappasso alla solitudine.
Questo libro è la storia del loro incontro, che le condurrà presto in una spirale di insicurezza e bugie. Ma è anche il racconto di come oggi un circolo vizioso di frustrazione e diffidenza nei confronti dell’altro rende sempre più difficile costruire legami genuini e disinteressati.

Con All the love I can get Tommi Parrish mette a fuoco le dinamiche affettive più spietate e il motivo per cui finiamo sempre più spesso con l’accettarle e, unendo suggestioni sentimentali che ricordano i libri di Sally Rooney e il fascino per l’imperfezione alla maniera di Rachel Cusk, dimostra che un graphic novel può possedere la densità di un romanzo e riflettere la complessità del tempo in cui viviamo.

Autrice: Annie Proulx
Editore: Minimum Fax
Pagine: 471
Prezzo: 18,00€

Sono gli anni Quaranta del Novecento. I Blood vivono nelle campagne del Vermont, quasi ignari dei tumulti che attraversano il mondo, e cercano disperatamente di resistere e mandare avanti una fattoria che di anno in anno diventa sempre meno redditizia. Ma all’improvviso nella vita del maggiore dei figli, Loyal, succede qualcosa che cancella di colpo i suoi progetti, costringendolo ad abbandonare tutto ciò che ha. Senza dare spiegazioni Loyal lascia la casa paterna – che in sua assenza non ha alcuna possibilità di sopravvivere – e si mette in viaggio. Trascorrerà così la sua esistenza, trascinato in un interminabile pellegrinaggio da una regione all’altra, da una costa all’altra degli Stati Uniti, guidarlo solo la certezza di non potersi fermare. Nessuno saprà più nulla di lui, a eccezione delle sporadiche cartoline che ha rubato in una pompa di benzina e che periodicamente spedisce a casa.

Queste cartoline sono la testimonianza di cinquant’anni di evoluzione del paese: la finta tranquillità del dopoguerra, le proteste giovanili, l’emancipazione delle donne, i diritti civili, l’avvento dei fast food e della musica rock, la geografia sconvolta dal turismo e dall’edilizia.

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