Tag Archivio per: mondadori

Autore: Robin Wall Kimmerer
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 408
Prezzo: 14,00€

Come botanica, Robin Wall Kimmerer è abituata a porsi domande sulla natura dal punto di vista della scienza. Come appartenente alla Nazione Potawatomi, sa che piante e animali sono i nostri primi maestri. Nelle pagine de La meravigliosa trama del tutto unisce questi due approcci per trascinare il lettore in un viaggio tra mito e scienza, sacro e storico, cultura e saggezza. Nel ripercorrere la propria esperienza di scienziata nativa, madre, donna, l’autrice mostra in che modo gli altri esseri viventi – siano essi salici o giunchiglie, fragole o falene, salamandre, alghe o l’erba sacra che chiamano sweetgrass – ci offrano insegnamenti preziosi, anche se abbiamo dimenticato come ascoltarne le voci. Il ricco intreccio di riflessioni che vanno dalla creazione dell’Isola della Tartaruga, – così i nativi americani chiamano il pianeta –, fino alle forze che oggi la minacciano, ruota attorno a un’idea ben precisa: il risveglio, sempre più urgente, di una decisa coscienza ecologica presuppone il riconoscimento e la celebrazione del nostro rapporto con il resto del mondo vivente. Perché solo quando sapremo dedicare attenzione ai linguaggi delle altre creature potremo comprendere la generosità della terra. E impareremo a ricambiare i suoi doni.

Autrice: Alba De Céspedes
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 288
Prezzo: 14,00€

Elegante, ironica e sommamente intelligente, nella sua lunga e intensa attività giornalistica Alba de Céspedes ha “detto la sua” sulle donne con la stessa lucidità di sguardo con cui ha raccontato le sue protagoniste nella finzione narrativa. Lo ha fatto ritraendo figure come Eleonora de Fonseca Pimentel, Sibilla Aleramo e Marilyn Monroe, auspicando l’indipendenza economica delle donne o discutendo del loro ingresso in magistratura, rispondendo a Natalia Ginzburg sul “pozzo” di depressione in cui talvolta le donne cadono o ragionando sul loro rapporto con la letteratura e la politica. Interventi apparsi soprattutto su Mercurio e su Epoca, dove negli anni Cinquanta la scrittrice rispondeva con arguzia e modernità di vedute alle lettrici del settimanale – che spesso in realtà erano lettori, polemici col titolo apparentemente schierato della rubrica: Dalla parte di lei – a proposito di indipendenza e parità economica, matrimonio e divorzio, lavoro professionale e domestico. In equilibrio tra passione e lucidità, Alba de Céspedes registra in presa diretta entusiasmi, dubbi, perplessità, timori di una società scossa da radicali cambiamenti, ma soprattutto sollecita un nuovo, più consapevole e rispettoso equilibrio di rapporti: «come la donna ha imparato a lavorare in fabbrica, a condurre una macchina o un trattore, non si comprende perché, con un minimo di buona volontà, l’uomo non possa imparare a rifare un letto o a cucinare». Con questa scelta di scritti giornalistici, completata da un’intervista del 1990, Olga Campofreda ci fa riascoltare una voce straordinaria che non smette di ribadire che l’emancipazione è «un’eredità che tocca a noi difendere per tutti i cittadini e le cittadine che verranno».

Autrice: Ursula K. Le Guin
Casa Editrice: MONDADORI
Pagine: 696
Prezzo: 24,00€

Nella casa del Portico Alto, alla Creta Azzurra, l’anziana Pietra Che Narra racconta una storia, la sua storia. Di quando era una bambina chiamata Gufo Settentrionale, divisa tra due mondi: quello del Condor, il popolo di suo padre, una società patriarcale e bellicosa destinata a ripetere gli errori di un passato apocalittico (tristemente simile al nostro presente); e quello dei Kesh, che nel nord della California hanno dato vita a una civiltà pacifica, sopravvissuta alla catastrofe ecologica e fondata sulla cooperazione, che vive in armonia con la natura e si regge senza capi, senza ruoli determinati dal genere, senza sopraffazione reciproca. La vicenda di Gufo Settentrionale/Pietra Che Narra è in realtà solo lo spunto da cui inizia Sempre la valle, immaginaria relazione etnografica sul popolo dei Kesh in cui si uniscono storia e leggenda, poesia, arte, musica e molto altro. «Un capolavoro», «Ipnotico», «Il suo libro più lirico e luminoso»: con simili giudizi la critica ha accolto nel 1985 l’uscita di quest’opera originalissima, frutto di cinque anni di elaborazione, qui ripubblicata nella sua forma definitiva – quella predisposta dall’autrice stessa poco prima della sua scomparsa per la Library of America.

 

Autore: Paolo Nori
Editore: Mondadori
Pagine: 204
Prezzo: 19,00€

Raffaello Baldini è un poeta grandissimo eppure pochi sanno chi è, e di quei pochi pochissimi ne hanno riconosciuto la voce. Perché scrive nel bel dialetto di Sant’Arcangelo di Romagna? Ma no. Paolo Nori ci rammenta che è poeta enorme anche nel bell’italiano con cui il poeta ha sempre tradotto a piè di pagina i suoi versi. E quante storie si trascinano appresso quei versi, quante immagini suscitano, quanti personaggi, quanto universo c’è in quel mondo apparentemente piccolo. Come sua consuetudine, Paolo Nori attraversa l’avventura poetica di Baldini quasi come non ci fosse altro intorno, di sé facendo il filtro di una bellezza che viene su come da un fontanile e fa paura, perché ci lascia straniti. Ecco che – non diversamente da quanto è accaduto con Dostoevskji e Achmatova – l’immaginazione di Baldini si scioglie dentro quella di Nori, fatta com’è di caratteri e di accadimenti apparentemente minimi: i morti che “non dicono niente e sanno tutto”, gli uomini che invece di calarsi gli anni se li crescono, lo stare lì di una donna davanti alla circonvallazione per guardare “che passa il mondo”. Fra spinte e controspinte, fra il “cominciamo pure” e il “continuiamo pure” che ricorrono a battere il ritmo, impariamo che, sempre più, la scrittura di Nori è la messa a fuoco progressiva di un carattere, il suo: il suo essere “coglione”, il suo essere “bastiancontrario”, il suo essere “matto come un russo”, il suo essere innamorato di un poeta come Raffaello Baldini, il suo magone davanti alla casa dei Nori come fosse una scatola di bottoni, il suo stare a vedere la vita come va avanti a ogni svolto imprevisto dello stare al mondo.

Autor*: Michela Murgia, Chiara Tagliaferri
Editore: Mondadori
Pagine: 416
Prezzo: 20,00€

Si conclude con questo terzo volume lo straordinario progetto letterario e politico a cui Michela Murgia e Chiara Tagliaferri hanno dato vita nel 2019 attraverso un podcast di grande successo che è poi diventato il primo libro della celebre serie: Morgana.

Storie di ragazze che tua madre non approverebbe. Da allora quelle “ragazze fuori dagli schemi”, la cui ultima preoccupazione è compiacere gli altri, si sono esponenzialmente moltiplicate, non solo nei luminosi racconti delle autrici, ma anche nel vasto pubblico di ascoltatori e lettori, dando luogo a una meravigliosa esperienza collettiva, un intrepido esercito di Morgane, fatto di donne – ma anche di uomini, persone in transizione e queer –, che in quelle storie di libertà e coraggio si sono viste e riconosciute. Il corpo come elemento plasmabile dell’identità e la maternità nelle sue più intricate declinazioni sono i soggetti politici che le due scrittrici hanno scelto di mettere al centro di questo capitolo finale. E, come scrive Chiara Tagliaferri nella Prefazione al libro: “Troverete Morgane terroriste, ragazzine che arrivano da Nazaret per cambiare il mondo, madri che non smettono di marciare intorno all’obelisco di Plaza de Mayo, scrittrici senza corpo o rinchiuse in campane di vetro, pioniere del femminismo e della chirurgia estetica… Le loro storie mostrano un mondo liberante ricco di fecondità alternative, tutte diverse, nel quale nessuna è una madre migliore o peggiore delle altre”. Maria di Nazaret, la madre non madre per eccellenza, Elena Ferrante che si è imposta in tutto il mondo prescindendo dalla sua presenza fisica, David Bowie che si è divertito a cambiare pelle di continuo, “le madri due volte” di Plaza de Mayo, Sylvia Plath, Goliarda Sapienza e tante altre. E per finire, la stessa Michela Murgia, madre, amica, sorella, intellettuale e donna dalle molte vite, raccontata attraverso la voce della sua famiglia queer e dei suoi amici più cari. Bruciano più che mai queste Morgane e la luce che sprigionano non smetterà mai di far brillare tutte le deviazioni del nostro cammino.

Autrice: Irene Solà
Editore: Mondadori
Pagine: 156
Prezzo: 18,50€

Il casolare del Mas Clavell si nasconde tra le montagne dei Pirenei: è una fattoria frequentata da cacciatori di lupi, banditi, fantasmi, bestie e demoni, radicata nel terreno come una zecca. Un luogo abitato da donne, dove un solo giorno racchiude secoli di ricordi: quelli di Joana, che per trovare marito ha fatto un patto con il diavolo dando vita a una discendenza apparentemente maledetta; quelli di Bernadeta, a cui mancano le ciglia e che, a causa dell’acqua di timo che le hanno versato negli occhi da bambina, ha finito per vedere le cose sbagliate; quelli di Margarida, che invece di avere un cuore intero ne ha uno a tre quarti, senza un pezzo; e quelli di Blanca, che è nata senza lingua, con una bocca vuota come un nido, e non parla, ascolta soltanto. Queste donne, e altre ancora, oggi stanno preparando una festa: il commiato dall’anziana Bernadeta, che giace a letto ormai in punto di morte. L’attesissimo romanzo di Irene Solà – autrice catalana che grazie alla sua scrittura densa e originale ha saputo imporsi in breve tempo come una delle voci più forti e importanti del panorama letterario europeo – è un’opera magnetica, materica: un flusso inarrestabile di parole che, con senso del ritmo, umorismo e audacia formale, plasma un mondo magico, fatto di storia, tradizione e folklore. Uno straordinario intreccio di vite e racconti, che esplorano la dualità e il legame intrinseco tra luce e oscurità, vita e morte, oblio e memoria, realtà e immaginazione.

Autrice: Michela Murgia
Editore: Mondadori
Pagine: 324
Prezzo: 19,50€

La viva voce dell’intellettuale più lucida e appassionata del nostro tempo torna a visitarci per una formidabile resa dei conti sul potere, il femminismo, la fede, la letteratura. Ma soprattutto sulle dieci vite che ha vissuto con incantata sfacciataggine, senza paura, ripercorse oralmente nell’unica autobiografia organica possibile per una che ha attraversato il mondo correndo scalza, bruciando luminosamente ogni tappa.

Alla vigilia di una morte che l’ha trovata gioiosa come una martire capace di cantare mentre avanza verso i leoni, Michela Murgia ha trascorso una settimana a raccontarsi a Beppe Cottafavi, suo editor e amico. Le registrazioni di quella sua ultima estate, ancora piena di storie come lo erano state le cinquanta precedenti, danno sostanza a questo suo libro straordinario, arricchito da quattro splendidi racconti ritrovati e da altri testi perduti che l’autrice ha scelto e indicato tra un ricordo e l’altro. Da un simile stagno brulicante di vita, come quello sulle cui rive è cresciuta, affiora un arcipelago di dettagli intimi: innamoramenti e parentele queer, matriarche oristanesi che sgranano rosari di cinque colori per salvare ogni continente, madonne con la parrucca, uomini violenti e maestri sognanti, lezioni di lingua sarda e cultura coreana, di esegesi biblica e di scrittura magica, di politica attiva e di militanza culturale.

Franca e visionaria, antifascista e immune dai compromessi, Murgia ci rivela com’è che una ragazza di provincia, addestrata a leggere il Vangelo e ad accontentarsi di sopravvivere, si sia messa in testa di cambiare il mondo invece, affidandosi a un’irriducibile aspirazione alla felicità.

Autore: Gabriel Garcìa Màrquez
Editore: Mondadori
Pagine: 120
Prezzo: 17,50€

Ogni anno, il 16 agosto, Ana Magdalena Bach – quasi cinquant’anni di età e una trentina scarsa di soddisfacente vita matrimoniale – raggiunge l’isola dei Caraibi dove è sepolta sua madre. Il traghetto, il taxi, un mazzo di gladioli e l’hotel: questo rituale esercita su di lei un irresistibile invito a trasformarsi – una volta all’anno – in un’altra donna, a esplorare la propria sensualità e a sondare la paura che silenziosa cova nel suo cuore. Lo stile inconfondibile di Márquez risplende in Ci vediamo in agosto, romanzo musicalissimo di variazioni sul tema che è nello stesso tempo un inno alla libertà, un omaggio alla femminilità, una riflessione sul mistero dell’amore e dei rimpianti.

Il sorprendente romanzo inedito dell’autore di Cent’anni di solitudine e L’amore ai tempi del colera.
Un’esplorazione del desiderio che non si affievolisce con l’età; il dono inatteso e sorprendente di uno dei più grandi scrittori che il mondo abbia mai conosciuto.

Autrice: Maddalena Fingerle
Editore: Mondadori
Pagine: 156
Prezzo: 18,00€

Gaia non ha più voglia di essere se stessa: si rasa i capelli a zero e indossa parrucche, svende i suoi orecchini più preziosi su eBay, si libera dell’armadio e compra un letto nuovo – che poi non sa montare. Vuole ricostruire se stessa e l’ambiente in cui vive a immagine e somiglianza di Veronica: la sua amata, meravigliosa Veronica, da cui è appena stata lasciata. Veronica non è solo la persona di cui Gaia si è innamorata, ma anche la donna che lei vorrebbe diventare – come accade nei primi, furiosi innamoramenti.
La famiglia di origine di Gaia appartiene alla solida borghesia di italiani che vivono a Monaco e incarnano tutto ciò che lei rifiuta: la cultura umanistica come sprezzatura e ostentazione, il culto dell’apparenza, la tendenza a delegare i compiti operativi ai subalterni. Veronica al contrario è una donna vitale, concreta, estroversa e solare come la terra da cui viene, il Salento. L’indole di Gaia è lunare, riflessiva, accesa da un’immaginazione sfrenata: il prestante energumeno che le si presenta alla porta per ritirare degli oggetti che vuole vendere non ha la faccia da Joe, è decisamente Iwan. Rinominare le persone, interpretare le situazioni in cui si trova è indispensabile per poterle integrare nel suo mondo.

In un soliloquio ora arrabbiato e rivendicativo, ora spaurito e ostaggio di una miriade di sublimi ossessioni, ma sempre ironico e pungente, Gaia arriverà a conoscersi meglio e sarà pronta a correre davvero dei rischi per diventare l’individuo che vuole essere.

Dicembre è tempo di classifiche!

Un po’ falsate perché a Natale mancano ancora due settimane e potreste ancora ribaltarla, ma se cercate dei suggerimenti su dei bei romanzi da leggere o da regalare, questa è la classifica dei cinque libri di narrativa di cui quest’anno abbiamo venduto più copie in assoluto:

5️⃣ In quinta posizione, nonostante sia uscito a fine agosto, scala baldanzoso i gradini della classifica annuale “Povere creature!” di Alasdair Gray (Safarà), un Frankenstein al femminile che è un omaggio al potere immaginifico della letteratura e molto molto di più.

4️⃣ Al quarto posto troviamo un premio Nobel, l’ammaliante Olga Tokarczuc con “Guida il tuo carro sulle ossa dei morti” (Bompiani), che vi ha fatto innamorare con il suo mix di femminismo, antispecismo, astrologia, anarchia e poesia romantica inglese. E dici poco.

3️⃣ Sale sul podio per la medaglia di bronzo una riconferma dallo scorso anno: Fleur Jaeggy con “I beati anni del castigo” (Adelphi), sempre una garanzia per la sua prosa sensibile, delicata, attenta, capace, per cui potrebbe scrivere la lista della spesa e la ameremmo ugualmente.

2️⃣ Secondo in classifica troviamo trionfante “Quaderno proibito” di Alba de Céspedes (Mondadori), una scrittrice ingiustamente dimenticata e giustamente riscoperta e ripubblicata, capace di narrare le relazioni umane e familiari come pochi altri. Leggete Alba e vi farete un regalo.

1️⃣ Infine, incontrastato sulla vetta del podio, con uno scarto non recuperabile anche se vi doveste impegnare molto, troviamo il libro che vi ha sorpreso come non succedeva da tempo, la letteratura che salva e purifica, quello che tra cinquant’anni sarà considerato un classico: “Ferrovie del Messico” di Gian Marco Griffi (Laurana). Che ve lo diciamo a fa’

(Precisiamo per correttezza -anche se non ce l’ha chiesto nessuno e d’altronde chi verrà mai a controllare potremmo anche essercela inventata ma noi ci sentiamo la coscienza pulita- che da questa classifica sono esclusi i libri del gruppo di lettura, quindi sono tutti titoli che avete comprato e amato di vostra sponte o per nostra opera di convincimento)

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