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Autrice: Alba De Céspedes
Editore: Cliquot
Pagine: 128
Prezzo: 16,00€

Irene, giovane donna del Dopoguerra che, rifiutando l’agiatezza borghese preordinata che non lascia spazio all’autorealizzazione, insegue il sogno di una vita indipendente, comprende tutto ciò quando la sua giovane domestica Erminia decide di tornare dalla vecchia padrona, un’arida nobildonna che la tratta da sguattera ma che, così facendo, le riconosce un ruolo chiaro nella società. E da questo evento in apparenza banale Irene si rimette completamente in discussione; tutto quanto, il lavoro, i rapporti sociali, nonché la sua storia d’amore con Pietro, giunge a un punto di svolta cruciale.

Pubblicato per la prima volta nel 1955 e mai più ristampato dagli anni Settanta, “Prima e dopo” è un intimo racconto su cosa significasse essere una donna intraprendente ed emancipata nell’Italia del Boom: e ciò che più colpisce è il renderci conto di come la riflessione di fondo, per quanto mutato sia il contesto, appaia ancora prepotentemente attuale.

Dicembre è tempo di classifiche!

Un po’ falsate perché a Natale mancano ancora due settimane e potreste ancora ribaltarla, ma se cercate dei suggerimenti su dei bei romanzi da leggere o da regalare, questa è la classifica dei cinque libri di narrativa di cui quest’anno abbiamo venduto più copie in assoluto:

5️⃣ In quinta posizione, nonostante sia uscito a fine agosto, scala baldanzoso i gradini della classifica annuale “Povere creature!” di Alasdair Gray (Safarà), un Frankenstein al femminile che è un omaggio al potere immaginifico della letteratura e molto molto di più.

4️⃣ Al quarto posto troviamo un premio Nobel, l’ammaliante Olga Tokarczuc con “Guida il tuo carro sulle ossa dei morti” (Bompiani), che vi ha fatto innamorare con il suo mix di femminismo, antispecismo, astrologia, anarchia e poesia romantica inglese. E dici poco.

3️⃣ Sale sul podio per la medaglia di bronzo una riconferma dallo scorso anno: Fleur Jaeggy con “I beati anni del castigo” (Adelphi), sempre una garanzia per la sua prosa sensibile, delicata, attenta, capace, per cui potrebbe scrivere la lista della spesa e la ameremmo ugualmente.

2️⃣ Secondo in classifica troviamo trionfante “Quaderno proibito” di Alba de Céspedes (Mondadori), una scrittrice ingiustamente dimenticata e giustamente riscoperta e ripubblicata, capace di narrare le relazioni umane e familiari come pochi altri. Leggete Alba e vi farete un regalo.

1️⃣ Infine, incontrastato sulla vetta del podio, con uno scarto non recuperabile anche se vi doveste impegnare molto, troviamo il libro che vi ha sorpreso come non succedeva da tempo, la letteratura che salva e purifica, quello che tra cinquant’anni sarà considerato un classico: “Ferrovie del Messico” di Gian Marco Griffi (Laurana). Che ve lo diciamo a fa’

(Precisiamo per correttezza -anche se non ce l’ha chiesto nessuno e d’altronde chi verrà mai a controllare potremmo anche essercela inventata ma noi ci sentiamo la coscienza pulita- che da questa classifica sono esclusi i libri del gruppo di lettura, quindi sono tutti titoli che avete comprato e amato di vostra sponte o per nostra opera di convincimento)

Autrice: Alba De Cèsepdes
Editore: Mondadori
Pagine: 251
Prezzo: 13,50€

 

Più mi conosco e più mi perdo

“Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto uno strumento ottico offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso”

Come ha descritto magistralmente Proust, il potere magico e salvifico della lettura è proprio questo. Ciò che rende possibile l’incantesimo, però, è il processo (a volte del tutto inconsapevole) di analisi e liberazione che avviene, prima, in chi scrive.

Lo dice bene Nadia Terranova nella sua prefazione a Quaderno proibito di Alba De Céspedes: “scrivere è sempre un atto sovversivo, è riapparizione dei conflitti anche quando si vogliono azzerare. La scrittura non è mai innocente, non sa stare al suo posto ed è tutto tranne che astratta, tracima sui corpi, riverbera sui visi.”

Questo è quello che Valeria Cossati, donna di quarant’anni in un’Italia degli anni ‘50, non sapeva prima di comprare il quaderno nero che dà il nome al romanzo, ma che avrebbe scoperto in pochissimo tempo, annotando in quelle pagine ciò che prima, non solo non aveva mai detto a nessuno, ma neppure mai pensato. Dal momento in cui acquista questo quaderno, mossa da un istinto e da un desiderio repentino, compiendo un gesto proibito, sottobanco, Valeria comincia a scoprirsi. Si rivela lentamente a sé stessa, mette in discussione la sua figura di moglie, di madre, di donna, tutto ciò che è stata e quello in cui ha creduto fino a quel giorno. L’atto di scrivere, la nuova Valeria in cui sprofonda sempre più, queste continue scoperte la sgomentano e la attraggono al tempo stesso,  come una seduta di terapia sfinente, al termine della quale potremmo aver trovato la liberazione, una nuova visione della vita, insieme al crollo di ogni nostra certezza.

Alba De Céspedes con Quaderno proibito (anno 1952) ci ha fatto dono di un libro all’avanguardia, commovente, di un’umanità e rara, onesto, lucido pur nelle sue contraddizioni, nelle verità e nelle menzogne che la protagonista si racconta. Bugie che capiamo, perdoniamo e che sappiamo subito riconoscere, perché, tornando a Proust, mentre Alba e Valeria scrivono, noi leggiamo noi stessi.