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Dicembre è tempo di classifiche!

Un po’ falsate perché a Natale mancano ancora due settimane e potreste ancora ribaltarla, ma se cercate dei suggerimenti su dei bei romanzi da leggere o da regalare, questa è la classifica dei cinque libri di narrativa di cui quest’anno abbiamo venduto più copie in assoluto:

5️⃣ In quinta posizione, nonostante sia uscito a fine agosto, scala baldanzoso i gradini della classifica annuale “Povere creature!” di Alasdair Gray (Safarà), un Frankenstein al femminile che è un omaggio al potere immaginifico della letteratura e molto molto di più.

4️⃣ Al quarto posto troviamo un premio Nobel, l’ammaliante Olga Tokarczuc con “Guida il tuo carro sulle ossa dei morti” (Bompiani), che vi ha fatto innamorare con il suo mix di femminismo, antispecismo, astrologia, anarchia e poesia romantica inglese. E dici poco.

3️⃣ Sale sul podio per la medaglia di bronzo una riconferma dallo scorso anno: Fleur Jaeggy con “I beati anni del castigo” (Adelphi), sempre una garanzia per la sua prosa sensibile, delicata, attenta, capace, per cui potrebbe scrivere la lista della spesa e la ameremmo ugualmente.

2️⃣ Secondo in classifica troviamo trionfante “Quaderno proibito” di Alba de Céspedes (Mondadori), una scrittrice ingiustamente dimenticata e giustamente riscoperta e ripubblicata, capace di narrare le relazioni umane e familiari come pochi altri. Leggete Alba e vi farete un regalo.

1️⃣ Infine, incontrastato sulla vetta del podio, con uno scarto non recuperabile anche se vi doveste impegnare molto, troviamo il libro che vi ha sorpreso come non succedeva da tempo, la letteratura che salva e purifica, quello che tra cinquant’anni sarà considerato un classico: “Ferrovie del Messico” di Gian Marco Griffi (Laurana). Che ve lo diciamo a fa’

(Precisiamo per correttezza -anche se non ce l’ha chiesto nessuno e d’altronde chi verrà mai a controllare potremmo anche essercela inventata ma noi ci sentiamo la coscienza pulita- che da questa classifica sono esclusi i libri del gruppo di lettura, quindi sono tutti titoli che avete comprato e amato di vostra sponte o per nostra opera di convincimento)

Autrice: Olga Tokarczuk
Editore: Bompiani
Pagine: 272
Prezzo: 18,00€

 

Potrei vivere in un crepuscolo eterno

Immaginate un villaggio rurale, al confine tra Polonia e Repubblica ceca, un luogo in cui l’inverno dura sei mesi e il gelo ci ricorda tutti i giorni quanto il mondo sia ostile.
In questo clima avverso inserite uomini torvi e schivi, il cui passare dei giorni è scandito dalla caccia e dalla partecipazione a qualche festività religiosa.
Aggiungete ora un elemento contrastante: Janina, un’eccentrica settantenne che vive da sola ai margini di un bosco, ingegnera in pensione e insegnante d’inglese, traduttrice delle poesie di W. Blake, appassionata astrologa.

Ecco, in questo scenario dominato da notti lunghissime e da una neve così copiosa da ovattare persino il pensiero, vengono trovati, senza apparente spiegazione, i cadaveri di alcuni cacciatori.
Janina inizia ad interessarsi alle indagini, convinta che a commettere gi omicidi (no spoiler) siano gli Animali che, come per castigo, vogliono vendicarsi degli Uomini.
Ma le morti misteriose e le indagini sono solo una parte dell’intreccio.
Attraverso la voce e la narrazione di Janina è come se ci mettessimo i suoi occhiali di bizzarra settantenne per osservare la realtà. Ma già, che lenti usa Janina?
Una è l’astrologia: analizza le carte astrali come mappe geografiche, rintraccia gli influssi dei pianeti, delinea personalità e persino la possibile data di morte delle persone. Il tutto per avere, quantomeno, un’idea di cosa aspettarsi dal caos della vita.
L’altra lente, invece, è la letteratura. Se il mondo è incomprensibile, attraverso la traduzione della poesia Janina riesce a scovare qualcos’altro: collega elementi che apparentemente sono slegati, guarda le frasi da un lato diverso rispetto a quello iniziale, abbandona legami inutili e, dopo tanti tormenti, riesce a trovare qualcosa di completamente nuovo e bellissimo.

Ed è proprio quello che fa Tokarczuk con la sua storia: in mezzo alla selva dell’indecifrabile traccia un sentiero nuovo, non calpestato, in cui muoversi come in un paesaggio magico, come in una fiaba dei fratelli Grimm.
Ma mi raccomando, non fate come Hansel e Gretel: non sbriciolate pezzetti di pane per ritrovare la via di casa, perché a casa non ci vorrete più tornare.